sabato, maggio 19, 2007

EUROPEO UNDER 17: Spagna Campione.

Finalmente anche l’ Under 17. L’ Europeo di categoria stava diventando una piccola maledizione per il floridissimo calcio giovanile spagnolo: secondi nel 2003 (sconfitta col Portogallo padrone di casa), secondi anche nel 2004 (anche qui vincono i padroni di casa, la Francia di Nasri, Menez e Ben Arfa), terzi l’ anno scorso con la nazionale forse più talentuosa degli ultimi anni.
Stavolta la vittoria è arrivata, 1-0 meritatissimo sull’Inghilterra. Il vero snodo cruciale però è stato la drammatica semifinale col Belgio, nazione ospitante: sulla carta non c’era storia, ma l’ espulsione di Pichu e l’ autorete di Rochela complicano enormemente i piani. Una prodezza di Bojan raddrizza la barca, ma ci vuole una serie interminabile di rigori per sancire la qualificazione alla finale.
Spedita e sicura invece la marcia nel girone A, sulla carta il più complicato con la contemporanea presenza di Germania, Francia ed Ucraina. Due a zero poco spettacolare ma brillante alla Francia, 3-1 all’ Ucraina e 0-0 noiosissimo, ma valido per il primo posto, contro la Germania.

Ha vinto sicuramente la squadra più completa, più solida e matura nel gestire le situazioni, ma a onor del vero è stata una Spagna tutt’ altro che brillante sotto il profilo del gioco, nonostante l’ elevato potenziale tecnico di base. Coralità ridotta ai minimi termini, quasi tutto è dipeso dalle invenzioni del quartetto offensivo del 4-2-3-1 di Santisteban: Iago Falqué e Fran Merida in rifinitura, i tagli di Isma e infine la stella Bojan Krkic, troppo spesso abbandonato a sé stesso nel ruolo di unica punta.
Terzini attenti ma troppo bloccati, poche opzioni per chi impostava, di conseguenza la fluidità della manovra ne ha risentito grandemente, affidata tra l’ altro a un doble pivote come quello formato da Ximo e Camacho, di grande sostanza e inesauribile dinamismo ma non altrettanto apprezzabili doti di regia.
Vediamo nel dettaglio i diciotto protagonisti:


PORTIERI:

David De Egea (Atlético Madrid): Talento promettentissimo questo portiere alto e magrolino. Determinante nei finali di partita contro Francia e Germania, ha stupito soprattutto la sua abilità nell’ uno contro uno con l’ attaccante avversario. Resta in piedi fino all’ ultimo e chiude lo specchio in maniera davvero eccellente. Discreto ma migliorabile nelle uscite alte, non ha mostrato grandi doti di pararigori nella semifinale da infarto col Belgio, pur avendola spuntata la Spagna.
Yelco Ramos (Albacete): Nemmeno un minuto, che vi dico mo’?.


DIFENSORI:

