lunedì, dicembre 24, 2007

DICIASSETTESIMA GIORNATA: Barcelona-Real Madrid 0-1: Julio Baptista 35'.

Il responso è perentorio: ad oggi, solo una squadra è degna di aggiudicarsi questa Liga: veste di bianco e si chiama Real Madrid. Per il Barça invece la bocciatura è secca e inappellabile: tremendamente deludente la proposta dei blaugrana, timidi e mai capaci di imporsi o di sorprendere l’ avversario. E’ la sconfitta soprattutto di Rijkaard, pessimo, incapace di incidere sul copione del match soprattutto nel secondo tempo, quando i suoi cambi non hanno smosso di una virgola la situazione e anzi forse l’ hanno pure incancrenita. Ancora una volta l’ olandese dimostra tutti i suoi limiti quando la partita gli richiede decise variazioni strategiche in corsa: ha cambiato (male) gli uomini, ma non ha mai mutato la sostanza del suo 4-3-3 trito e ritrito, ha mantenuto immutati tutti quei punti di riferimento sui quali il Real Madrid si è concentrato nella preparazione della partita e sui quali i giocatori merengues hanno fatto affidamento per controllare tatticamente la gara dall’ inizio alla fine.
Per Schuster e i suoi è una consacrazione: se eccettuiamo qualche mancanza di cattiveria nel secondo tempo, quando gli spazi per chiudere la partita aumentavano, il Real Madrid ha svolto perfettamente tutto quello che era in suo dovere: non essendo consigliabile cercare di giocarsela sul piano del palleggio col Barça, la missione prevedeva una fase difensiva il più possibile diligente abbinata a contrattacchi rapidi che in pochi tocchi portassero dalle parti di Valdés, cercando di capitalizzare al massimo gli episodi favorevoli grazie alla potenza di fuoco dell’ attacco. Perfetto, non c’è che dire: abbiamo visto un undici con la concentrazione, la serenità e la maturità del leader, abile nel gestire i vari momenti della partita, mai realmente in sofferenza di fronte a tanto (sulla carta) avversario.
Merito dell’ applicazione collettiva e di una linea difensiva il cui affiatamento cresce ogni giorno di più, specie da quando il rientro di Pepe ha permesso ai merengues di trovare una coppia di centrali finalmente degna del proprio blasone in quella composta dal brasiliano e da Cannavaro. Una certezza questo muro difensivo, ora bisognerà soltanto verificare se questa grande prova di diligenza tattica in fase di non possesso resterà un’ eccezione determinata dal prestigio dell’ occasione o se realmente possa essere la premessa di un Real finalmente quadrato, coeso ed equilibrato. In tal caso, anche gli avversari fuori dalla Spagna dovrebbero cominciare a tremare.

Rijkaard scioglie tutti i dubbi della settimana: dentro sia Deco che Ronaldinho, quest’ ultimo alla grande occasione di riscatto, Iniesta un po’ a malincuore è costretto ad emigrare a destra; nessun cambio per Schuster, fedele al suo ibrido fra 4-3-3 e 4-4-2, oggi più tendente al secondo polo per una questione di prudenza.
La prima mezzora del match è nervosa, dominata dall’ agonismo e da una preoccupazione per la posta in palio che annebbia un po’ le idee e l’ ispirazione dei grandi talenti presenti in campo. Il Barça parte con l’ intenzione di aggredire, intenzione che prestissimo rimane solo sulla carta dei giornali stampati in settimana: il Real Madrid, a differenza di altre occasioni, è in partita sin dal primo minuto e, fatto anche questo insolito e sorprendente, è corto e messo bene in campo. Robinho ripiega con più frequenza del solito e Sneijder fa molta attenzione a non perdere la posizione, Pepe guida con grande autorevolezza la linea difensiva, spingendola ad accorciare e a ritardare o chiudere del tutto le linee di passaggio del centrocampo blaugrana, situazione che non agevola Eto’o, che viene anticipato e isolato dai rifinitori e, le poche volte che riesce a filtrare in profondità, costretto a cadere nel fuorigioco.
C’è grande rispetto e timore, e di conseguenza poco futbol (solo un colpo di testa centrale di Pepe nei primi 30 minuti): le due squadre si preoccupano principalmente di evitare di trovarsi in inferiorità numerica quando l’ avversario recupera palla, per cui le posizioni in campo rimangono estremamente rigide in fase di possesso. Discorso che riguarda soprattutto il 4-3-3 del Barça (che ha l’ onere di fare la partita), rendendone l’ azione offensiva facilmente leggibile da parte di un Madrid ben organizzato.
Ai padroni di casa servirebbe una variazione all’ interno del copione, qualcosa che smuova le maglie degli ospiti costringendoli a ripensare e riorganizzare i loro piani. Non è proprio il pezzo forte di Rijkaard, ma il discorso in qualche modo passa, se è vero che dalla mezzora Iniesta, fin lì sacrificato largo a destra, passa a svariare in zona più centrale, mossa utile a creare un “sovraccarico” nella zona di Diarra e ad aumentare le possibilità di combinare sulla trequarti e collegare il centrocampo con l’ attacco. Variazione che mostra di dare i suoi frutti, se è vero che proprio in questa fase il Barça opera i più decisi avvicinamenti alla porta di Casillas: prima proprio Iniesta sguscia sul centro-sinistra, serve in profondità Eto’o frenato da Casillas in uscita, Iniesta torna sul pallone, tenta la furbata per ottenere il rigore ma l’ arbitro non ci casca; poi l’ occasione più ghiotta di tutta la partita del Barça, ancora Iniesta, stavolta però sulla destra, scappa in accelerazione a Cannavaro, mette il pase de la muerte a centro area per l’ accorrente Ronaldinho ma la conclusione del brasiliano è ottimamente sventata da San Iker.
Ma proprio nel momento migliore del Barça, anzi l’ unico buono dell’ intera partita blaugrana, il Madrid passa ad incassare, gelando il sangue nelle vene a tutto il Camp Nou: la triangolazione fra Julio Baptista e Van Nistelrooy è magistrale, una combinazione ad alta velocità e precisione che riesce a prendere in contropiede la difesa alta blaugrana. Il passaggio di ritorno di Van Nistelrooy è perfetto, proprio sulla corsa di Baptista, ed anche la conclusione del brasiliano è tutto fuorchè banale, un collo-esterno destro che con un angolo non molto ampio a disposizione si insacca quasi all’ incrocio.
Il finale di primo tempo è caratterizzato dallo sconforto dei padroni di casa, che faticano a ricomporsi e lasciano anche spazio a una percussione di Robinho, conclusa però con un destro da fuori abbastanza insignificante.

