domenica, dicembre 09, 2007

QUINDICESIMA GIORNATA: Atlético Madrid-Getafe 1-0: Forlan.

Per un’ ora scorrevole e anche piacevole, la partita nelle sue fasi finali si copre di uno squallore inimmaginabile, con momenti persino demenziali nella loro assurdità. Fra continue interruzioni, scaramucce, raccattapalle che non restituiscono il pallone ai giocatori del Getafe (addirittura Granero si mette a spintonare un ragazzino a bordocampo per farsi dare il pallone) ed espulsioni, quattro espulsioni. Due cartellini rossi per parte, Agüero e Reyes per l’ Atlético, Licht e Abbondanzieri per il Getafe, si finisce con Contra fra i pali e l’ enormità di 7 minuti di recupero… va da sé che per ogni considerazione tecnica bisogna rivolgersi all’ altra metà della partita, quella normale, quella in cui si è giocato a calcio.
E qui a giocare a calcio è stato quasi esclusivamente il Getafe, meritevole di ben altra sorte, ma purtroppo penalizzato oltre misura da un attacco fin troppo spuntato, e non è certo la prima volta che ciò accade. Se ad Albin non sono bastate due occasioni a porta spalancata per buttarla dentro, a Forlan invece ne è bastata solo una per portare l’ Atlético in altissimo (sfruttando anche la sorprendente sconfitta casalinga del Villarreal col Betis), questo al di là di ogni considerazione sul gioco mediocre.

Ancora Antonio Lopez a destra per Aguirre, mentre è Simao stavolta a vincere l’ affollatissima corsa per giocare esterno assieme a Maxi; Laudrup sceglie un attacco leggerissimo, senza punti di riferimento, con Manu ed Albin (assente Uche).
Il Getafe come sua ammirevole abitudine gioca a viso aperto, vuole fortemente fare la partita, manovra con le sue combinazioni veloci palla a terra, e punta con decisione alla porta di Abbiati. Pressa molto alto, avanza in blocco, e il rischio, paradossale per chi gioca in trasferta contro una squadra sulla carta sensibilmente superiore, diventa così quello di lasciare troppi spazi nella propria metacampo a disposizione del contropiede avversario, di fatto l’ unica opzione praticabile per i colchoneros in una partita in cui Raul Garcia e Maniche altro non fanno che correre a rimorchio del centrocampo getafense.
Proprio in un ribaltamento Simao scappa sulla fascia sinistra, e mette nell’ area piccola un traversone rasoterra sul quale l’ intesa fra Abbondanzieri e i due centrali non è proprio perfetta, per la gioia del predone Forlan, che trova l’ 1-0 con un abile deviazione d’ esterno sottomisura. Svantaggio che non condiziona più di tanto il Geta, che continua nella sua testarda ricerca del gol, trovando terreno fertile soprattutto nelle iniziative dell’ ispirato Granero, che accentrandosi dalla sinistra si associa facilmente coi due mobili attaccanti, i quali si infilano agevolmente nei varchi aperti dalla sempre scoordinata difesa rojiblanca. Il problema degli ospiti però non è la preparazione delle azioni, ma la finalizzazione… poco dopo il gol di Forlan, ecco la dimostrazione più clamorosa: Granero serve perfettamente il taglio di Pablo Hernandez dalla destra, il quale elude il fuorigioco e serve l’ inserimento dell’ accorrente Albin, che a porta vuota si divora il più incredibile dei gol. Dopo una traversa di Pernia su punizione, ancora Granero sforna un altro dei suoi passaggi filtranti, ma Manu del Moral, con la sua conclusione assolutamente innocua, ribadisce se ce ne fosse bisogno il problema di sterilità offensiva con cui Laudrup si trova a fare pesantemente i conti.
Anche l’ inizio della ripresa vede il Getafe partire a tutta birra, e ancora vicinissimo al gol, quando, indovinate chi ?, Granero spara da fuori e la risposta non impeccabile di Abbiati rimbalza sulla traversa, presentandosi comoda comoda sulla testa dello sciagurato Albin che trova il modo, nonostante l’ indubbia prodezza di Abbiati su questo secondo intervento, di sbagliare un altro gol impossibile. Questo è però l’ ultimo grande sussulto, piano piano la partita comincia a spegnersi, prima per il calo progressivo di un Getafe che ha speso molto e comincia a crederci inevitabilmente di meno, poi perché a partire dall’ espulsione di Agüero non è più possibile parlare di una vera partita di calcio.
La cacciata del Kun avviene in una azione dai contorni polemici e non molto chiari: già ammonito, l’ argentino la tocca di mano, ma non si riesce a capire bene se ci sia prima una spinta di Pablo Hernandez che lo sbilanci e lo costringa quindi a un gesto involontario: comunque, l’ Atlético deve fare a meno del suo prodigio, magari è il contrappasso per il gol di mano l’ anno scorso al Recreativo…
In ogni caso, l’ inferiorità numerica dura poco, l’ ingenuo Licht (per il resto giocatore di buon rendimento) trova il modo di farsi ammonire per la seconda volta, e addirittura il Pato Abbondanzieri, in un’ altra delle sue performances, si fa cacciare per un tocco di mano su un’ uscita fuori area, dopo aver già preso un giallo per una lite con dei tizi non meglio precisati a bordocampo. Laudrup ha già fatto tutti i cambi (tra l’ altro giocandosi l’ ariete Kepa, cambio che andava effettuato ben prima del 75’), quindi in porta ci deve andare Contra.
La follia collettiva, una caratteristica ormai tipica delle partite al Vicente Calderon, non si esaurisce certo qui, dato che a stretto giro di posta ci pensa Reyes a perpetuarla, in un crescendo di cretinate che si fa quasi esaltante: l’ eterna promessa di Spagna fa giustizia sommaria sul povero Albin, falciandolo con una scivolata senza alcun senso, che ha il risultato di aggravare ulteriormente i piani di Aguirre per la prossima trasferta di Huelva, dove il tecnico messicano sarà costretto a a fare a meno in un colpo solo degli squalificati Agüero, Raul Garcia, Maniche e appunto Reyes.
Niente più schemi nel finale, calcio da oratorio, si finisce con De La Red avanzato a fare la torre in attacco, e con l’ ultima emozione, un’ occasionissima per Kepa, girata su assist di Pablo Hernandez, dove stavolta i demeriti dell’ attacco del Getafe sono ridotti e gli applausi vanno tutti ad Abbiati per l’ intervento salva-risultato.