Moisés Jiménez "Moi" (Sevilla): Protagonista già di un passaggio niente male dalle giovanili del Betis a quelle del Sevilla, un giocatore ordinato e molto poco appariscente, in linea con un torneo che ha proposto pochissimo nel ruolo di terzino destro. Tatticamente attento, raramente si azzarda a superare la metacampo.
Sergio Rodriguez (Atlético Madrid): Partito titolare, Pichu gli aveva rubato il posto, ma l’ espulsione di questi contro il Belgio l’ ha riportato fra i titolari proprio nella finale con l’ Inghilterra. Buon fisico, interventi puntuali, non risalta nessuna qualità in particolare, dovrei rivederlo meglio a dire il vero.
David Rochela (Deportivo): Ho come il sospetto che questo tizio non ci racconti la verità e in realtà abbia ben più dei 17 anni che dichiara: difficile altrimenti spiegarsi la sbalorditiva maturità con cui si muove in campo. E’ lento (le accelerazioni del belga Hazard lo hanno abbastanza fuso nei supplementari della semifinale), ma si piazza sempre al posto giusto, forte, risoluto e provvidenziale in quasi tutti i suoi interventi. Super-concentrato in marcatura, abile nell’ anticipo, usa il corpo in maniera eccellente. Leader assoluto del reparto, uno dei migliori giocatori di questa nazionale (assieme a Fran Mérida, Camacho, De Egea, Iago e ovviamente Bojan) e in assoluto dell’ intera manifestazione.
Alberto Morgado (Alavés): Già nel giro della prima squadra, un terzino sobrio, molto abile nella fase difensiva e difficile da superare nell’ uno contro uno, purtroppo anche lui troppo timido nell’ appoggiare l’ azione d’ attacco, in una Spagna nella quale ha difettato la spinta dei terzini.
José Ignacio Fernandez Iglesias “Nacho” (Real Madrid): Preferibilmente sarebbe un centrale, Santisteban l’ ha impiegato da terzino, sia a sinistra (anche se è destro, ci ha giocato contro la Germania) che a destra (contro il Belgio). Si preoccupa di mantenere la posizione e non commettere errori, nulla di più.
Francisco Javier Atienza Valverde “Pichu” (Atlético Madrid): Difensore centrale ben caratterizzato: alto e prestante, forte di testa e roccioso nei contrasti, ma anche lento e in difficoltà negli spostamenti di fronte a giocatori rapidi. L’ indemoniato Hazard del Belgio ha colpito nel segno, e la doppia ammonizione che ne è scaturita gli ha impedito di giocare la finale.


CENTROCAMPISTI:

Ignacio Camacho Barnola (Atlético Madrid): Il trascinatore della squadra, vuole stare sempre nel vivo dell’ azione. Resistente e dinamico, grande grinta e personalità, intercetta e rigioca tantissimi palloni, sbagliandone pochissimi. Nella partita col Belgio Santisteban si è visto costretto ad arretrarlo al centro della difesa per sostituire l’ espulso Pichu, e anche lì se l’ è cavata benone, a parte uno svarione. Come temperamento, una specie di Sergio Ramos del centrocampo. In gol contro l’ Ucraina, lui e Bojan erano già presenti all’ Europeo dello scorso anno.
Joaquin Martin Forner de Ojeda “Ximo” (Valencia): Con sensibili ed assolutamente necessari miglioramenti sul piano tecnico (delle volte quando porta palla sembra debba ruzzolare giù da un momento all’ altro), potrebbe candidarsi a futuro Baraja. Grande dinamismo, si offre sempre, copre un’ ampia fetta di campo e ha un discreto senso geometrico, oltre a un calcio col destro forte e teso (incaricato delle punizioni dalla trequarti) anche se non molto preciso.
Iago Falqué (Barcelona): Due gol (contro Francia ed Ucraina) e ottime prestazioni, un talento indubbio, ma non mi tornano appieno i conti con questo giocatore. Ho come la sensazione che in futuro gli allenatori potrebbero avere qualche difficoltà a trovargli il ruolo giusto: sulla fascia gli manca il cambio di ritmo, mentre in posizione di trequartista la sua tendenza a scomparire per larghi tratti del match diventa controproducente.
Comunque un mancino dal talento purissimo: Santisteban l’ ha impiegato sempre sulla fascia destra, tranne nella finale dove, con una mossa intelligente lo ha spostato a sinistra avendo capito come giocando sulla destra il suo gioco accusasse una certa prevedibilità (mancando le sovrapposizioni del terzino, quasi sempre era portato ad accentrarsi per cercare il taglio degli attaccanti con un lancio verticale). Non sorprende che il suo idolo dichiarato sia Rivaldo: come il brasiliano, gioca con l’ idea fissa di liberare il suo sinistro per la conclusione o per la rifinitura. Traiettorie secche, che si abbassano all’ improvviso e creano più di un problema ai portieri, ma anche lanci calibratissimi che smarcano il compagno davanti al portiere all’ avversario. Mancandogli lo scatto bruciante dell’ uomo di fascia, deve andare via all’ avversario di pura tecnica, esaltandosi nei dribbling stretti fra più avversari.
Fran Mérida (Arsenal): Mancino estremamente raffinato, il più tecnico del gruppo. Anche lui come Cesc è stato sottratto allla cantera del Barça, però Mérida è un trequartista con tutt’ altre caratteristiche. Palla incollata al piede, difficilissimo sottrargliela, manda a vuoto gli avversari con finte elegantissime, disegna lanci teleguidati, lo fa con un solo piede ma fa praticamente quello che vuole. Un gol contro la Francia, il suo limite può essere l’ eccessiva confidenza o una certa discontinuità all’ interno della partita (comunque stiamo sempre parlando di un Under 17). Ismael Lopez “Isma” (Athletic Bilbao): Esterno sinistro, non ha convinto pienamente. Rapido nel gioco di gambe, discreto spunto nell’ uno contro uno, qualche taglio interessante senza palla, ma ha un primo controllo spesso difettoso e tende a portare un po’ troppo palla. Poco freddo in zona-gol.
Daniel Aquino (Murcia): Figlio d’ arte, mancino impiegabile sia largo a sinistra che da punta, è piaciuto di più rispetto ad Isma. Più verticale, più pulito tecnicamente e più diretto di Isma, ha un sinistro di qualità, un ottimo spunto in velocità e punta l’ avversario con frequenza. Un gol all’ attivo, realizzato contro l’ Ucraina.
Lucas Porcar (Espanyol): Jolly della trequarti, impiegabile come seconda punta o esterno destro, mossa quest’ ultima che Santisteban ha proposto nella finale. Poco spazio per lui (titolare oltre che nella finale solo con la Germania, il resto spezzoni contro Ucraina e Belgio, partita nella quale a un certo punto si è trovato a fare anche il terzino destro), ma in quel poco è piaciuto abbastanza, tecnicamente a posto, molto intelligente nel gioco senza palla e affidabile nei ripiegamenti.
David Gonzalez (Barcelona): Centrocampista centrale, ingiudicabile.Troppo poco una serie di spezzoni a fine partita (generalmente al posto di Ximo) per farsi un’ idea compiuta sulle sue caratteristiche.


