sabato, marzo 28, 2009

Protagonisti: José Ángel (Sporting).

Potete trovare un mio post su José Ángel, in versione riadattata, anche sul "Bar delle Antille".

L’ultima perla di Mareo


Nome: José Ángel Valdés Díaz.
Luogo e data di nascita:
Gijón; 05/09/1989.
Altezza: 1,82 m
Peso: 75 kg.
Ruolo: terzino sinistro.
Carriera:1994/96 Roces (1994-1996); La Braña (1996-1997); Settore giovanile dello Sporting (1997-; Sporting (2008-.

La linfa vitale del Real Sporting de Gijón si chiama “Escuela de fútbol Ángel Viejo Feliú”. Più comunemente conosciuto come Escuela de Mareo, dal nome del quartiere della periferia di Gijón che lo ospita, si tratta di un centro sportivo, inaugurato nel 1978, che ospita oltre alle formazioni di calcio femminile, tutte le squadre del settore giovanile dello Sporting.
Fiore all’occhiello del club, uno dei vivai più celebri di Spagna, ha prodotto negli anni gente come Luis Enrique, Villa, Abelardo, Juanele, Manjarín e Angulo fra gli altri, e non a caso si parla di linfa vitale. È Mareo infatti che ha letteralmente tenuto in vita lo Sporting negli ultimi anni, quando i biancorossi hanno rischiato il fallimento: la vendita nel 2001 delle strutture del centro sportivo al Comune di Gijón (il quale comunque attualmente le affitta al club) permise di incassare denaro fresco per far fronte ai debiti, mentre più a largo raggio il serbatoio di giocatori della cantera ha salvaguardato la competitività sportiva a dispetto delle ristrettezze economiche, fino a costruire le premesse del ritorno in Primera.
A detta di tutti la scorsa estate il prodotto più atteso della cantera sportinguista era il terzino sinistro Roberto Canella, 21 anni, titolare dell’Under 21 e inamovibile nell’undici dello Sporting già da diverse stagioni. Tutto bene, Canella ha mantenuto le promesse, quelle di un terzino affidabile e già molto richiesto sul mercato (si son fatti i nomi di Aston Villa e Real Madrid), ma dietro di lui ha fatto tempo ad emergere un talento di livello superiore. Se Canella è destinato a una lunga e più che dignitosa carriera da giocatore di Primera, José Ángel infatti pare roba davvero seria.
Lo Sporting si frega le mani, ha già pianificato tutto: vendere bene Canella quest’estate per poi trovarsi tra le mani quello che potenzialmente è il laterale completo e di grande spessore che la fascia sinistra della difesa della nazionale tanto attende.

José Ángel Valdés Díaz, per gli amici “Cote” (nomignolo che il diretto interessato vorrebbe portare anche sulla propria maglia) inizia da bambino con le squadre del Roces e de La Braña, per poi entrare a otto anni nel settore giovanile dello Sporting. Compiuta tutta la trafila, il salto di qualità arriva fra la scorsa stagione e l’inizio di questa.
Inizia il 2007-2008 con la formazione Juvenil (l’ultimo gradino prima delle squadre filiali), ma a metà stagione viene promosso nello Sporting B. Ben presto richiama l’attenzione di Manolo Preciado, che lo aggrega alla prima squadra nell’ultimo precampionato. Trova i suoi minuti e si mette in evidenza nelle amichevoli (fra le quali un ottimo spezzone contro il Milan), cominciando la stagione con lo Sporting B ma restando a disposizione come rincalzo per la prima squadra.
La Copa del Rey è il palcoscenico che Preciado gli regala, e dopo le buone prestazioni da titolare nei turni contro Numancia, Valladolid e Athletic Bilbao, arriva anche l’esordio nella Liga, l’8 Febbraio, un breve cammeo al Camp Nou. Ventiquattro ore dopo arriverà anche il primo contratto da professionista, per cinque stagioni a partire dalla prossima, con clausola rescissoria fissata a 18 milioni di euro.
L’ultimo mese è la sua vetrina: in casa del Villarreal, l’assenza di Diego Castro induce Preciado ad avanzare Canella a centrocampo, dietro al quale José Ángel trova così lo spazio per la prima presenza in campionato da titolare. L’infortunio di Canella poi spalanca definitivamente le porte al canterano, sempre nell’undici di partenza nelle ultime gare con Mallorca, Osasuna, Deportivo e Numancia: prestazioni caratterizzate principalmente dalla disciplina difensiva e dal desiderio di non strafare, ma già impreziosite dal primo gol nella Liga, la sassata su calcio di punizione che stende il Depor al Molinón (nell’ultima giornata invece un altro “zurdazo” su punizione forza l’errore del portiere del Numancia Juan Pablo che regala il gol del momentaneo pareggio a Barral).
Conseguenza di questa vetrina, la prima convocazione per l’Under 21, nell’amichevole “sperimentale” in Irlanda. Dovrebbe far parte del prossimo ciclo e probabilmente disputare anche il Mondiale del prossimo settembre con l’Under 20, sempre che qualcuno ai piani più alti non decida di bruciare le tappe…

