domenica, febbraio 24, 2008

VENTICINQUESIMA GIORNATA: Valencia-Recreativo 1-1: Mata (V); Carlos Martins (R).

Non decolla il Valencia, non ci riesce proprio. Anche se le occasioni per vincere ci son state e al di là di alcuni timidissimi (issimi-issimi-issimi) segnali di miglioramento, rimane l’ impressione di una squadra che non riesce a imporsi all’ avversario, in grave difetto di personalità e di gioco, cui Koeman ha dato nulla e anzi ha pure tolto (non è un caso che le uniche vittorie ottenute di recente, quelle con Valladolid e Betis, siano state ottenute applicando le ricette puramente contropiedistiche di Quique: almeno con il Barça mercoledì non si dovrà fare la partita…).
Non sappiamo invece quali poteri abbia il signor Manolo Zambrano, fatto sta che sette punti in tre partite da quando ha preso il posto di Victor Muñoz (che pure secondo me non aveva combinato tutti ‘sti disastri) rappresentano un impatto eccellente. Squadra di risorse limitate il Recre, ma ordinata umile e reattiva, quanto basta per sperare.

Solito 4-1-4-1 ibrido per Koeman (con ampia libertà di movimento sulla trequarti per Silva, in partenza mezzala con Banega), il quale privo di Helguera arretra Marchena sulla linea difensiva; difesa titolare indisponibile per Zambrano (Beto e Caceres squalificati, Calvo e Poli infortunati), che aggiunge Gerard al centrocampo defilando Camuñas sulla destra.
Dopo un’ incerta fase iniziale, il copione della partita emerege chiaramente: Recre tutto a contenere, Valencia che fa la partita, anche se poi il COME faccia la partita è tutto un altro discorso. Solita manovra insipida e a singhiozzo, poco movimento, troppi tocchi, circolazione di palla a ritmi assolutamente insufficienti, con le due linee da quattro del Recre che non fanno fatica a piazzarsi e intercettare le linee di passaggio. I padroni di casa insidiano Sorrentino solo quando Zigic a centro area mette giù un pelotazo e gira a rete trovando il pronto intervento di piede dell’ ottimo portiere italiano.
Tuttavia la strategia degli ospiti denuncia un’ eccesso di passività, il Recre infatti rimane troppo dietro, fatica ad uscire e distendersi in contropiede per alleggerire la pressione (Sinama un’ anima in pena), e dai e dai il Valencia passata la mezzora prende fiducia e crea i presupposti per il vantaggio: Banega con uno stupendo colpo d’ esterno smarca Mata sulla sinistra, il quale, in posizione regolare e dimenticato da Edu Moya e Camuñas, fulmina Sorrentino.
E’ un buon momento per il Valencia, che sulle ali dell’ entusiasmo intensifica i suoi attacchi, coinvolgendo anche Silva, autore di uno stupendo lancio smarcante per la botta al volo di Joaquin, eurogol sventato dal solito Sorrentino.
I padroni di casa hanno però un inizio morbido di ripresa, e il Recreativo ne approfitta per togliersi di dosso un po’ di timidezza ed affacciarsi sulla trequarti: Carlos Martins, ora più a sostegno di Sinama rispetto a Gerard, ha lo spazio e scarica una gran botta mancina sulla quale forse Hildebrand poteva fare qualcosa di più ma che comunque si insacca stupendamente quasi all’ incrocio. Punto e a capo, il Valencia si ritrova a dover ruminare una reazione contro un Recre meno irrigidito nella seconda parte ma che rischia comunque sulla conclusione di Mata di poco a lato al 66’.
Koeman si gioca Vicente e poi Baraja e poi ancora Arizmendi, riesce a creare qualche problema a una difesa del Recre un po’ incerta sui palloni alti (clamorosa occasione mangiata da Zigic solo in area su cross di Joaquin; prodezza di Sorrentino su conclusione sottomisura di Baraja originata da un mezzo pasticcio di Dani Bautista), ma alla fine è solo pareggio, risultato tutto sommato giusto.

I MIGLIORI: Non sempre perfetto nella presa (a fine primo tempo sfarfalla su un tiro da fuori, ma per sua fortuna la ribattuta di Zigic è in fuorigioco) ma Sorrentino è decisivo, attento, reattivo e coraggioso. Uno dei pilastri di questo Recre, al pari di Carlos Martins, che ne rappresenta l’ anima creativa a centrocampo. Erede di Viqueira, del quale è meno visionario ma più solido e continuo, il portoghese ha un destro fra i più sensibili della Liga, ma anche il sinistro non scherza…
Per quanto riguarda il Valencia ci si deve necessariamente accontentare di sprazzi, quelli che sta cominciando ad offrirci Banega (da fuoriclasse l’ assist dell’ 1-0) e quelli di un Mata che, una delle poche notizie positive della gestione-Koeman, sta prendendo slancio e fiducia. L’ ex madridista non è un esterno di ruolo, ma ha voglia, è rapido, incisivo ed ha un mancino squisito. Incomprensibile la sua sostituzione.
I PEGGIORI: Goffo Zigic sotto porta, sbaglia due gol nel secondo tempo. Un fantasma Gerard, sempre ai margini del gioco e pressochè inutile in fase di contenimento: una tristezza pensare a quanto prometteva questo giocatore in gioventù…