In avvio di ripresa il Barça improvvisa un fugacissimo tentativo di reazione, con Iniesta che cerca ancora di inserirsi sulla trequarti per creare scompiglio (partorendo, dopo uno scambio con Eto’o, un sinistro dal limite troppo debole per impensierire Iker), ma è sin troppo evidente la prevedibilità e la staticità che il Barça accusa in attacco. Servirebbe una decisa modifica del disegno tattico, magari levando lo sgasato Ronaldinho per affiancare a Eto’o una punta più pura (Bojan o Henry): due punte che giocando più ravvicinate potrebbero offrire più appoggi per le triangolazioni in zona centrale e impegnare maggiormente Pepe e Cannavaro, inducendoli magari a uscire dalle loro zone e aprendo così gli spazi per gli inserimenti dagli altri reparti.
Invece il cambio di Rijkaard non cambia nulla: è vero che l’ ingresso di Giovani per Deco permette di portare Iniesta stabilmente in zona centrale, ma non altera minimamente la sostanza di un 4-3-3 rigido come gli omini del calciobalilla, letto e neutralizzato con molta facilità da un Real Madrid che ringrazia infinitamente Rijkaard per non avergli mai tolto tutti quei punti di riferimento sui quali ha impostato la sua chiara supremazia tattica.
Eto’o rimane risucchiato fra i due centrali, le linee interne di passaggio son tutte tagliate a meno che Iniesta non vada a creare la superiorità numerica palla al piede, e come al solito manca profondità sugli esterni dai terzini: se aggiungiamo poi che il Barça rispetto al primo tempo ha pure perso benzina, non pressa più e si allunga sul campo (a differenza del Real Madrid che, essendo sempre rimasto compatto dietro alla linea della palla, ha costretto i suoi giocatori ognuno a un dispendio energetico complessivamente minore), capiamo come in realtà sia molto più il Real Madrid a dare l’ impressione di poter raddoppiare più che il Barça quella di poter pareggiare.
Già Sergio Ramos e Robinho avevano inquietato con due discese (il brasiliano tenta anche la simulazione, ma Mejuto non ci casca), poi con l’ uscita di Deco ci aprono ancora più spazi, perché il Barça presenta ora la linea di mezzeali più fragile. Iniesta cercando le iniziative personali sulla trequarti tende per natura a perdere la posizione, Xavi la tiene di più ma è blando (eufemismo per non dire nullo) nel pressing, i blaugrana si allungano e cominciano a spezzarsi in due. In un’ azione in cui Xavi perde palla sulla trequarti ad esempio Julio Baptista trova la prateria per ribaltare l’ azione, ma Van Nistelrooy dalla sinistra mette in mezzo un pallone che non trova nessuno.
Il Real ha gli spazi ma non la cattiveria sufficiente per chiudere definitivamente i conti, e magari in questo contesto tattico Schuster avrebbe potuto anche togliere Raul e inserire Guti fra le linee per “matare” la partita. Il Barça spento e sfilacciato concede anche agli ospiti opportunità di addormentare il ritmo facendo girare il pallone senza fretta, ma non aver dato il colpo di grazia quando c’erano tutti i presupposti costringe i merengues a soffrire a denti stretti di fronte all’ inevitabile ritorno dei padroni di casa nelle ultime fasi del match.
Sofferenza comunque relativa, perché senza movimento e senza intuizioni valide dalla panchina (il secondo cambio di Rijkaard è Zambrotta per Puyol, altro bello sforzo di fantasia), al Barça restano soltanto i colpi delle individualità, questa la triste realtà. Entra anche Bojan per Xavi, Rijkaard ammassa attaccanti in mancanza d’ altre idee (Schuster risponde rimpolpando il centrocampo con Gago per Sneijder e Diarra spostato sulla destra): ovviamente l’ ispano-serbo va largo a sinistra, guai a toccare il Dio 4-3-3, ma comunque si mette subito in mostra con un destro rabbioso da fuori sventato in angolo da Casillas. Sugli sviluppi del corner, Yaya Touré calcia fuori in mezza girata, ed è chiaro che il Barça cerca ormai la mischia e la confusione nell’ area avversaria come ultima risorsa.
Eto’o prima tenta lo sfondamento dalla sinistra senza trovare la deviazione in area, poi all’ 87’ va vicino al gol su un’ altra mischia, quando la sua conclusione di destro viene deviata involontariamente da Pepe in calcio d’ angolo. Tentativi disperati che non mettono in discussione la pesantissima e strameritata vittoria madridista.


