mercoledì, marzo 26, 2008

Parla Zambrotta.

A un' ora scarsa dall' amichevole fra Spagna e Italia, vi lascio il link a quest' interessante intervista pubblicata oggi su "El Pais", dove Gianluca Zambrotta affronta le differenze, toccate con mano, fra calcio italiano e spagnolo.


"He jugado más el balón en España en un año que en Italia en cuatro"

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14 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ciao vale, ho sentito parlare molto bene di questo giocatore che gioca nel Barça B che ne pensi di Iago Falque??

Barça 10

11:59 AM  
Anonymous Anonimo said...

Vale scusa se uso il tuo blog ma ormai è un punto di ritrovo...

x Markovic:
quanto mi piace Lazovic del Psv- fisico tecnica dribbling tiro con entrambi i piedi-- carattere "serbo" che a me piace molto irrascibile, egoista a volte tuffatore anche . mi piace un sacco sto guardando ora il Psv.

ma in nazionale com'è considerato?

Santeria

12:07 PM  
Anonymous Manuel said...

Zambrotta ha corso più con la lingua che con le gambe,ieri...;)
Comunque per quel poco che capisco lo spagnolo ha detto cose giustissime...

In ogni caso partita un pò strana,spagna un pò sterile,almeno nel primo tempo,con torres che fa un gran movimento ma fine a se stesso.
Palloni giocabili veramente pochi..
Io m'aspettavo una imbarcata pazzesca...

Con villa un pò meglio,è più portato alla profondità e m'è piaciuto abbastanza anche luis garcia quando è entrato.
L'unica cosa,ma non sarebbe meglio farli giocare ASSIEME villa e torres?
Senna è veramente un male inevitabile?
A me non piace,già ai mondiali mi chiedevo cosa ci facesse...ieri non ha fatto particolari problemi,però continua a non convincermi...a sto punto forse è meglio avanzare marchena e mettere albiol al fianco di puyol,ne guadagnerebbe anche la difesa.

L'italia,beh,ci fosse una "enciclopedia dei difetti calcistici"....
Dopo il mondiale si è assistito a un impoverimento tecnico incredibile,decisamente dipendenti da toni e da pirlo che come tutti i giocatori delle grandi squadre accusano la stanchezza di una intera stagione e si vede,ma se non gira pirlo nessuno fa nulla...
La difesa beh...al mondiale c'ha detto bene,ma mica è sempre natale...poi già cannavaro,zambrotta,materazzi avevano i loro anni,ora ne hanno due in più,i riflessi iniziano a venire meno,e le riserve non sono certo una sicurezza...barzagli a certi livelli è improponibile.

Salvo grosso e buffon l'italia è stata pessima...

Ciao,

Manuel

1:40 PM  
Anonymous Anonimo said...

Non direi che l'Italia è stata pessima, anzi, la squadra, pur con i noti limiti (anche di età, se vogliamo), a me è piaciuta (Bastava entrasse il tiro di Camoranesi e tanti discorsi non si farebbero neppure), ha giocato un calcio lucido e ordinato, anche più di una Spagna comunque positiva e attenta (al di là di una vittoria maturata per un gol episodico, non tanto nel tiro di Villa, quanto nelle circostanze che lo hanno determinato).
E' stata una gara magari poco spettacolare, ma tatticamente abbastanza buona...
Anche a mio parere la Spagna non dovrebbe rinunciare alla coppia Villa-Torres, però con il 4-1-4-1 è più equilibrata (E Senna è uno che in mezzo al campo si fa sentire).
Il vero problema, mi sembra la fascia destra, dove al momento gioca Iniesta, giocatore straordinario ma che preferisco più centrale (non a caso ieri si accentrava per fare spazio a Ramos) e libero di seguire il suo istinto (se vogliamo, anche noi non stiamo messi benissimo: Camoranesi, bravo nel secondo tempo, ormai la fascia non la fa più). Pur con tutti i suoi limiti caratteriali (e di forma attuale), continuo a pensare che questa squadra non possa e non debba rinunciare a Joaquin o, al limite, a uno dei giovani che più volte Vale ha citato (dovrebbero essere almeno provati... persino in ottica di Europeo, per avere alternative vere).
Il limite vero della Spagna continua a essere la coppia centrale. Anche prima dell'infortunio di Puyol (grande, ma Vale sa cosa penso di lui), ogni volta che l'Italia affondava, le "furie rosse" andavano in crisi.
Marcello.