Quello che salta all’occhio di José Ángel è il repertorio sulla carta sconfinato. L’unica incognita può riguardare la sua maturazione tattica e soprattutto psicologica, discorso logico per un giovane alle prime armi, perché atleticamente e tecnicamente ha tutto per arrivare ai massimi livelli del ruolo.
Fisico slanciato, agile ed elastico, esplosivo, grande facilità di corsa, polmoni per coprire da solo tutta la fascia, dal primo al novantesimo minuto. Le qualità atletiche naturali lo rendono un durissimo cliente per qualsiasi ala: finchè lo sostiene la concentrazione, José Ángel è infatti un terzino molto difficile da superare nell’uno contro uno, perché è tanto agile, reattivo e rapido sul breve (perfetta la partita difensiva su Juanfran dell’Osasuna, dribblatore dal primo passo micidiale) quanto veloce nel recupero sulla lunga distanza (non a caso è lui a rimanere come ultimo uomo a difendere sui calci d’angolo).
Aggressivo nel pressing, solido nei contrasti, deciso ed efficace quando ricorre al tackle, aiutato anche dalle lunghe leve. Può migliorare il gioco aereo, ne ha i mezzi. Alle grandi risorse tecniche e atletiche occorrerà poi aggiungere la disciplina tattica per completare il bagaglio difensivo. Molto attento in queste prime gare da titolare, deve tuttavia migliorare il posizionamento: in qualche occasione può lasciarsi scappare l’uomo nella zona alle sue spalle (vedi un paio di situazioni nella gara col Mallorca), e anche nelle diagonali può crescere.

Il vero valore aggiunto di José Ángel in prospettiva è però rappresentato dalle doti offensive. Guardando al futuro, potrebbe davvero offrire quel qualcosa in più che manca a Capdevila e Fernando Navarro, attuali inquilini della fascia sinistra difensiva della Selección, terzini corretti ma di scarsa profondità.
José Ángel non è solo un terzino che accompagna con grande velocità e aggressività l’azione offensiva, José Ángel ha le qualità per creare gioco in prima persona ed esserne protagonista. Caratteristica non molto evidente in queste sue prime uscite, nelle quali un misto di inesperienza e voglia di non complicarsi la vita lo ha visto spesso ricorrere al rilancio a casaccio, ma decisamente riscontrabile in pochi ma promettentissimi lampi palla al piede (per valutare un giovanissimo è questo che conta: non tanto quello che fa adesso, ma quello che potrà fare fra un paio di anni sulla base delle proprie doti).
Non sono tanti i terzini con questo controllo di palla, non sono tanti i terzini capaci di sgusciare come un’anguilla fra due avversari in pressing, non sono tanti i terzini capaci di giocare l’uno contro uno da fermo, di caracollare, fintare e mandare a vuoto l’avversario come un’ala consumata. José Ángel non si sovrappone giusto per portare via l’uomo al compagno e buttare lì qualche cross di tanto in tanto, ma ha la personalità e le qualità di palleggio per temporeggiare, scegliere di volta in volta l’opzione migliore e imbastire triangolazioni e combinazioni palla a terra come fosse un centrocampista in più (del resto il suo ruolo d’origine, e lo è stato fino a due anni fa, è proprio quello di esterno sinistro di centrocampo). Quando limiterà certe giocate precipitose, certe palle spazzate via o certi cross avventati dalla trequarti, allora avremo un terzino capace di conquistare il fondo una volta sì e l’altra pure.
Oltre a questo, un ottimo piede sinistro. Un calcio secco e violento (le punizioni le calcia di potenza, cercando lo spiraglio attraverso la barriera), traiettorie tese e veloci ma mai caratterizzate dalla sola rabbia. Quando va al cross alza sempre la testa tagliando bene i traversoni, e anche i rinvii lunghi dalla propria metacampo giungono ben calibrati a destinazione, per la torre di Bilic o per la profondità di Barral alle spalle della linea difensiva avversaria. Non di rado utilizza anche il destro per rientrare al cross, ma è chiaro che deve migliorare parecchio la precisione.


Il gol al Deportivo


Video José Ángel (amichevoli estive; http://futbolecciones.blogspot.com/)



FOTO: http://www.realsporting.com/

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4 Comments:

Anonymous Edo14 said...

L'ho visto nella doppia sfida di coppa Athletic-Sporting e devo dire che mi ha impressionato per la personalità con cui ha giocato due partite così importanti (un quarto di finale non è roba da tutti i giorni). Ricordo un paio di azioni palla al piede notevolissime e, più in generale, un'impressione di maturità e facilità nel giocare che è propria dei grandi calciatori. Può diventare senza dubbio il terzino sinistro titolare della Seleccion per i prossimi dieci anni, sempre che tenga la testa a posto e non faccia la fine (ahimè) di Del Horno, che pareva destinato a dominare quella fascia per lunghissimo tempo prima che smarrisse la bussola.

3:03 PM  
Blogger valentino tola said...

Sì, son proprio quelle azioni e quella confidenza a impressionare e a far pensare a chissà cosa ne potrebbe venire fuori fra due-tre anni con un po' più di esperienza.
Nel video ci sono due azioni impressionanti, quella in cui va via a tre avversari nell'amichevole col Zaragoza e poi, verso la fine del filmato, un recupero sbalorditivo in scivolata su Goitom se non sbaglio.
Comunque, è chiaro, tutto dipenderà dalla testa (in questo senso, sarebbe meglio che non glieli facessero leggere articoli come questo che ho scritto io... :D), se vuole evitare la fine di Del Horno, rispetto al quale da un punto di vista strettamente tecnico mi sembra abbia minor sensibilità di tocco ma maggior velocità e agilità, oltre alle citate qualità nel controllo di palla e nell'uno contro uno.

8:19 PM  
Anonymous Anonimo said...

ho conosciuto(beh scambiato due chiacchere) con manolo preciado. che personaggio!
cespo

5:06 PM  
Blogger valentino tola said...

Grande! Uno dei tecnici coi baffi più bravi di Spagna :D

8:00 PM  

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