BARCELONA (4-3-3)

Victor Valdés: Deve intervenire pochissimo, o perché le conclusioni sono imparabili (il gol di Baptista), oppure perché il Madrid non finalizza le giocate. Voto: 6.
Puyol: Si becca un cartellino giallo nel primo tempo per una scivolata un po’ avventata su Robinho, poi in fase difensiva se la cava come sempre, prende le misure nell’ uno contro uno e chiude bene in diagonale. Nullo in fase offensiva, un po’ perché preoccupato da Robinho un po’ perché la sua squadra non riesce mai a prendere il controllo delle operazioni a centrocampo e a coinvolgere con continuità i laterali difensivi. Voto: 6. (dal 76’ Zambrotta s.v.)
Marquez: Non credo abbia colpe sul gol, viene preso sul tempo da Baptista perché la combinazione fra il brasiliano e Van Nistelrooy sfiora la perfezione per precisione e rapidità d’ esecuzione. Per il resto gioca una buona partita per senso della posizione e tempismo, e imposta l’ azione dalle retrovie con qualità ed eleganza. Voto: 6,5
Gabriel Milito
: Ancora stiamo attendendo il suo primo strafalcione in maglia blaugrana, sa sempre dove mettersi e come intervenire, soffre poco o nulla Raul che agisce soprattutto dalle sue parti. Voto: 6.
Abidal: Come sua consuetudine, nessuna sbavatura in fase difensiva, ma va detto che c’è ben poco da difendere nella sua zona. A differenza di Puyol, non ha un avversario diretto minaccioso come Robinho, quindi dovrebbe liberarsi per offrire ben altro apporto nelle sovrapposizioni, aspetto nel quale ieri sera ha latitato. Voto: 5,5.
Xavi: Prestazione mediocre. Il Barça è bloccato sulle sue posizioni, lui ha poche opzioni di passaggio per dare fludità alla manovra, e di per sé non è in grado di alzare i ritmi come fa Iniesta quando parte palla al piede. Sempre controllato, finisce con l’ essere annullato, e l’ azione del Barça non decolla mai. Voto: 5,5. (dall’ 81’ Bojan: Invece che seconda punta vicino ad Eto’o va largo a sinistra. Entra troppo tardi ma in quei pochi minuti fa più di Ronaldinho in tutto il resto della partita, più fresco, rapido e difficile da marcare. Voto: 6.)
Yaya Touré: Il suo davanti alla difesa lo fa sempre, con continuità e grande forza fisica, sradica e fa a spallate. In un paio di occasioni cerca la percussione a sorpresa, ed è una buona idea, perché costringe i giocatori del Real a seguirlo e a lasciare smarcati altri suoi compagni: infatti in queste due occasioni nascono un’ opportunità per Iniesta (il sinistro moscio dal limite) e un’ azione che il Real sbroglia affannosamente in calcio d’ angolo. Occasione nel finale in girata. Voto: 6,5.
Deco: Nel primo tempo gioca con molta aggressività in fase di non possesso, pressa e spende il fallo tattico, ruba buoni palloni ma quando riparte gli manca lo spunto e l’ intuizione decisiva nell’ ultimo passaggio. Nel secondo tempo esce perché probabilmente non ha i 90 minuti nelle gambe. Voto: 6. (dal 57’ Giovani: Cambio sbagliato di Rijkaard, che regala agli avversari soltanto una riedizione in tono minore di Messi invece che rimescolargli le carte dal punto di vista tattico. Ha uno sprazzo appena entrato, ma è solo fumo, perché Heinze ci mette poco a regolarsi e capire il gioco monotematico del messicano, cioè “rientro sul sinistro e tiro”. Voto: 5,5.)
Iniesta: L’ unico assieme ad Eto’o a battersi per scuotere dal torpore questo Barça, l’ unico in grado di regalare imprevedibilità e cambio di ritmo. Sprecato sulla fascia destra, comincia ad entrare in partita solo quando può venire a prendere palla nel mezzo e tentare l’ incursione palla al piede. Ispira le due azioni più pericolose nel primo tempo (fantastico quando brucia Cannavaro), nel secondo tempo con l’ ingresso di Giovani passa a fare la mezzala, tenta di districarsi negli spazi stretti con le sue graziose giravolte e ad andare in accelerazione, è sempre attivo e mobilissimo, ma non riesce a fare la differenza, perché non ha una squadra (e un tecnico) che lo assecondino nella maniera dovuta e anche perché, solito difetto, non riesce ad essere sufficientemente pericoloso quando va al tiro (nel secondo tempo scalda soltanto i guanti a Casillas con un sinistro dal limite e un destro a girare troppo centrale). Voto: 7.
Eto’o
: Si danna l’ anima, cerca disperatamente il pallone e lo spazio giusti, ma finisce fagocitato da Cannavaro e Pepe, che lo neutralizzano e lo isolano dal resto della squadra. Prova qualche spunto nel finale, ma avrebbe avuto bisogno di molta più assistenza e di più sponde per poter giocare come sa. Voto: 6.
Ronaldinho: Era giusto concedere un’ occasione di riscatto a un giocatore del suo spessore, magari pensando che le panchine nelle scorse partite lo avessero potuto stimolare. Invece niente, fallimento totale: fa tristezza vederlo puntare l’ avversario trotterellando sapendo che 9 volte su 10 non gli andrà via (solo in un’ occasione scappa a Sergio Ramos sulla linea di fondo, il confronto con Pepe invece è impietoso). A palla in movimento non ha lo spunto, su palla inattiva stavolta non ha l’ opportunità di incidere perché il Real Madrid riesce magistralmente a non concedere punizioni da zone pericolose. Voto: 5.