7:52 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Barça 10
Ciao, per quanto riguarda Iago Falqué, uno degli elementi di maggior spicco della cantera blaugrana (a proposito, Gai Assulin ieri ha già debuttato con la nazionale maggiore israeliana), ti posso rimandare a quest' articolo sull' Under 17 campione d' Europa in carica che scrissi lo scorso maggio:

http://calciospagnolo.blogspot.com/2007/05/europeo-under-17-spagna-campione.html

@ Santeria
In attesa di Markovic, dico la mia su Lazovic: non mi appassiona particolarmente, in generale trovo abbastanza indebolito il PSV rispetto all' anno scorso, anche se i risultati non stanno cambiando.

@ Manuel e Marcello
E' interessante l' intervista a Zambrotta, specie nel punto in cui dice di aver dovuto "riformare" il suo gioco. E' proprio questo lo scoglio più grosso, quello che rende deludenti le esperienze di molti degli italiani in Spagna e che, viceversa, ha portato al fallimento gran parte degli spagnoli in Italia.

La partita è andata un po' come mi aspettavo, equilibrata e su ritmi bassi.
Spagna sufficiente ma non di più, forse era meglio un pareggio, per potersi poi concentrare in sede di analisi più sulle carenze che sui punti di forza.

Schierata così, la Spagna può fare male soltanto se mantiene un ritmo alto alla circolazione del pallone, giocando a uno-due tocchi. Per questo ci vuole un movimento costante, i centrocampisti non devono rimanere sulla stessa linea ma offrire appoggi continui e cercare di portare gli avversari fuori dalle loro posizioni, al fine di creare lo spazio sulle fasce per le sovrapposizioni dei terzini e sulla trequarti per dare l' ultimo passaggio o tentare il tiro da fuori. Se ci sono questi movimenti continui, se ci sono subito due o più opzioni di passaggio per chi porta palla, il centrocampo spagnolo è in capace come pochi di dare un ritmo e una precisione elevatissime alla circolazione del pallone, e sappiamo che così facendo è difficile per l' avversario che si difende seguire costantemente sia la palla che l' uomo, prima o poi l' errore si verifica o lo spazio si crea.

Questo però la Spagna è riuscita a farlo soltanto in alcuni tratti sporadici del primo tempo, e quando non avviene il gioco diventa sonnolento, orizzontale, si accentua la solitudine dell' attaccante ed è un toque-toque-toque che non porta a nulla.

E' chiaro che il possesso-palla deve essere la strategia di questa nazionale, l' unica possibile viste le caratteristiche dei giocatori, ma alcune correzioni sono necessarie, sennò il giochino diventa prevedibile e facilmente contrastabile dagli avversari.
I centrocampisti della Spagna son sin troppo simili fra di loro, il solo Iniesta è in grado di dare il cambio di ritmo sulla trequarti, gli altri sono dei meri palleggiatori (per quanto squisiti). Probabilmente uno fra Cesc e Xavi va tolto (sulla carta Cesc è più forte e metterei lui, però in nazionale a tutt' oggi il gunner è un pesce fuor d' acqua, tutti cercano Xavi, che è importantissimo in questa nazionale) per aggiungere una punta.
Poi non è possibile giocare con Silva e Iniesta contemporaneamente esterni di centrocampo: tutti e due trequartisti, tendono ad accentrarsi e ad accentuare la sensazione di stucchevolezza e ridondanza del possesso-palla. Ribadisco la mia idea, quella di un disegno asimmetrico: da una parte un esterno di ruolo, in grado di aprire il campo e giungere sul fondo, dall' altra un trequartista in grado di accentrarsi e contribuire a creare la ragnatela assieme ai vari Cesc e Xavi.
La mia idea sarebbe quindi un Joaquin o chi per lui largo a destra e sulla sinistra Iniesta, che rende molto di più quando parte da sinistra (Silva almeno dall' inizio in panchina, scusa Manuel...)

Sul confronto Villa-Torres mi sono già espresso più volte definendo Villa il miglior attaccante spagnolo. Non voglio peccare di fronte ai fans del Niño, ma il valenciano lo preferisco: certo non ha la falcata devastante di Torres, ma lo preferisco sia come controllo che come tocco di palla, mi pare abbia un calcio più preciso, più freddezza davanti al portieri e migliori movimenti senza palla.
Comunque anch' io non vedrei di cattivo occhio un passaggio alle due punte, visto il forte rischio-sterilità del modulo attuale.
Vanno però sottolineati i vantaggi del 4-1-4-1, come fa Marcello: con quest' assetto è più probabile avere la superiorità numerica in mezzo, e in fase di non possesso ci son state fasi in cui proprio per questo la Spagna riusciva ieri a recuperare la palla con buona prontezza. Va detto poi che un passaggio al 4-4-2 rischierebbe di evidenziare maggiormente le fortissime carenze che giocatori come Xavi e Xabi Alonso hanno nella transizione difensiva (e anche Cesc non è Gattuso, vamos...).
Insomma, ci son pro e contro in ognuna delle due opzioni.