Valencia (4-1-4-1): Hildebrand 6; Caneira 6, Albiol 6, Marchena 6 (dall’ 84’ Arizmendi s.v.), Moretti 6; Maduro 6; Joaquin 6,5, Banega 6, Silva 6 (dall’ 82’ Baraja s.v.), Mata 6,5 (dal 75’ Vicente s.v.); Zigic 5.
In panchina: Mora, Lomban, Sunny, Edu.
Recreativo Huelva (4-4-1-1): Sorrentino 7; Edu Moya 5,5, Iago Bouzon 6, Quique Alvarez 6, Dani Bautista 5,5; Camuñas 6, Carlos Martins 7 (dall’ 81’ Varela s.v.), Jesus Vazquez 6, Aitor 5,5; Gerard 4 (dal 71’ Zahinos s.v.); Sinama Pongolle 5,5 (dal 72’ Ruben s.v.).
In panchina: Barbosa, Ersen Martin, Barber, Marquitos.

Gol: Mata 38’ (V); Carlos Martins 52’ (R).
Arbitro: Gonzalez Vazquez. Ammoniti: Iago Bouzon, Quique Alvarez, Camuñas, Jesus Vazquez, Carlos Martins e Zahinos per il Reacreativo; Marchena per il Valencia.


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6 Comments:

Anonymous Anonimo said...

A proposito di Gerard...come ti spieghi che praticamente ogni centrocampista del Valencia di Cuper (a parte Angulo, che guarda caso non si è mai spostato da casa) abbia fallito negli anni successivi: non mi riferisco solo al pessimo Gerard visto a Barcelona ed a Monaco, ma anche al fantasma di Farinos ammirato all'Inter e negli anni successivi soprattutto al Mallorca ed ovviamente, come non citare, Mendieta, il leader di quella formazione. Come ti spieghi che così tanti giocatori, che sembravano promettere davvero bene, abbiano clamorosamente fallito?

10:25 AM  
Anonymous Anonimo said...

Gli uomini di Manolo Jimènez (che giusto l'altro ieri ha detto di allenare "la squadra più forte del mondo") se continuano così riusciranno a riacciuffare il quarto posto: peccato però, perchè resto convinto del fatto che se avessero avuto una miglior continuità di risultati nel girone d'andata (dovuta a tanti, troppi fattori, che non mi sembra il caso di elencare) avrebbero sicuramente potuto insediare Real Madrid e Barcelona per la lotta al titolo. Altra occasione persa.

10:26 AM  
Blogger valentino tola said...

Un po' è il contesto del Valencia di Cuper che li aveva esaltati oltre le loro reali qualità, un po' le situazioni individuali: Gerard aveva davvero talento, ma gli è mancata totalmente la personalità ed ha avuto anche infortuni seri; Mendieta probabilmente non era adattissimo al calcio italiano; Farinos probabilmente era un giocatore nella media.

1:16 PM  
Anonymous Anonimo said...

Mendieta però secondo me era in assoluto il miglior giocatore spagnolo di quel periodo dopo Raùl, è inspiegabile il fatto che non si sia più ripreso dopo la deludente esperienza laziale. Farinos mi piaceva tantissimo nella formazione di Cuper, poi all'Inter subì anche lui un grave infortunio e quando tornò non seppe più esprimersi su alti livelli.

4:06 PM  
Blogger valentino tola said...

Io ero un superfan di Mendieta (tra l' altro ho visto pochi tirare i rigori con la sua freddezza), proprio in quel periodo in cui mi sono appassionato al calcio spagnolo. Però è il solito discorso: il ruolo di centrocampista in Spagna e Italia è concepito in maniera assai differente, con tutte le conseguenze del caso (specialmente nel periodo in cui Mendieta è stato in Italia, periodo in cui si giocava un calcio fra i più orrendi che mi sia mai capitato di vedere).

4:44 PM  
Anonymous Anonimo said...

Lo so perfettamente, tieni conto che stai parlando con uno dei più grandi critici del calcio italiano che ci siano :D
Però da quella sfortunata esperienza non si riprese proprio più: anche nella successiva stagione al Barcelona, pur giocando meglio, non raggiunse più i fasti di Valencia e, dopo il Mondiale nippocoreano, perse definitivamente anche la nazionale.

5:53 PM  

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