In panchina: Jorquera, Thuram, Gudjohnsen, Henry.


REAL MADRID (4-4-2)

Iker Casillas: Finchè Buffon resterà in vita, parlare di lui come il miglior portiere del mondo (come, sciovinisticamente, proclamano i giornali spagnoli) rimarrà una bestemmia, però rimane uno di quei pochi portieri che fanno la differenza, che ti fruttano 5-10 punti a campionato. Nulla di trascendentale in assoluto, nella sua carriera ha fatto parate più marziane, ma sempre pronto nelle occasioni chiave, come il colpo a botta sicura di Ronaldinho nel primo tempo. Poco prima era stata ottima, per coraggio e tempismo, anche l’ uscita in due riprese su Eto’ e Iniesta. Nel finale non si fa sorprendere da Bojan. Voto: 7.
Sergio Ramos
: Non sempre sceglie i tempi giusti per intervenire nell’ uno contro uno, ma a parte un paio di occasioni in cui il brasiliano gli scappa, alla lunga la sua superiore condizione atletica sovrasta Ronaldinho. Si sovrappone con parsimonia, ma con buona puntualità. Voto: 7. (dall’ 87’ Torres s.v.)
Pepe
: Che difensore! Carismatico, autoritario, concentrato, sempre ben piazzato, rapido e fisicamente debordante. Guida la linea difensiva, che finalmente accorcia e non rimane più troppo bassa, con perizia ed efficacia impareggiabili, chiude tutti i varchi e sventa ogni pericolo. Perentorio nei recuperi, insuperabile nell’ uno contro uno (le volte in cui si trova a fronteggiare il fantasma di Ronaldinho gli sradica il pallone fischiettando). Voto: 8.
Cannavaro
: In costante crescita, ha trovato finalmente il partner ideale in Pepe, la presenza del brasiliano lo rende più sicuro e gli dà maggiori punti di riferimento. Puntuale negli anticipi, concentrato e reattivo, gli scappa soltanto Iniesta nel primo tempo, nell’ occasione di Ronaldinho neutralizzata da Iker. Voto: 7.
Heinze: Saggiamente preferito a Marcelo, gioca una partita poco appariscente, per larghe fasi non ha avversario diretto, segue con attenzione e disciplina tattica i movimenti della linea difensiva, a differenza di Ramos non deve avanzare perché è compito esclusivo di Robinho attaccare su quella fascia. Giovani gli va via in un’ occasione, ma poi prende le misure con relativa facilità al messicano. Esperto e concreto, sull’ argentino si può sempre contare. Voto: 6. Sneijder: Gioca una partita di sacrificio, rispetto al solito ha meno opportunità di svariare in zona centrale ma deve preoocuparsi molto di più di coprire la fascia in fase di non possesso. Non brilla, non può proprio farlo, ma si applica. Voto: 6. (dal 78’ Gago s.v.)
Diarra
: Prestazione di sostanza come schermo davanti alla difesa. Finalmente la difesa accorcia, i compagni del centrocampo giocano ben raccolti e lui non è più costretto a sobbarcarsi chilometri fuori dalla portata di qualsiasi essere umano. Solo così si può vedere il vero Diarra. Voto: 6,5.
Julio Baptista
: Assieme al rientro di Pepe, una mossa-chiave nella crescita di questo Real Madrid. Un tipo strano, gioca a centrocampo ma non si fa notare particolarmente né per il lavoro di costruzione della manovra né in quello di interdizione, ma gira e rigira finisce sempre col farsi sentire. Questa era la partita ideale per lui: non era richiesto di tocchettare fino allo sfinimento, ma di colpire il Barça con azioni mordi e fuggi. Ha lo spazio per inserirsi di potenza dalla seconda linea, e fa molto male, la terra trema come con una mandria di bisonti. Si inserisce con tempismo e colpisce benissimo la palla in occasione del gol, nel secondo tempo prova a lanciare qualche contropiede negli spazi che il Barça comincia sempre più a lasciare. Voto: 7.