A me non dispiace Senna, però non lo si vede così necessario (Xabi Alonso quando è entrato ha dato geometrie migliori: quel lancio per Villa poi, che roba!): anch' io mi sa che sposterei Marchena (in difesa non ce lo voglio, fa danni, un cartellino giallo è quasi assicurato, è macchinoso, a me piaceva molto ai tempi di Benitez ma ora non è più all' altezza da difensore) a protezione della difesa, comunque valuterei con attenzione altre piste come Orbaiz o Bruno.

Pur avendo opinioni diverse su Puyol, condivido assolutamente le preoccupazioni di Marcello sulla difesa spagnola. Io lo vedo come un punto debole terrificante, soprattutto sui palloni alti, sembra che questa squadra debba patirele pene dell' inferno ad ogni cross. Ramos è forte di testa, ma nell' area avversaria, non è la caratteristica migliore di Puyol e nemmeno di Albiol, contro attaccanti fisici come Toni sono guai, lo ha detto anche Aragones che hanno problemi nella difesa delle cosiddette "seconde palle". Ah, se Piqué fosse titolare nello United...

Fatte queste considerazioni, ad oggi vedo la Spagna come una buona squadra, ma non in grado di vincere l' Europeo. L' obiettivo devono essere le semifinali, entrare nel club in cui recentemente son state ammesse Francia e Portogallo.

L' Italia non l' ho vista così pessima. Ha difeso bene nel primo tempo, stringendosi coi difensori, anche se difendeva troppo troppo basso (e Di Natale lasciava un' autostrada sulla sua fascia).
Nel secondo tempo, sfruttando anche una Spagna che prima dei cambi pareva non essere ancora uscita dagli spogliatoi, ha avuto anche dei buoni momenti e ha sfiorato il gol. Il pareggio era più giusto.

Il gol è stato una prodezza isolata, ma era apprezzabile l' idea alla base dell' azione: al fraseggio stretto bisogna alternare di tanto in tanto qualche lancio ad allungare la difesa avversaria: con un' azione dello stesso tipo (sempre lancio di Xavi, torre di Silva) era stata create un' occasione per Torres nel primo tempo.

9:14 PM  
Anonymous Anonimo said...

Lazovic ha tutto per diventare un grande attaccante: talento, età (classe '83), fisico (se non sbaglio 1,85), ma deve crescere.

Per ora, gli manca quella "cattiveria" e quella convinzione che fa di un buon giocatore, un giocatore di livello europeo.
Come fiuto del gol ci siamo, idem tecnica e velocità, in più le classiche furbate di tipo slavo non mancano;
rimangono secondo me quei limiti caratteriali che non gli hanno permesso di esplodere col Bayer Leverkusen e col Feyenoord (in certe "assenze" ricorda Vucinic della Roma, cioè ti dà l'idea di uno che potrebbe fare molto di più). Ma ripeto, ha molti anni davanti.

Capitolo nazionale serba: il nuovo ct Djukic (grandissimo difensore!) gioca col 4-4-2. Ha tagliato Pantelic e Kezman e dunque per il ruolo di seconda punta accanto a Zigic, Lazovic si gioca il posto col modesto Jovanovic dello Standard Liegi e col promettentissimo Sulejmani dell'Heerenveen, classe '88.

Markovic

ps. nella prima di Djukic contro la Macedonia, Lazovic ha fatto un gol molto simile a quello di Villa con l'Italia. Su Youtube si trova facilmente.
fammi sapere

10:21 PM  
Anonymous Edo14 said...

Se Aragones passasse più spesso dalle parti del San Mamés, troverebbe il difensore che fa per lui: Amorebieta.
Vale non è un suo fan, ma ha tutte le caratteristiche che mancano agli attuali centrali della nazionale spagnola: è un granatiere, di testa è fortissimo e non è facile saltarlo nell'uno contro uno, anche perchè è piuttosto agile nonostante le lunghe leve.
Si parla di lui da anni come ultimo erede della grande tradizione di centrali baschi (Goikoetxea e Alkorta, tanto per dirne due), ma solo con Caparros è riuscito a limitare le entrate rozze e le grezzure tecniche che ne avevano contraddistinto il rendimento con Clemente e Sarriguarte/Mané. Adesso è titolare inamovibile e la sua sicurezza nei propri mezzi è sotto gli occhi di tutti.

