lunedì, ottobre 20, 2008

SETTIMA GIORNATA: Athletic Bilbao-Barcelona 0-1: Eto’o.

Un Barça scialbo e raccogliticcio ma efficace centra l’ obiettivo minimo, tre punti vitali per non cedere terreno al Real Madrid. Athletic dignitoso, specialmente nel primo tempo, ma con poco mordente.


Problemi di formazione per Guardiola, costretto a fare a meno del cervellone Xavi, di Gudjohnsen e a risparmiare Messi dopo gli impegni transoceanici con la nazionale (riposa anche Puyol). Henry rientra fra i titolari, spostando Iniesta a destra, ma la vera novità è il lancio dal primo minuto di un altro canterano, Víctor Sánchez, mezzala destra che completa la mediana (Hleb torna ma non è ancora pronto per i 90 minuti, farà uno spezzone nel finale). Caparros presenta come unica novità rispetto alla disastrosa trasferta di Siviglia l’ esclusione di Javi Martínez e l’ inserimento di Garmendia, che va in appoggio a Llorente, mentre nel doble pivote viene proposta la coppia Orbaiz-Yeste, la variante di maggior qualità e visione di gioco.

Il primo tempo, sebbene il dato del possesso-palla sia come al solito nettamente favorevole al Barça, vede un Athletic che, seppure senza dominare apertamente, riesce a portare il match sui ritmi che preferisce: i padroni di casa non cercano una strategia attendista nella propria metacampo, ma pressano in quella avversaria, provando con l’ intensità e la foga a forzare l’ errore avversario e nascondere il gap tecnico, optando spesso per il lancio verso Llorente e l’ aggressione delle “seconde palle” sulle sponde di questi. Soffre non troppo ma abbastanza questa pressione il Barça, e Valdés deve sfoderare due grandi interventi, entrambi su calci di punizione a girare molto ben angolati rispettivamente da David López (a mezza altezza) e Yeste (sotto la traversa, quasi all’ incrocio).

L’ Athletic è più in partita perché a differenza del Barça ha un centrocampo, che per quanto riguarda i catalani figura soltanto nel foglio delle formazioni. È qui la chiave della scialba partita blaugrana: il Barça della Catedral non è l’ immonda creatura senza capo né coda di Soria o Donetsk, è soltanto una squadra tremendamente anonima, incolore ed insapore, priva di spina dorsale. Piqué e Márquez giocano palla fra di loro insistentemente perché pochi metri davanti non si manifesta nessun cenno di vita, nessuno si offre, il pallone non circola, l’ azione non decolla e spesso, più spesso del dovuto, si è costretti a saltare il centrocampo con i lanci. La situazione peggiora ulteriormente quando Keita si infortuna e Guardiola deve improvvisare il centrocampo più improvvisato possibile, ovvero Busquets (mezzala destra, come giocava prevalentemente nel Barça B)-Touré-Víctor Sánchez (spostato a sinistra).

Il primo tempo blaugrana registra comunque, pur nel contesto di una gara che gli ospiti non riescono a padroneggiare come vorrebbero, un’ occasione degna di nota per Eto’o all’ 8’ (conclusione parata da Iraizoz dopo essersi liberato di un Amorebieta nell’ occasione morbidissimo), un insidioso sinistro da fuori di Iniesta di poco sopra la traversa al 20’, e infine, al 44’, sugli sviluppi di un calcio d’ angolo, un colpo di testa sottomisura di Eto’o.

Nella ripresa la situazione non cambia anche perché Guardiola non fa cambi: il Barça continua il suo match insipido, privo di aggressività e anche imperfetto nella coordinazione della fase di non possesso, macchinoso nella circolazione del pallone. Ma cambia un particolare importante, e cioè che mentre nel primo tempo l’ ipotesi peggiore per i blaugrana era la vittoria dell’ Athletic, ed era un’ ipotesi in alcuni momenti anche discretamente credibile, in questo secondo l’ ipotesi peggiore comincia ad essere quella del semplice pareggio, perché l’ azione dell’ Athletic ha perso visibilmente vigore. È ordinata sì, ma si limita, forse per un calo atletico o chi lo sa per cosa, a recuperare semplicemente le posizioni nella propria metacampo per ostruire le già precarie linee di passaggio blaugrana. Non si pressa alto e non vengono più contesi i palloni sulla trequarti avversaria, non si forzano più calci piazzati da zone pericolose e non si sollecita più il corpo a corpo di Llorente coi difensori blaugrana, e aumenta progressivamente la distanza fra il centravanti basco e il resto della squadra. L’ Athletic perde metri ed entra in una fase molto pericolosa, nella quale l’ abbassamento dei ritmi può favorire la giocata decisiva delle individualità del Barça, anche di un Barça molto deficitario sul piano del gioco come quello visto ieri sera.