Robinho: Era un po’ lo spauracchio per il Barça con le sue galoppate, ma stavolta i pericoli sono arrivati dalle incursioni dell’ altro brasiliano, cioè Baptista. Poche iniziative veramente incisive da Robinho, anche se è risultata utile, oltre che assai apprezzabile, la sua disponibilità a sacrificarsi per il bene comune, ripiegando e coprendo la sua fascia in fase di non possesso. Voto: 6. (dall’ 84’ Robben s.v.)
Raul
: Gran lavoro di quantità, ripiega sempre dietro la linea della palla e aiuta in pressing, ma niente da ricordare in fase offensiva. Non entra in nessuna azione significativa, offre un contributo di esperienza giusto nel finale, quando tiene su qualche pallone per perdere tempo. Voto: 5,5.
Van Nistelrooy
: Come tutti, si applica e si muove in funzione delle esigenze della squadra. Insolitamente un po’ tenero nelle azioni di contropiede che il Barça concede nel finale, però è stupendo nell’ azione del gol, la mette giusta giusta perché Baptista possa calciare a rete. Voto: 6,5.

In panchina: Dudek, Marcelo, Guti, Saviola.

Gol: 0-1 (35'): Baptista recibe un pase de Raúl y cede a Van Nistelrooy, que le devuelve de espléndida pared, se planta ante Valdés y le supera con un espléndido derechazo por la escuadra.
Árbitro: Mejuto González, del Colegio Aragonés. Amonestó a Puyol (26'), Sergio Ramos (47'+), Milito (67') y Baptista (83').
Incidencias: Camp Nou. Lleno. 98.248 espectadores, de los que un millar eran del Madrid.

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13 Comments:

Anonymous gandhi said...

Il Real Madrid ha cercato molto di più la profondità rispetto al Barcelona,prova ne sia la rete di Baptista.Si è vista in modo netto la differenza tra la verticalità e l'orizzontalità delle due squadre,e credo che questo alla fine sia risultato decisivo.E non è frutto del caso il fatto che l'unico giocatore del Barca che cerchi sistematicamente la verticalizzazione,Iniesta,sia stato uno dei migliori in campo.Ottima la fase difensiva del Real,efficiente come mai avevo visto quest'anno.

7:18 PM  
Blogger Kerzhakov 91 said...

Gran bel post come sempre, lo attendevo da stamane :D

Comunque, copio qui quello che scrissi su un forum al termine della partita:

Finisce 0-1 il SuperClasico tra Barcelona e Real Madrid, il match è stato deciso da una bellissima rete di Julio Baptista, un azione davvero splendida (uno-due tra la "Bestia" e Van Nistelrooy con conclusione vincente d'esterno del brasiliano, il tutto al volo). Risultato imho giusto, il Real, pur giocando principalmente di rimessa, ha creato un numero maggiore di occasioni e soprattutto ha dato una grande dimostrazione di forza specie dietro. Nei Blancos non saprei trovare un migliore in assoluto, ottima l'intera difesa (sontuosi Pepe e Cannavaro), diciamo che Casillas con un intervento nel primo tempo si è riconfermato secondo solo a Buffon...anzi, dirò di più in quanto a RIFLESSI puri, San Iker è forse ancora meglio...
Nei blaugrana, grande ripresa di Iniesta, ormai diventato il giocatore principale dopo Eto'o (oggi così così) ed ovviamente Messi, la cui assenza ha pesato parecchio...d'altronde stiamo parlando del giocatore più forte del mondo, non di uno qualsiasi...

