venerdì, maggio 11, 2007

Impresa Getafe, vergogna Barça.


Ho avuto modo di sintonizzarmi su Getafe-Barça, solamente una specie di amichevole (come il 2-0 del Sevilla al Depor della sera prima) nelle mie ingenue previsioni, soltanto allo scadere del primo tempo, ma ho fatto in tempo comunque ad apprezzare il meraviglioso rinvio di ginocchio con il quale Zambrotta regalava il 2-0 a Guiza. Da lì, in poi, il resto è venuto da sè.
Quattro a zero (4-0, ve lo riscrivo in cifre in modo che ve ne rendiate conto appieno) per il Getafe, polverizzato il 5-2 del Camp Nou, oltraggiata nel modo più indecente la memoria del gol di "Messidona", la pagina più nera della storia del Barça di Rijkaard dopo il 5-1 subito a Malaga nella Liga 2003-2004 e le passate eliminazioni in Copa del Rey con squadre come Figueres e Gramanet (e aggiungerei anche il Novelda, ma lì sulla panchina c' era Van Gaal).
Cosa ha questo Barça nelle gambe e, soprattutto, nella mente? Niente. Non fatevi ingannare dal punto di vantaggio sul Real Madrid nella Liga, chi ora si trova avvantaggiato è chiaramente il Madrid, che, miracolato durante i primi tre quarti della stagione, è entrato ora perfettamente nello schema "ogni gara, vale una finale", mentre il Barça è preda dellla paura e della certezza inconscia che, da qui alla fine dellla Liga, qualche altro punto lo perderà comunque, calendario facile o no.
Anche in caso di vittoria in campionato, sarebbe un errore fatale pianificare la prossima stagione come se in questa non fosse successo niente.
Il Barça ha buttato via quasi tutte le occasioni disponibili quest' anno, perchè ha perso gran parte della tensione e della capacità competitiva che ne avevano decretato il successo nelle scorse stagioni. Avesse fatto davvero il suo dovere, avrebbe già accumulato un vantaggio cospicuo sulla seconda in classifica, altro che i due punticini sul Real Madrid peggiore degli ultimi dieci anni.
Si tiene a galla soltanto con la qualità, ma con le figurine, ripetendo pappagallescamente "noi siamo il Barça", non si va da nessuna parte.
Il Getafe ha fatto quello che voleva, giungeva dalle parti di Jorquera (il migliore dei blaugrana, questo rende l' idea) come voleva, e il fatto che il Barça abbia creato la prima occasione della sua partita soltanto a dieci minuti dalla fine (a fronte di una marea di occasioni per i padroni di casa) e che il Getafe abbia dominato per quasi tutta la partita il possesso-palla, evidenziano ulteriormente questa sconcertante passività.
Si badi bene, la partita di stasera è il caso chiaramente più eclatante, ma non è da intendersi come un caso isolato, ha soltanto portato alle loro estreme conseguenze alcune tendenze che hanno fatto da filo conduttore alla stagione dei blaugrana. E ora, sotto domenica col Betis, che tanto è una partita facile...

Massacrato il Barça, sarebbe però ingiusto passare sotto silenzio ciò che ha combinato il Getafe, che non ne ha colpa se davanti alla sua marcia ha trovato steso un bel tappeto rosso. Il suo, eroico, lavoro lo ha fatto in pieno, a partire dalla preparazione psicologica nei giorni precedenti la partita, sia fra i giocatori che fra i tifosi, magnifici ad "incendiare" uno stadio solitamente freddino come il Coliseum. Tutta la settimana a ripetersi che "sì, si può fare", "tre gol, e che saranno mai...", e sin dal primo minuto all' assalto, col cuore ma sempre con quelle certezze di cui questa squadra si può far forte.
E' la consacrazione di un collettivo, formato da onesti gregari da medio-bassa classifica e da alcuni giovani di belle speranze, solido e al tempo stesso in grado di proporre buon calcio, è la quasi-consacrazione (in attesa della grande panchina) di Schuster, è la consacrazione di Casquero, ancora una volta autore di un gol magnifico, uno dei migliori giocatori in assoluto della stagione spagnola, ed è la consacrazione anche di Dani Guiza, che non ritengo tecnicamente all' altezza di una grande squadra o di una nazionale, ma che sta vivendo un' autentica stagione di grazia.
Si aggira sempre come uno squalo nei pressi della zona calda, e stasera ha fatto letteralmente a pezzi la difesa blaugrana coi suoi classici scatti sul filo del fuorigioco, esibendo la solita freddezza nell' uno contro-uno col portiere avversario nei suoi due gol.
HIGHLIGHTS Ritorno semifinali Copa del Rey
FOTO: Marca.com

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