Io non sono un grande fan dei giocatori dell'Athletic in nazionale (si stancano, vengono spesso bersagliati dai tifosi più beceri e sono i primi colpevoli quando le cose vanno male), però trovo scandaloso che elementi come Iraola, Orbaiz e Amorebieta non trovino spazio nella Seleccion.

10:23 PM  
Blogger valentino tola said...

Amorebieta mi sta piacendo molto quest' anno, però preferirei vederlo un' altra stagione su questi livelli prima di inserirlo e farne magari una pedina per il 2010. Comunque, visti i vari Juanito, Arbeloa etc, non sarebbe certo una follia chiamarlo già da ora.
Peraltro ho letto che Amorebieta è uno di quelli che Aragonés sta facendo seguire negli ultimi tempi. Un altro giocatore che continuando sui livelli di questa stagione potrebbe entrare in lizza per la nazionale è Fernando Llorente, che sta finalmente giocando con personalità. Un attaccante con le sue caratteristiche fisiche farebbe veramente comodo alla Roja.

Vabbé, Iraola ormai ne abbiamo parlato fino alla noia, Orbaiz dopo l' infortunio è tornato sui suoi migliori livelli solo nelle ultime partite, se continua così magari può entrare all' ultimo nei 23, io ci spero anche se è difficilissimo (con la stagione del Villarreal il posto per Senna è molto probabile).

12:37 AM  
Anonymous mister said...

Sto cercando un elenco dei risultati ottenuti nella stagione in corso dal Barca B,la formazione allenata da Pep Guardiola.Potresti aiutarmi?Grazie in anticipo.

10:36 PM  
Blogger valentino tola said...

Ho trovato questa pagina cercando su Google:

http://www.futbolme.com/futbol/equipos/2bg2barb_11_cal.asp

12:43 AM  
Blogger valentino tola said...

Purtroppo me l' ha tagliata, aggiungi "cal.asp" all' indirizzo che ho trascritto.

12:45 AM  
Anonymous Manuel said...

Certo,ci sono pro e contro in entrambi i moduli,però giocare a punta unica mi sembra uno spreco,e una scusante per lasciar a casa bojan e raul...;(

Su silva forse hai ragione,credo che magari ci guadagnerebbe (la sua vera occasione sarà in sudafrica,a piena maturazione tecnica,di dimostrare quanto vale...) giocando un tempo in meno ma nel suo ruolo,magari alle spalle di villa,o di villa e torres insieme.
Se ci fosse un mediano valido,penso all'albelda di 3 o 4 anni fa,e si recuperasse a pieno vicente (oltre a joaquin,maledetto koeman) si potrebbe tentare un rombo in mezzo,ma non è attuabile,a meno di non rinunciare a due fra alonso,xavi e cesc,decisamente troppo.
Come la metti rimangono carenze pesanti in ruoli chiave e rinunce pesanti,perchè si tratta comunque di ottimi giocatori,che sia uno dei centrocampisti o uno fra villa e torres.
Messa così convocare bojan o raul significherebbe deprimerli in panchina,effettivamente..

Sul risultato finale non mi sbilancio,,l'ho fatto,con pessimi risultati,già per i mondiali in germania,dove delle 4 semifinaliste non ne ho azzeccata una,dunque aspetto almeno l'inizio dell'europeo...

Ciao,

Manuel.

1:05 PM  
Blogger valentino tola said...

Sul dilemma 4-5-1 o 4-4-2 ti consiglio quest' altro pezzo del Pais, dove si esprimono tre tecnici di Primera, Marcelino, Emery e Manzano.

http://www.elpais.com/articulo/deportes/clave/encontrar/equilibrio/elpepudep/20080328elpepidep_3/Tes

La mia idea è di alternare i due moduli a seconda dell' avversario e delle fasi della partita: cinque centrocampisti quando serve addormentare il gioco, due punte quando occorre verticalizzare maggiormente.
Silva non lo escludo dalla formazione titolare per una questione di valori assoluti, ci mancherebbe, il punto è che se col centrocampo a cinque uno dei due esterni è già Iniesta, l' altro deve avere più le caratteristiche dell' ala, sennò l' azione finisce in un imbuto.
Per quanto riguarda il modulo a una punta, è poi importante anche la notazione di Marcelino, che sottolinea come la Spagna non abbia un centravanti in grado di giocare spalle alla porta, e questo in determinate partite, quando Villa e soprattutto Torres non hanno lo spazio per andare in profondità, può significare un certo spaesamento per l' unico attaccante designato.

2:17 PM  
Blogger valentino tola said...

Come al solito mi ha tagliato l' indirizzo, aggiungo, divisa in due, la parte mancante:

ar/equilibrio/elpepudep/20080328

elpepidep_3/Tes

2:19 PM  

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