Ecco le mie pagelle:

Barcelona (4-3-3):
Victor Valdes: 6,5;
Puyol: 6 (Zambrotta: s.v.)
Marquez: 6
G. Milito: 5,5
Abidal: 6;
Xavi: 5,5 (Bojan Krkic: s.v.)
Yaya Touré: 6,5
Deco: 5 (Giovani dos Santos: 5);
Iniesta: 7
Eto'o: 5,5
Ronaldinho: 5.

Real Madrid (4-4-2):
Casillas: 7,5;
S. Ramos: 6,5
Pepe: 7,5
F. Cannavaro: 7
Heinze: 6;
Sneijder: 5,5 (Gago: s.v.)
M. Diarra: 6,5
Julio Baptista: 7 (M. Torres: s.v.)
Robinho: 6,5;
Raùl: 5,5
Van Nistelrooy: 6,5.


PS: non c'entra assolutamente nulla, ma con il Levante Arveladze ha combinato almeno qualcosa? Qui ( http://calciorusso.blogspot.com/2007/12/arshavin-votato-miglior-calciatore.html ) capirai il perchè della mia domanda ;)

7:42 PM  
Blogger valentino tola said...

@ gandhi
Chiaro, ne abbiamo parlato fino allo sfinimento, il Barça ha pochi giocatori in grado di dare profondità senza palla, e questo si ripercuote sulla manovra, che diventa lenta ed involuta. Secondo me il Barça che combinava meglio gioco verticale ed orizzontale era quello del 2004-2005, dove c'erano palleggiatori come Deco, Ronaldinho e Xavi ma anche gente assatanata che attaccava lo spazio come Eto'o e Giuly, oltre a due terzini che spingevano come ossessi, Belletti e Gio (il primo Van Bronckhorst arrivava anche a tagliare dentro l' area avversaria, poi è diventato molto più difensivo).
Detto questo, va comunque aggiunto che è logico che il Real Madrid abbia trovato di più la profondità, è il vantaggio di chi può disporre del contropiede. Comunque, una fantastica prova di maturità del Real, direi quasi che è stato il miglior Real di Capello, nel senso che ha offerto quella solidità difensiva e concretezza che, nonostante la rocambolesca vittoria della Liga, era rimasta sulla carta pure col tecnico italiano. Ecco, ieri abbiamo visto finalmente il Real di Capello :)

@ Kerzhakov
Grazie, ottimo contributo. Certo, ha pesato Messi, ma in genere le assenze sono l' alibi per la mancanza di un gioco. Non c'era movimento, non c'era intensità, in panchina c'era un baccalà (scusa Frankie se vado giù così duro), così ci si è aggrappati alle iniziative di Iniesta e ai dribbling che avrebbe potuto inventarsi Messi. Oggettivamente un po' poco...

Shota non ha ancora giocato un minuto, è arrivato rotto e dovrebbe tornare con l' anno nuovo. Direi che è un' assenza che il Levante già semi-retrocesso potrebbe aver pagato, è l' attaccante di maggior caratura, anche se pure lui è un giurassico, come impone la politica di mercato di questa pessima società (che, tra l' altro, è pure sull' orlo del fallimento economico).

8:21 PM  
Blogger valentino tola said...

Ah, aggiungo una cosa. Se il Real Madrid che giocherà con la Roma sarà quello di ieri, la mia percentuale passa da un 50% a un 60% a favore dei blancos.

8:23 PM  
Blogger Kerzhakov 91 said...

Te l'ho chiesto perchè è stato ancora inserito tra i primi 20 giocatori sovietici del 2007, evidentemente l'avranno votato i suoi connazionali.

Peccato però che sia arrivato alla Liga a fine carriera, è un giocatore che per caratteristiche tecniche per me si sarebbe adatto alla grandissima in Spagna.

8:35 PM  
Anonymous Anonimo said...

vamossssssssssssssss vamosssssssssssssss




asi asi asi gana el madrid !!!!


che partita , assoluta in difesa , in attacco abbiamo sfruttato le poche ( rispetto al solito ) occasioni !!!!!! mitico robinho che salta pujol + volte e si riconferma un grandissimo nel suo ruolo , tra i piu forti . grandissimo pepe , e sergio ramos , ke oserei dire è il piu forte terzino dx du mundi !!!!!!!!!!!

bravo schuster ke ha capito la partita !!!! e pensare ke nn m andava a genio a inizio anno !!! vamoooooooos .... continuiamo cosi , e il titolo sara.........



ciao cri ( bravo cm sempre valentino )

8:51 PM  
Blogger AlexilGrande said...