E così succede che al 64' Henry prende palla, fa una delle poche cose buone della sua partita, serve Eto’o in profondità, questi resiste al ritorno di Amorebieta e fulmina di sinistro Iraizoz. Situazione odiosa per l’ Athletic di Caparros dover cercare la rimonta, lo sappiamo: il tecnico utrerano cerca la scintilla con Susaeta (che sta tornando ad assaporare un po’ di panchina in quest’ inizio di Liga), ma fino alla fine il Barça gestisce il vantaggio, accennando a tremare soltanto su qualche palla alta e giocandosi in maniera insidiosa il contropiede (ogni tanto lo fa anche il Barça, non c’è nulla da vergognarsi…), tanto che Eto’o si toglie pure lo sfizio di divorarsi indegnamente lo 0-2 servito davanti a Iraizoz da Iniesta.


I MIGLIORI: Valdés torna ai suoi migliori livelli, che erano un po’ lontani nel tempo: due grandi parate sulle punizioni di David López e Yeste nel primo tempo e una buona sensazione di sicurezza nell’ area piccola. Iniesta prosegue il suo momento di forma spettacolare, ha uno spunto difficile da contrastare per tutti attualmente: regala le giocate più interessanti del Barça, decisamente meglio quando si sposta a sinistra e ha più libertà rispetto a quando viene ingabbiato sulla destra, questo lo sappiamo da tempo.

Yeste mette in campo le idee migliori dell’ Athletic in cabina di regia, anche Iraizoz si fa valere in due-tre interventi.

I PEGGIORI: Brutta partita di Amorebieta: sotto gli occhi di Del Bosque (presente alla Catedral e molto più interessato ai giocatori dell’ Athletic di quanto non fosse Aragonés), ribadisce il proprio problematico senso della posizione, e gioca una strana gara nella quale alterna ai consueti interventi con l’ accetta (in uno quasi riesce a marcare Busquets) mollezze improprie del suo repertorio in marcatura, vedi l’ occasione concessa ad Eto’o nel primo tempo, o anche il gol, dove è tutt’ altro che impeccabile.

Víctor Sánchez rappresenta un corpo estraneo per tutti i 90 minuti: lo vedi correre, in una occasione tira anche alto dopo un inserimento in area, ma è impalpabile in tutte le fasi del gioco: pressa poco e male, non ruba palla, si offre poco e non costruisce. Sicuramente meglio Busquets da mezzala in questo match.


Athletic (4-4-1-1): Iraizoz 6,5; Iraola 6, A. Ocio 6, Amorebieta 5, Balenziaga 6; D. López 6, Orbaiz 6 (77'), Yeste 6,5, Gabilondo 5,5 (76'), Garmendia 5,5 (62'); Llorente 6.

In panchina: Armando, Ustaritz, Susaeta 5,5 (62'), Gurpegi s.v. (77'), J. Martínez, Etxeberria, Ion Vélez s.v. (76').

Barcelona: Valdés 7; D. Alves 6, Márquez 6 (66'), Piqué 6, Abidal 6; V. Sánchez 5, Touré 6, Keita s.v. (32'); Iniesta 7, Eto’o 6,5, Henry 6,5 (80').

In panchina: Pinto, Puyol 6,5 (66'), Sylvinho, Bojan, Busquets 6 (32'), Hleb s.v. (80'), Messi.


Goles: 0-1 (64'): Etoo fusila de zurda a Iraizoz tras eludir la marca de Amorebieta.

Árbitro: Undiano Mallenco, Colegio Navarro. Amonestó a Amorebieta (39'), Orbaiz (49'), Márquez (50'), Balenziaga (74'), Etoo (87') y Busquets (90').

Incidencias San Mamés. 33.000 espectadores. Los jugadores locales portaron brazaletes de luto por el fallecimiento del ex directivo Luis María Allende.

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2 Comments:

Anonymous Edo14 said...

Disamina perfetta, solo una domanda: a te non è piaciuto Garmendia? Io l'ho trovato frizzante e volitivo, in più mi pare che la sua velocità sia importante per una squadra che fa del rapido ribaltamento di fronte la sua arma principale. Nella ripresa si è spento, tuttavia secondo me ha giocato una buona gara.
Per il resto concordo su tutto, in particolare su Amorebieta: che le chiacchiere su Liverpool e United lo abbiano distratto? E' da inizio campionato che sta giocando maluccio, quasi svagato, e questo per uno stopper come lui è un peccato mortale.

6:34 PM  
Blogger valentino tola said...

Sì, frizzantino, hai ragione, però a conti fatti l' ho trovato poco incisivo. Giocando praticamente come secondo attaccante, mi sembra che Llorente si sia trovato fin troppo a battagliare da solo (questo è un problema molto serio per l' Athletic, dalla cessione di Aduriz).

Forse Amorebieta non l' hanno avvisato che c'era Del Bosque in tribuna...

7:42 PM  

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