I MIGLIORI: Abbiati, al di là di uno stile non sempre impeccabile, è decisivo, sfrutta bene l’ assenza dell’ infortunato Leo Franco. “El Pirata” Granero (nonostante la macchia del brutto gesto col raccattapalle), è di gran lunga il migliore del Getafe, ispiratore di tutti i migliori attacchi. Un po’ di tempo fa mi facevano venire dubbi sia la sua personalità che la sua velocità, invece sta dimostrando di saper prendere per mano la squadra con grande autorevolezza, abbinando accelerazioni molto incisive a stupende intuizioni in rifinitura. Autore di un gol meraviglioso in settimana nella trasferta di Uefa con l’ Aalborg, non è un caso che il Real Madrid abbia concesso al Getafe la sola formula del prestito.
I PEGGIORI: Gli attaccanti del Getafe, con tutto il bene che gli voglio, sono difficilmente difendibili: stimo il talento di Albin, anche se finora lo ha espresso in misura impercettibile, ma quello che si è divorato stasera è quasi da Guinness… Manu del Moral è molto bravo a fare movimento, a creare spazi, veloce e intraprendente, sta giocando bene (gran prestazione giovedì in Uefa), ma quando c’è da concludere rimane fin troppo resistibile.

Atlético Madrid (4-4-2): Abbiati 7; Antonio Lopez 6, Perea 6,5, Eller 5,5, Pernia 6; Maxi Rodriguez 6 (dall’ 88’ Cléber Santana s.v.), Raul Garcia 5,5, Maniche 5,5, Simao 6,5 (dal 59’ Reyes s.v.); Agüero 5,5 , Forlan 6,5 (dal 90’ Luis Garcia s.v.).
In panchina: Falcon, Valera, Zé Castro, Mista.
Getafe (4-4-2): Abbondanzieri 5; Cortés 6 (dal 65’ Contra s.v.), Diaz 6, Mario 6 (dal 45’ Belenguer s.v.), Licht 5,5; Pablo Hernandez 6, De la Red 6, Casquero 6 (dal 75’ Kepa 6), Granero 7; Albin 4,5, Mani del Moral 5,5.
In panchina: Ustari, Nacho, Celestini, Pallardó.

Gol: Forlan 19’.
Arbitro: Clos Gomez. Ammoniti: Raul Garcia, Maniche, Maxi Rodriguez per l’ Atlético Madrid; Diaz, Cortes, De la Red, Manu del Moral e Kepa per il Getafe. Espulsi: Agüero (doppia ammonizione) e Reyes per l’ Atlético Madrid; Licht (doppia ammonizione) e Abbondanziero (doppia ammonizione) per il Getafe.

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