domenica, marzo 30, 2008

TRENTESIMA GIORNATA: Betis-Barcelona 3-2: Bojan (Ba); Eto’o (Ba); Edu (Be); Juanito (Be); Edu (Be).

Il punto più basso della storia blaugrana recente assieme alla rimonta subita dal Getafe in Copa del Rey l’ anno scorso. Definire questo Barça una “squadra” è una barzelletta di cattivissimo gusto: primo tempo di supremazia totale sull’ undici forse più disorganizzato e scombiccherato dell’ intera Liga, due gol di vantaggio che potevano essere anche di più, sensazione di padronanza e di strapotere assoluto, poi però nel secondo tempo la spina viene staccata e la partita buttata via nella maniera più vergognosa possibile e immaginabile. Uno sfregio al più elementare buonsenso, un’ atroce mancanza di rispetto, l’ ennesima, verso i propri tifosi e verso il calcio in generale, una roba da andare a nascondersi. Persino a Madrid rischiano di rimanere indignati da un’ attitudine simile…

Il Betis può giocare al Rúiz de Lopera perché la squalifica del campo ha subito una sospensione cautelare. Squalificati Fernando Vega e Arzu, Chaparro li rimpiazza con lo spostamento di Damiá a sinistra e con Juande, soliti assenti invece per Rijkaard.
La partita ha un inizio movimentato, cinque minuti da una porta all’ altra, perché il Barça con i suoi consueti squilibri ed errori di posizionamento a centrocampo (Iniesta e Xavi vanno in due nell’ area avversaria, persa palla si apre una voragine) concede un paio di contropiedi al Betis. Anche il Betis però non scherza come disordine, ed è chiaro che se gli spazi per giocare la palla abbondano, fra le due squadre alla lunga può spuntarla solo il Barça.
Nemmeno tanto alla lunga comunque, gli ospiti passano ben presto come un rullo compressore: lo schieramento del Betis è una cosa ridicola, non c’è il minimo accenno di pressing là davanti, fra difesa e centrocampo la distanza è allucinante, e il reparto arretrato verdiblanco è scoordinato e bucherellato in modo inverecondo. Iniesta e Xavi hanno tutta la libertà di creare, gli attaccanti hanno sempre l’ uno contro uno a disposizione, e ogni verticalizzazione blaugrana è già mezzo gol: prima Xavi pesca splendidamente il taglio di Eto’o dalla destra, la conclusione del camerunese va sulla traversa ma Bojan di questi tempo pare abbonato alle respinte, e così è 0-1; il raddoppio è quasi in fotocopia, ora è Iniesta a dare il passaggio, Eto’o ripete il taglio, Damiá e Casto fanno una pessima figura, e stavolta non c’è traversa che possa togliere la gioia del dodicesimo gol (in dodici partite!) in campionato all’ africano.
La cosa pare ridursi a un allenamento per il Barça, che sfonda da tutti i lati come e quando vuole, ma ha la cattiva idea di graziare il Betis e non chiudere la partita prima della fine del primo tempo. Sul traversone di Abidal che scorre nell’ area piccola bética senza trovare una deviazione nessuno lo sa, ma forse si cominciano a decidere le sorti future della partita…
La differenza è nell’ attitudine: il Betis manca di tutto il resto, ma con Chaparro in panchina il carattere lo ha sempre avuto, e mai e poi mai vorrebbe sentirsi rimproverare di non aver lottato dallla sua tifoseria, il Barça invece è tutto l’ anno che gioca con intollerabile indolenza. Sopra di due gol, i pensieri volano chissà dove, le gambe si bloccano, forse a causa della sensazione ebete di aver già vinto la partita perché tanto “semo li più forti”…
Il Betis perlomeno, per una questione di onore, comincia la ripresa mettendoci più grinta, pressando e tentando di accorciare con la linea difensiva, il Barça giochicchia come altre millecenquecento volte quest’ anno, ma ci vuole il gol avversario, anzi nemmeno quello, per riportare sulla terra gli uomini di Rijkaard. Sobis, entrato perché Chaparro non ha più nulla da perdere, ubriaca Zambrotta sulla sinistra (aiutato meno ora che sulla destra c’è Giovani e non Eto’o), cross al centro ed ennesimo (l’ ottavo su dodici totali in campionato) taglio e colpo di testa a rete di Edu, marcato a vista da Iniesta.
Chi ha visto un po’ di Barça in questa stagione, sa che questo è il segnale convenzionale di avvio dello svacco, e che la partita potrà finire in tutti i modi tranne che con una vittoria del Barça… gli ospiti non riescono più a fare nemmeno quello che gli riesce meglio, cioè cincischiare col pallone, Henry è isolato dal resto della squadra, e il Betis arriva ora ad attaccare con estrema facilità, complice l’ inesistenza del centrocampo blaugrana, assolutamente improponibile in fase di non possesso con Xavi e Iniesta mezzeali.
Ci si mettono poi tremori e disattenzioni individuali: su tutti Abidal, che prima con un retropassaggio biascicato apre ad Odonkor la strada verso il gol, negato solo da un grande Valdés, e poi commette un fallo da rigore non evidentissimo ma ingenuo sempre sul velocissimo (ma solo quello) Odonkor. Ancora Valdés regala al Barça ciò che non si meriterebbe, parando il rigore di Edu, ma l’ autolesionismo blaugrana è capace di superare anche questi “inconvenienti”: come già col Valencia in Copa del Rey (3-1 beccato da Mata subito dopo aver riaperto la partita col gol di Henry), la faccia tosta porta a farsi fare gol subito dopo il pericolo scampato: sul fallo laterale successivo a un calcio di rigore appena sventato, una squadra normale stringerebbe i denti e difenderebbe con le unghie, ma non il Barça. Nel magico mondo dei “Fantastici” può succedere che Touré vada a vuoto come un dilettante e che Juanito si trovi totalmente libero di stoppare, coordinarsi e prendere la mira perché Xavi non ritiene opportuno alzare la sua fatata zampetta per contrastarne la conclusione.
E succede ovviamente che dopo il 2-2 a ruota arrivi il 3-2, immagine fedele del dilettantismo tattico del Barça: Zambrotta è appena salito per l’ azione d’ attacco, la palla viene persa, Thuram dovrebbe trovarsi nei pressi per far scattare la copertura, e invece il francese si trova a distanza inaccettabile e perlopiù accentratissimo, tutt’ altro che pronto per scalare, al che Edu ha una prateria per correre palla al piede, puntare Thuram e scagliare una folgore nella quale riassume tutta la sua forza di uomo-squadra.
Rijkaard gioca la carta della disperazione, Gudjohnsen che va a comporre un 4-2-4 ma che spreca calciando l’ unica palla che il Barça avrebbe per pareggiare la partita. Ora sotto con lo Schalke…

