lunedì, aprile 07, 2008

TRENTUNESIMA GIORNATA: Barcelona-Getafe 0-0

Il Barça molto probabilmente saluta la Liga, ammesso che l’ abbia mai seriamente pretesa. Premettendo che i blaugrana avrebbero strameritato la vittoria (tre pali e molte più occasioni rispetto a un Getafe ordinato nella sua metacampo e nulla più), neanche questa partita ha fatto eccezione: spettacolo mediocre, a tratti addirittura avvilente (buoni soltanto una decina di minuti nel primo tempo, nel periodo in cui Eto’o prende il primo palo della serata), il resto solo fiammate molto isolate). Il modulo “calcio-balilla” si dimostra sempre più oliato ed efficace nel produrre indignazione frai tifosi culé (ieri scatenatisi nella pañolada al fischio finale): quando il Barça ha la palla ci vogliono almeno due ore perché essa arrivi all’ attacco, e quando ci arriva ci sono minimo otto giocatori avversari da superare. Tutto in orizzontale, sempre palla sul piede e mai nello spazio, in attesa che arrivi l’ alzata di genio di qualcuno. Gli attaccanti non si muovono, i centrocampisti si muovono male e toccano il pallone millecinquecento volte a testa, non c'è un grammo di intensità e di ritmo nel gioco di questa squadra.
In fase di non possesso, il caos: la prima linea di pressing non esiste, la seconda lasciamo perdere, capita di vedere Xavi e Iniesta (inadeguati come coppia di mezzeali, ma Rijkaard ora ha poche alternative) contemporaneamente nell’ area avversaria e Touré a chilometri di distanza intento a pregare che non venga persa palla. Se la palla non viene quasi mai recuperata nella metacampo avversaria, diventa difficile imbastire un assedio credibile e dare ritmo e continuità all’ azione, agli avversari può bastare guardare Milito e Puyol che si passano la palla una decina di volte prima di darla a Xavi che di nuovo la passa indietro… Squadra non solo senza carattere questo Barça, ma che sembra totalmente improvvisata da un punto di vista tattico rispetto a un paio di anni fa.
Per il Getafe il punto è buonissimo, ma ancora deve lamentare degli infortuni: Pablo Hernández e Mario escono nel primo tempo, non averli giovedì col Bayern sarebbe un colpo durissimo.

I MIGLIORI: Giovani dà qualcosa in più nel secondo tempo (prende anche il palo con una gran botta dal limite dell’ area) col suo spunto elettrico, ma è troppo solo. I pali e un grande Abbondanzieri (due parate determinanti, su Milito nel primo tempo e su Gudjohnsen nella ripresa) salvano il Getafe.
I PEGGIORI: Bojan non fornisce spunti di rilievo, non dà profondità ed è estraneo alla manovra (a differenza di Henry che prova a farsi un po’ più vivo), Iniesta gioca un secondo tempo pessimo, tatticamente caotico, senza meta e senza costrutto. A mio avviso dovrebbe giocare da trequartista (quindi, secondo il modulo del Barça, dovrebbe partire nel tridente da sinistra), lì le sue capacità palla al piede possono esprimersi senza rischiare di sbilanciare la squadra, perché giocando come mezzala ogni volta che parte in percussione una sua perdita di palla rischia di spezzare in due la squadra, cosa che avviene spesso e che è dannosa per gli equilibri.
Quando si attacca bisogna già pensare alla fase difensiva, e viceversa: se tu attaccando perdi la tua posizione, una volta che recupera palla l’ avversario può rilanciare l’ azione con facilità. Iniesta è dinamico, rapido, reattivo, nessuno discute il suo sacrificio, ma non interpreta nella maniera migliore il gioco di posizione come ad esempio fa un Deco: perciò, anche per valorizzarlo al meglio nella sua dimensione creativa, bisognerebbe schierarlo più avanzato (anche perché più viene impiegato arretrato più gli tocca in teoria limitarsi a un gioco a uno-due tocchi che valorizza un 50% scarso del suo potenziale). Speriamo che il ritorno di Deco possa quindi favorire una migliore distribuzione dei ruoli.
Troppo leggero l’ attacco del Getafe: Albín non incide, Manu Del Moral (che spreca una ghiotta occasione ad inizio partita, nulla di nuovo per lui) non è proprio adatto a fare il riferimento offensivo.