Bellissimo Post! Sappi che da oggi hai un nuovo lettore!

Hasta luego tio.

9:31 PM  
Anonymous Anonimo said...

Vale io sono un lettore assiduo(da ormai più di un anno),che però per la prima volta ti scrive.
Grande prestazione del Real,da super squadra,il Barça invece...ahiaiai,troppo lento,troppo prevedibile.
Ronaldinho quasi imbarazzante direi,ma cosa gli è successo?Ormai non punta più l'uomo,si limita a fare un paio di finte e poi da la palla indietro,involuzione paurosa.
Invece sono contento per Pepe,ora voglio vedere dove sono tutti quelli che fino a qualche settimana fa lo deridevano(gazzetta dello sport in primis)...ah si come al solito saranno saliti sul carro del vincitore e cominceranno ad incensarlo.
Non metto in dubbio che sia stato pagato uno sproposito,ma per me è un gran difensore.

Prox

p.s. buon natale a tutti ;-)

10:58 PM  
Blogger valentino tola said...

@ alexilgrande e Prox
Benvenuti.

11:31 PM  
Anonymous Flavio said...

Che è successo a Ronaldinho?
Semplicemente, si allena poco e/o male. Non ci sono altre spiegazioni, perchè tecnicamente resta il numero 1 al mondo; ma il calcio non è uno sport che puoi giocare da fermo e se perdi del tutto l'esplosività muscolare per quanto i tuoi piedi possano essere sensibili non vai da nessuno parte.

Per quel che riguarda la partita, condivido in pieno l'analisi di Valentino, aggiungendo che a mio avviso la dirigenza blaugrana dovrebbe iniziare a pensare ad un cambio della guida tecnica, perchè l'attuale deficit del Barca è soprattutto tattico e movitazionale e di conseguenza responsabilità di Rijkaard sono palesi...

Ciao!

7:49 PM  
Blogger valentino tola said...

Flavio, son pienamente d' acordo su Ronaldinho. Voglio ribadire però che non critico Rijkaard per averlo schierato l' altro giorno: secondo me era doveroso, era una chance che bisognava concedergli. Ora però l' ha fallita, e ti dico pure che se arrivasse un' offertona già adesso a Gennaio il Barça dovrebbe prendere seriamente in esame una sua immediata cessione.

Anche se può ancora vincere tutto (la Liga per me non è chiusa) perchè è una squadra dal potenziale gigantesco, mi sembra chiaro che al Barça si stia chiudendo un ciclo, e non è un segreto che Rijkaard abbia già deciso sua sponte di fare le valigie la prossima estate. Ormai, i tempi mi sembrano più che maturi per un cambio.
Mi ha lasciato allibito la mancanza di reazione dalla panchina l' altro giorno, e non solo l' altro giorno: quei cambi pedina per pedina, senza la minima fantasia, senza cercare nemmeno di mischiare le carte a un Capello-Schuster che giustamente gongola per aver completamente neutralizzato il gioco del Barça impedendo le triangolazioni in zona centrale a Deco e Xavi e togliendo gli appoggi ad Eto'o.

La scelta del successore di Rijkaard deve seguire le linee-guida della filosofia di gioco storica del Barça (almeno dai tempi di Cruijff): cioè risultati da ottenere attraverso un gioco offensivo e spettacolare.
Probabilmente sarà l' ennesimo olandese: Van Basten per me sarebbe un' incognita totale (anche se da giocatore era il mio idolo quando ero bambino).
Io vedo comunque un paio di allenatori nella Liga che avrebbero le carte in regola dal punto di vista "ideologico" per sedersi sulla panchina blaugrana, e sono Laudrup del Getafe ed Unai Emery dell' Almeria.
Il primo, dopo un avvio difficile (in cui comunque ha pesato anche la sfortuna oltre a qualche errore di concentrazione) sta facendo del Getafe una delle squadre che gioca meglio della Liga. Predilige un calcio d' iniziativa, palla a terra, con giocatori tecnici e palleggiatori a centrocampo (i "madridisti" De la Red e Granero che stanno giocando alla grande, e anche Casquero, che però è parecchio sottotono rispetto all' anno sorso, ora ha anche perso il posto) e attaccanti mobili e veloci, che non diano nessun punto di riferimento alle difese avversarie (Manu del Moral, al di là delle scarse capacità realizzative, sta giocando un gran campionato).
L' Almeria di Emery gioca invece un 4-3-3 per certi versi molto simile a quel Barça 2004-2005 che tanto rimpiangevo: se escludiamo il fatto che rispetto a quel Barça questo Almeria non può permettersi grandi trame a centrocampo ma gioca in maniera decisamente più diretta, Emery basa anche lui il suo gioco (soprattutto quando gioca in casa) sul pressing nella metacampo avversaria, sulla difesa alta e il fuorigioco (anzi direi che questi aspetti sono ancora più accentuati nel suo calcio). Inoltre anche lui chiede agli esterni d' attacco non tanto di restare sempre larghi sulla linea del fallo laterale, ma preferisce che taglino dentro per andare alla conclusione (vedi Crusat), affidando più che altro ai terzini di dare ampiezza.
Insomma, come organizzazione di gioco e come mentalità, credo che Emery sarebbe l' ideale per il Barça, il problema però è che è ancora molto giovane (ha 36 anni) e molto probabilmente avrebbe bisogno di farsi le ossa su panchine di squadre di livello medio prima di consacrarsi uno dei migliori tecnici spagnoli (è un maniaco degli schemi da palla inattiva, questo lo differenzia nettamente da Rijkaard che al Barça ha curato poco o nulla quest' aspetto).