I MIGLIORI: Edu l’ anima del Betis, eccezionale stagione del brasiliano, si fa perdonare ampiamente il rigore sbagliato: il suo taglio e colpo di testa su cross dalla sinistra è lo schema offensivo più praticato dal Betis, nel gol decisivo conferma poi il suo talento palla al piede. Cambi di successo Sobis e Odonkor.
Valdés ha fatto quello che ha potuto, Bojan ha avuto invece la fortuna di uscire prima che si consumasse lo sfacelo (ma ora non voglio leggere boiate del tipo “esce Bojan, si spegne il Barça”…): oltre al gol, l’ ottavo nella Liga, si muove molto bene nel primo tempo, entrando con più frequenza nelle manovre offensive e offrendo sbocchi su tutto il fronte d’ attacco.
I PEGGIORI: Forma precaria per Yaya Touré, che ha rinviato a fine stagione l’ operazione per i suoi problemi fisici perché tutti al Barça sono consci della sua indispesabilità. Anche così però è difficile nascondere le difficoltà, ancora di più quando i tuoi due compagni di centrocampo ti lasciano in balia della marea avversaria. Macchinoso, l’ ivoriano arranca e rischia di perdere palla in più occasioni, inoltre va paurosamente a vuoto sul gol di Juanito.
Mattatori assoluti nel primo tempo, Xavi e Iniesta crollano quando il Barça è costretto (o meglio, si auto-costringe) sulla difensiva nella ripresa: inadeguati come coppia di mezzeali in un 4-3-3, la fase difensiva non li regge contemporaneamente, soprattutto in un Barça che non fa più pressing nella metacampo avversaria e tende a ripiegare (malissimo) nella propria: Xavi perché ha l’ atletismo di un neonato, Iniesta perché invece pur avendo un maggior dinamismo ha un gioco più da trequartista che lo porta non di rado a perdere la posizione (conclusione: o uno solo alla volta oppure Iniesta avanzato sulla linea degli attaccanti). Ed emergono in questa fase anche le carenze nella pianificazione della rosa blaugrana, nella quale non figura un sostituto di Deco ed è precario anche il ricambio di Yaya Touré.
Thuram avrebbe tutto il diritto di godersi in pace la sua pensione, mentre Abidal regala mostruosità nel secondo tempo. Osceno il primo tempo di Damiá adattato a sinistra, responsabile sui due gol del Barça, tremendamente vulnerabile sul suo lato.