Barcelona (4-3-3): Valdés 6; Zambrotta 6, Puyol 6,5, Milito 5,5 (46'), Sylvinho 6; Xavi 5,5, Touré 6 (69'), Iniesta 5,5; Eto’ o 6 (46'), Bojan 5,5, Henry 6.
In panchina: Pinto, Márquez 6 (46'), Abidal, Thuram, Edmilson, Gudjohnsen 6 (69'), Giovani 7 (46').
Getafe (4-4-1-1): Pato 6,5; Cortés 6, Belenguer 6 (64'), Mario s.v. (39'), Licht 6; P. Hernández s.v. (36'), Celestini 6, De la Red 6, Granero 6; Albín 5,5; Manu 5,5.
In partita: Albín, Ustari, Sousa,Tena (39'), Cotelo (36'), Casquero (64'), Uche, Gavilán.

Árbitro: Teixeira Vitienes (Colegio Cántabro). Amonestó a Celestini (12'), Touré (24') y Zambrotta (58').
Incidencias: Camp Nou. Poco más de media entrada: 59.523 espectadores. Terreno de juego en buenas condiciones, como viene siendo habitual. Se vieron pancartas contra los jugadores del Barça, tildándolos de "peseteros", y contra Michael Laudrup, entrenador del Getafe y ex jugador del Barça, a quien un mensaje escrito calificaba de "traidor" por su fichaje por el Real Madrid cuando era jugador.


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5 Comments:

Blogger ape said...

Ciao Valentino,
condivido in pieno la tua analisi. Ormai per commentare una partita del Barça si può fare copia e incolla, tanto il Barça gioca sempre e solo allo stesso modo. Senza carattere, senza voglia e nell’attesa di un colpo di genio che ormai da troppo tempo langue.
Che maniera di buttar via una Liga!

3:21 PM  
Blogger valentino tola said...

Ciao ape, ti confesso che ritengo questo uno dei post più scialbi e privi di passione che abbia mai scritto su questo blog. Il punto è che vedere partite simili, vedere una Liga simile (non mi riferisco solo al Barça) mi motiva molto molto poco al momento di scrivere. Non mi offrono nessuno stimolo tutte queste partite, sono davvero amareggiato, non solo come tifoso del Barça ma anche come appassionato di calcio spagnolo.

Penso di aver ripetuto la stessa pappardella di sempre, come dici tu sarebbe meglio fare copia e incolla, e sinceramente non vedo l' ora che questa stagione finisca, ancora un po' e non mi interessa più nemmeno la Champions... questa squadra ha perso completamente la sua identità.

3:33 PM  
Anonymous cespo said...

è vero non ti avevo mai sentito così poco tifoso, così rassegnato. sembro io che parlo del milan...

11:13 AM  
Blogger ape said...

In effetti è sempre più penoso seguire questa Liga.Il Barça è senza identità ma anche le altre squadre mica scherzano!
Ormai, dopo ogni partita del Barça mi prende sempre una tristezza e mi viene voglia di non guardar più nessuna partita. Poi mi passa e la settimana dopo sono di nuovo lì davanti allo schermo a sperare e illudermi, ma ogni volta è sempre più dura.

11:15 AM  
Blogger valentino tola said...

@ ape
Speriamo innanzitutto di passare il turno con lo Schelke, poi aggrappiamoci al recupero di Marquez, Deco e Messi e speriamo in uno scatto d' orgoglio finale, che vuoi che ti dica... speriamo speriamo speriamo speriamo

@ cespo
Sia come tifoso che come appassionato di calcio spagnolo attraverso un momento di acuta depressione, vi prego di sopportarmi :)

4:41 PM  

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