Non dimentichiamo poi che nel Barça B sta facendo esperienza un certo Pep Guardiola, che per l' aura che circonda la sua figura (e la grande intelligenza, calcistica e non solo) è destinato a sedersi prima o poi sulla panchina della prima squadra.

12:31 PM  
Anonymous cespo said...

vale prima ti dico i miei voti e poi parlo della partita..
Barcelona (4-3-3):
Victor Valdes: 6,5;
Puyol: 6.5 (Zambrotta: s.v.)
Marquez: 6.5
G. Milito: 6
Abidal: 6;
Xavi: 5 (Bojan Krkic: s.v.)
Yaya Touré: 6,5
Deco: 5 (Giovani dos Santos: 5);
Iniesta: 7.5
Eto'o: 5,5
Ronaldinho: 4.5.

Real Madrid (4-4-2):
Casillas: 7,5;
S. Ramos: 7,5
Pepe: 7,5
F. Cannavaro: 7
Heinze: 6-5;
Sneijder: 5,5 (Gago: s.v.)
M. Diarra: 6,5
Julio Baptista: 7 (M. Torres: s.v.)
Robinho: 5,5;
Raùl: 5,5
Van Nistelrooy: 6,5.

Allora, adesso come adesso iniesta è il giocatore che che più mi entusiasta, vederlo giocare è spettacolo puro... Il real è solido, pepe mi ha sorpreso moltissimo però non lo so, stare vicino a cannavaro gli da sicurezza. Ramos è una autentica forza della natura, io lo credevo migliore come centrale ma fa tutta la fascia sempre. Veramente sempre. I miei dubbi rimangono però sui blancos nel momento in cui dovranno fare la partita, per adesso hanno vissuto di episodi e miracoli (santo subito, io continuo la mia campagna pro iker) e sull'eventuale mancanza di ruud van nistelrooy, che non ha un sostituto e che secondo me ha un gioco molto dispendioso. Raul calciatore eccezionale, come si sacrifica per la squadra, vedere lui e ronaldinho ti fa venir voglia di picchiarlo.
Auguri comunque

12:48 PM  
Blogger valentino tola said...

Il paradosso è che il Real Madrid non ha poi 'sto gran bisogno di far la partita per vincerla. Ha un' eccezionale forza d' urto e una grande varietà di soluzioni offensive, che per dispiegarsi prescinde da un effettivo controllo della manovra. Il problema-chiave sarà semmai la fase di non possesso: occorrerà vedere se il Real Madrid nel prosieguo della stagione saprà riproporre la sorprendente solidità apprezzata al Camp Nou. Se così fosse, non solo la Liga diventerebbe una formalità, ma aumenterebbero sensibilmente le possibilità in Champions. Comunque, è tutto da vedere, c'è anche l' eventualità che quella dell' altro giorno sia stata una prestazione motivata dall' eccezionalità dell' evento, magari più difficile da ripetere in occasioni normali, visto che un atteggiamento tattico simile alla lunga va contro le caratteristiche dei Robinho, Sneijder e Baptista.

Comunque sì, Van Nistelrooy è come Eto'o per il Barça: irrinunciabile, se mancasse sarebbero guai. Io non so che cosa pensino società e staff tecnico di Soldado, hanno detto che non è in vendita, comunque mi sa che il giocatore, oltre a non essere Van Nistelrooy, è demoralizzato e farebbe bene a ambiare aria. In quel caso servirebbe un rimpiazzo in corsa al Real Madrid. Per l' anno prossimo invece andrebbe pianificato l' acquisto di Benzema, che io adoro.

3:21 PM  

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