Betis (4-1-4-1): Casto 5; Ilic 5,5, Juanito 6,5, Melli 5,5, Damiá 4,5; Juande 5; Edu 7,5, Rivera 5,5, Capi 5 (52'), Mark González 5 (52'); Pavone 5,5 (87').
In panchina: Ricardo, Odonkor 6,5 (52'), Sobis 6,5 (52'), Xisco s.v. (87'), Fernando, Lima, Caffa.
Barcelona (4-3-3): V. Valdés 7; Zambrotta 6, Thuram 4,5, Puyol 6, Abidal 4,5; Xavi 5, Touré 4,5 (78'), Iniesta 5; Eto’o 6, Bojan 7 (63'), Henry 5,5.
In panchina: Pinto, Giovani 5 (63'), Gudjohnsen s.v. (78'), Edmilson, Ezquerro, Sylvinho, V. Sánchez.

Goles: 0-1 (12'): Bojan recoge un balón rechazado por el palo. 0-2 (16'): Etoo cabecea a la red un gran pase de Iniesta. 1-2 (62'): Edu, de cabeza. tras un buen centro de Sobis. 2-2 (75'): Juanito de fuerte derechazo. 3-2 (77'): Edu después de una gran jugada individual.
Árbitro: Turienzo Álvarez, del Colegio castellano-leonés. Amonestó a Mark González (8') y Damiá (51')
Incidencias: Ruiz de Lopera. 52.000 espectadores. Noche cálida.


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7 Comments:

Anonymous Anonimo said...

cmq iniesta gli avrei dato anke il sei in pagella, mi sembra che i due assist l'abbia fatti proprio lui..

Barça 10

12:08 PM  
Anonymous cespo said...

vista la partita e ti posso dire che un atteggiamento del genere è vergognoso. Da prendere certa gente a schiaffi. Una cosa mi sorprende sempre, quanti 2 vs 2 o 3 vs 3 si prende il barca a partita? cioè una minima copertura difensiva, almeno uno che si stacchi (a centrocampo) quando il zambro o abidal spingono? e soprattutto, sai che c'è thuram in difersa, er quanto gran persona, gran ex giocatore, ma dai lo lasci vulnerabile agli uno contro uno??? Deluso come empre sa henry, visto più volte nel 1 contro 1 crossare o cercare il passaggio, quando una volta (ho avuto la fortuna di vedere inter 1 arsenal 5, a zanetti gira ancora la testa) si mangiava difensore diretto, aiuto portiere guardalinee e allenatore avversario...
Ah ma tanto il real ne prende 2 dal sivilla, quindi stai tranquillo che il campionato sarò ancora aperto...

12:21 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Barça 10
Il primo assist era di Xavi. Io sia a lui che Iniesta avrei dato pure 7, se la partita fosse terminata dopo 45 minuti... dopo il centrocampo non è più esistito.