ATTACCANTI:

Bojan Krkic Pérez (Barcelona): Non è stato un Europeo facile per lui. Pressioni sconosciute ai suoi coetanei, attenzioni doppie dagli avversari, prestazioni un po’ deludenti e il gol che non arriva… Ma quando più la sua squadra ne ha bisogno, finalmente sale in cattedra: nella semifinale con il Belgio, con la Spagna in 10, sotto di un gol e ad un passo dall’ eliminazione, prima scuote il palo con una sassata, poi con un’ altra folgore da fuori pareggia i conti ed assicura i supplementari. In finale invece non sembra certo al massimo, ma mette comunque il sigillo che assicura il trofeo.
Esaurita la mera cronaca, rimane l’ attaccante che, se gli si sarà dato modo di completare la necessaria maturazione fisica e psicologica, potrà scrivere pagine importantissime nella storia futura del Barça e della nazionale spagnola. Impressionante, e anche un po’ allarmante, come sta bruciando le tappe: capocannoniere dell’ Euro Under 17 dell’ anno scorso, a soli 15 anni e senza neanche partire dall’ inizio, quest’ anno è stato subito cooptato nel Barça B, del quale è diventato immediatamente l’ alfiere, con al momento 10 gol in 18 partite nel campionato di Segunda B. Ha già esordito con gol in prima squadra, nell’ amichevole con l’ Al-Ahly, forse verrà promosso già dall’ anno prossimo, anche se rimane viva pure l’ ipotesi di un suo prestito all’ Ajax.
Bojan ha nel suo gioco la naturalezza del predestinato, è uno di quei talenti rari che fanno la differenza col cambio di ritmo e una rapidità d’ esecuzione stupefacente che, unita all’ agilità e ad un controllo di palla impeccabile, lo rendono praticamente inafferrabile quando prende palla al limite dell’ area avversaria. Prima ancora di ricevere il passaggio dal compagno, ha già elaborato la giocata successiva: così non di rado il suo primo controllo si trasforma in dribbling, segno distintivo dei giocatori di un’ altra categoria. Una volta penetrato in area di rigore, mostra invece una disarmante sicurezza nel trafiggere i portieri (anche se in quest’ Europeo si è divorato due gol di questo tipo contro Francia e Germania).
Molto aggressivo nel pressing sugli avversari, sempre insidioso sul filo del fuorigioco, non è una prima punta, troppe volte è rimasto abbandonato a sé stesso là davanti, quando preferisce di gran lunga avere piena libertà di svariare su tutto il fronte d’ attacco, specialmente partendo dalla fascia sinistra, dalla quale può convergere al centro e fornire all’ occorrenza assist molto invitanti.
Ander Vitoria (Athletic Bilbao): Classica prima punta di peso, tecnicamente limitato. Titolare, deludente, contro la Germania, si è dovuto adattare a fare l’ ala destra quando Santisteban lo ha gettato nella mischia per il tutto per tutto col Belgio.

