sabato, dicembre 15, 2007

SEDICESIMA GIORNATA: Espanyol-Levante 1-0: Jarque.

Era forte in me la tentazione di non scrivere nulla su questa partita inguardabile, ma alla fine ha prevalso il dovere di informarvi che nel 2007, ebbene sì, capita ancora di vedere partite simili. Una cosa barbara.
L’ Espanyol, trovato subito il gol, ha finito col perdere ogni motivazione di fronte a un avversario così scarso, accontentandosi del minimo indispensabile e adeguandosi più che volentieri allo squallido contesto. Qualche timido fischio, pure comprensibile (del resto la gente paga il biglietto), dagli spalti semivuoti del triste Montjuic, ma ciò che conta sono i tre punti che sostengono sempre più saldamente le ambizioni europee di questa squadra, raramente spettacolare ma tremendamente solida ed efficace.

Il timore nemmeno troppo velato dei padroni di casa (privi di nomi eccellenti come Luis Garcia e Riera) era quello di essere costretti ad elaborare gioco contro un’ avversario tutto chiuso dietro, non proprio il pezzo forte di una squadra che si trova molto più a suo agio agendo di rimessa negli spazi piuttosto che facendo la partita. Timore sulla carta suffragato dalla scelta di De Biasi per un 5-4-1 super-abbottonato, extrema ratio sbandierata in settimana dal tecnico italiano di fronte ai continui disastri difensivi della propria squadra. Tutto però rimane solo sulla carta, otto minuti e al primo attacco serio, su un calcio d’ angolo, Jarque è liberissimo prima di colpire di testa addosso Storari poi di ribattere in rete.
Qui finisce la partita dell’ Espanyol e termina anche la partita in senso generale, perché la reazione degli ospiti, pur incoraggiati dall’ apatia espanyolista, rimane ancorata a una povertà di mezzi assoluta (Courtois si sgancia tantissimo sulla sinistra ma non ne azzecca una). Così anche il secondo tempo, Espanyol blando, lento e svogliato, De Biasi tenta in ogni modo di rimescolare le carte (prima Berson per Juanma, cambio poco comprensibile anche se il francese non farà male, poi Ettien per Tommasi col passaggio al 4-4-2 e Riga-Riganò di punta, cui poi si aggiungerà Geijo nel finale) ma nulla ottiene.

I MIGLIORI: Altra ottima prova di Zabaleta, sempre più convincente, giocatore che alla grinta e al dinamismo sta aggiungendo una maturazione tattica importante. Nel Levante si salva il solo Alvaro, esperto, vigoroso e autorevole, anche se al brasiliano è stata condonata nel secondo tempo una chiara espulsione su ancor più chiara occasione da gol per Tamudo lanciato a rete.
I PEGGIORI: Courtois pasticcione e più volte superato sulla sua fascia, Riga tanto per cambiare volenteroso ma confusionario.

Espanyol (4-4-1-1): Kameni 5,5; Zabaleta 6,5, Torrejon 6, Jarque 6,5, David Garcia 6; Valdo 5,5 (dal 77’ Smiljanic s.v.), Moisés Hurtado 6, Angel 6 (dal 91’ Lacruz s.v.), Moha 5,5 (dal 67’ De la Peña s.v.); Coro 5,5; Tamudo 6.
In panchina: Lafuente, Chica, Rufete, Jonathan Soriano.
Levante (5-4-1): Storari 5,5; Descarga 6, Cirillo 6, Alvaro 6,5, Serrano 5,5, Courtois 5 (dall’ 81’ Geijo s.v.); Juanma 6 (dal 56’ Berson 6), Tommasi 5,5 (dal 68’ Ettien s.v.), Javi Fuego 5,5, Riga 5,5; Riganò 5,5.
In panchina: Kujovic, David Castedo, Viqueira, Rubiales.

Gol: Jarque 8’.
Arbitro: Undiano Mallenco. Ammoniti: Valdo per l’ Espanyol; Serrano, Alvaro, Javi Fuego, Berson per il Levante.

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