@ Cespo
E' tutto l' anno che fanno così, io gli passerei sopra con un camion.
Il Barça prende tante situazioni di parità o inferiorità numerica perchè è disorganizzato. Non pressa davanti, dopo che va in vantaggio opta generalmente per ripiegare nella sua metacampo, cosa che non sa fare e per la quale non ha i giocatori adatti. Quando perde palla è piazzato malissimo, perchè attacca utilizzando troppi tocchi e azioni individuali che portano i giocatori a perdere la posizione, vedi ad esempio Iniesta.
Superata con estrema facilità la prima linea, gli avversari si trovano in superiorità numerica contro un centrocampo già debolissimo di suo in interdizione (spero tanto che contro lo Schalke Iniesta parta nel tridente, e se Edmilson fosse in condizioni decenti toglierei pure Xavi e avanzerei Touré a fare la mezzala con Gudjohnsen).
La fascia destra è particolarmente vulnerabile (da lì il Barça subisce tantissimi attacchi), Xavi non è in grado di offrire aiuto a Zambrotta sia per caratteristiche atletiche sia perchè generalmente viene risucchiato verso il centro dagli avversari: era una buona mossa ieri aver sacrificato Eto'o sulla destra dell' attacco, perchè Bojan aiuta pochissimo in ripiegamento mentre il camerunese non ha mai fatto mancare il raddoppio, però l' entrata di Giovani ha tolto anche questa pezza, si veda l' azione dell' 1-2.

Henry non credo che non ci mtta impegno, anzi, ma il punto è che non tornerà più quello dei tempi migliori, non ha più quel passo, resta un giocatore ottimo ma che non fa più la differenza.

Il posizionamento di Thuram sul 3-2 (la copertura lì la doveva dare lui) è DILETTANTESCO. Oltre a essere un ex(grandissimo)-giocatore non si è mai dimostrato adatto al gioco del Barça, ancora più italiano (senza nessun intento offensivo) di Zambrotta e Cannavaro come mentalità: non accorcia, temporeggia sempre, aspetta, quando all' attacco che non pressa e non copre e al centrocampo di pastafrolla si aggiunge lui titolare il Barça gioca in una distanza di un centinaio di metri fra difesa e attacco... poi è un brivido ogni volta che cincischia col pallone.

Sì, la Liga è ancora aperta... per il Villarreal... FORZA GROGUETS!

1:29 PM  
Blogger Marco Perciabosco said...

come suicidarsi con le proprie mani.. ma che caspita di campionato è!!!!!ci manca solo che il siviglia fa il colpaccio oggi..

3:01 PM  
Anonymous Anonimo said...

non darei troppo addosso a Thuram. Milito, Puyol, Marquez nella stessa situazione vanno comunque in difficoltà. il problema è che non si può giocare con xavi e iniesta mezze punte e toure in condizioni precarie più 3 attaccanti, questo è ovvio.

KUBALA

10:32 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Marco
Niente colpaccio, mi dispiace per il Villarreal.

@ Kubala
Hai ragione sul problema di equilibrio generale, non voglio certo addossare tutto a Thuram, non mi piace individualizzare problemi che sono collettivi. Però ritengo che quando gioca il francese la difesa si indebolisca ulteriormente, poi sono sicuro che nell' azione del 3-2, sulla palla persa che avvia la percussione di Edu, Puyol e Marquez si sarebbero trovati in una posizione diversa.

11:13 PM  
Anonymous Anonimo said...

sulla mia opinione su Xavi e Iniesta mezzepunte. mi sembra che venga fuori sempre più chiara l'importanza che aveva Deco, non solo a livello difensivo ma anche di transizione del pallone (repupero, percussione, scarico).
xavi non recupera e non va in percussione e scarica troppo lontano dalla porta.
iniesta recupera (ma non al livello di deco), va in percussione ma a testa bassa e almeno quando porta palla non è lucido nello scarico. questo è il problema. che ripeto è soprattutto difensivo (ma non solo) ma parte soprattutto dai limiti fisici delle mezze ali (guddy compreso, ma per altri motivi come la mancanza di rapidità e capacità di giocare negli spazi stretti).

cosa ne pensi?

KUBALA

5:39 PM  

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