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7 Comments:

Anonymous Edo14 said...

Ciao Valentino, purtroppo sono riuscito a seguire solo la finale Spagna-Inghilterra (lavoro maledetto...) e quindi non ho potuto osservare Isma e Ander Vitoria. Se non ti scoccia, mi potresti fare un'analisi più dettagliata dei due cachorros? Evidentemente non ti sono piaciuti ;) però, visto che hai seguito tutta la manifestazione, magari mi potresti dire di più. Scusami per il disturbo!

10:55 AM  
Blogger valentino tola said...

Speravo in un segnale forte da Lezama, l' impressione non è stata delle migliori, anche se non ha senso dare giudizi definitivi su dei diciassettenni (quelli che si sentono già fenomeni spesso si bloccano, quelli più limitati ma umili possono col tempo invece diventare dei grandi, vedi il caso di Vieri da noi).

Isma ha una vivacità interessante, ma deve migliorare tecnicamente. Forse lo vedrei meglio come seconda punta invece che largo sulla fascia, un po' come Etxeberria.
Ander Vitoria ha giocato troppo poco, come impressione fugace mi èp sembrato il classico centravanti dozzinale. Avremo le idee più chiare col Mondiale Under 17, sempre che ci sia l' opportunità di vederli.

1:12 PM  
Blogger valentino tola said...

Ah, scusa ho accostato la parola "umile" a Vieri, giuro che non era voluto.

1:13 PM  
Anonymous Edo14 said...

ahahah in effetti Vieri umile...

Ti ringrazio. Ander Vitoria ha esordito l'altro giorno con la prima squadra in un'amichevole con l'Enkarterri: un gol e un palo per lui, giocando sia la centro che sulla fascia. Spero anch'io che questi ragazzi crescano bene, secondo me è molto importante la loro stessa presenza, mentre grandi squadre sono molto meno rappresentate. Si vede che la cantera di Lezama riesce ancora a "produrre".
Mikel San José, per esempio, è stato convocato per gli europeo under 19. Ne parlano molto bene, sono curioso di vederlo all'opera.

4:37 PM  
Blogger valentino tola said...

L' Under 19 sarà interessante: ci saranno Javi Martinez (ammesso che non vada direttamente a fare il Mondiale Under 20), Sunny del Poli Ejido che è stato acquistato dal Valencia e Adrian del Deportivo.

5:46 PM  
Anonymous Mike said...

Che ne dici di Eden Hazard? Fisicamente è ancora da "costruire" ma ha una qualità tecnica ed una rapidità, veramente incredibili.

12:38 AM  
Blogger valentino tola said...

E che dico? Un talento che parla da sè.

P.S.: Ho quasi pronto l' articolo sulle altre squadre, resta sintonizzato.

1:12 AM  

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