domenica, maggio 17, 2009

Under 17, che fregatura!

L’Europeo Under 17 che si sta svolgendo in Germania e che proporrà domani la finale fra i padroni di casa e l’Olanda, da martedì scorso non è più cosa che riguarda la Spagna, eliminata già nella fase a gironi con il misero bilancio di tre 0-0.
Una delusione per una formazione che arrivava accreditatissima (già dall’anno scorso quando come Under 16 conquistò il torneo di Santarem battendo il Portogallo addirittura per 6-0), ancora di più per le modalità con cui l’eliminazione è arrivata. Centottanta minuti di dominio sterile e sonnolento contro Italia, Francia e Svizzera, certo con incredibili occasioni divorate in ogni partita, ma anche con un gioco di squadra deficitario. Un 4-2-3-1 bloccatissimo a centrocampo, il povero Borja isolato davanti, nessuna variante degna di nota proposta da Ginés Mélendez dalla panchina, figurina per figurina qualunque cosa succedesse.
Resta comunque l’opportunità di proseguire nella valorizzazione di questo gruppo, magari con qualche ritocco, offerta dal Mondiale di categoria del prossimo autunno che si svolgerà in Nigeria, al quale la Spagna si è qualificata essendosi piazzata al terzo posto nel proprio girone. La materia prima per figurare bene c’è comunque tutta.

La difesa è il reparto che ha funzionato meglio, aiutato anche dall’affiatamento già esistente fra i suoi componenti, tutti della cantera catalana, dell’Espanyol il portiere Edgar e il terzino Blázquez, del Barça la coppia centrale Sergi Gómez-Muniesa e il terzino destro Dalmau.
Muniesa il leader e il giocatore probabilmente di maggior prospettiva: centrale mancino di personalità, rapido e agile, dal buono stacco, particolarmente dotato nell’anticipo, incisivo anche nelle ripartenze palla al piede. Più legnoso, lento e anonimo, ma affidabile, Sergi Gómez.
Convincente anche Blázquez, veloce nei recuperi e attento nei movimenti difensivi, tatticamente disciplinato e con buoni riflessi nell’uno contro uno. In fase offensiva è un discreto palleggiatore, ma il fatto di essere un destro che gioca a sinistra gli toglie un po’di profondità (quasi sempre rientra sulla trequarti per effettuare il cross, fondamentale nel quale peraltro lascia a desiderare). Più potente di Blázquez il collega di fascia destra Dalmau, un terzino energico, con molta corsa per sostenere entrambe le fasi, anche se un po’ troppo lineare nella sua azione offensiva, più muscolare che tecnico.
È piaciuto, anche se attende ulteriori verifiche, il portiere Edgar, sfrontato il giusto nell’interpretazione del ruolo, con un’ottima scelta di tempo nelle uscite basse. Spesso chiamato a fare da libero aggiunto visto l’andamento monocorde delle partite della Spagna (avversario tutto nella sua metacampo che tenta di lanciare il contropiede alle spalle della difesa spagnola), ha dimostrato grande prontezza, a parte uno svarione contro la Svizzera.

Se il pacchetto arretrato parla catalano, la mediana è dominata dalla capitale, a partire dal doble pivote Koke (Atlético Madrid)-Alex (Real Madrid). Koke è il capitano e, vedendolo muoversi in campo, si capisce presto il perché. Il più maturo della rosa, una presenza autorevole a centrocampo. Grande continuità d’azione, personalità e senso tattico, sempre al centro del gioco. Ottimo piazzamento, intercetta e rigioca palloni su palloni, è geometrico, gioca a uno-due tocchi e ha ottime aperture verso le fasce. Buon fisico, usa bene il corpo per proteggere palla. A mio avviso, si potrebbe già tranquillamente pensare a un suo graduale inserimento nella prima squadra dell’Atlético, come è stato per Camacho.
Accanto a Koke, Alex ha mostrato con minore personalità discrete doti, un buon calcio col destro specialmente (tanto da venire incaricato dei calci d’angolo e delle punizioni dalla trequarti); il problema però non è risieduto tanto nelle qualità sue e di Koke, quanto nella loro amalgama. Un doble pivote un po’troppo bloccato, poco propenso ad appoggiare l’azione offensiva, forse Alex era una sorta di doppione di Koke, e poteva bastare lasciare il solo colchonero davanti alla difesa per guadagnare un uomo in più fra trequarti e attacco. Solo spiccioli nel finale contro la Francia per Pardo (Real Sociedad).

Sulla trequarti tanta scelta, molta qualità, ma pochissimi riscontri effettivi. Isco del Valencia il giocatore esteticamente più appagante, una graziosa miniatura di numero 10. Controllo di palla superlativo, dribbling stretti, ruletas e chi più ne ha più ne metta. Notevole immaginazione anche nell’ultimo passaggio, tiro in porta che invece lascia parecchio a desiderare quanto a potenza, il punto debole è il fisico, gracilissimo, perdente in partenza al minimo contrasto. Inutile dire che a 17 anni è un difetto naturale, e che potrà essere superato completando la maturazione del giocatore.
È durato pochissimo il dualismo che si stava profilando fra lo stesso Isco e Iker Muniain, il giocatore forse più mediatico della spedizione (già aggregato in più di un occasione agli allenamenti della prima squadra dell’Athletic Bilbao, oltre che già segnalato in più di un articolo): dualismo stroncato dall’infortunio che ha costretto Muniain ad abbandonare non solo il campo ma l’intera manifestazione alla fine del primo tempo della gara con la Francia (Ginés Meléndez ha chiamato come sostituto d’emergenza l’altro valenciano Portu, impiegato agli sgoccioli dell’inutile assedio all’area svizzera). Inesistente nei 40 minuti con la Francia, Muniain aveva dato una scossa importante da subentrato nella prima contro l’Italia: a una primissima superficiale impressione, il basco mostra un cambio di passo e un uno contro uno molto incisivo. Tatticamente un po’anarchico, in più rispetto a Isco ha questa esplosività, ma sembra avere minor senso del gioco e procedere più per spunti isolati. Speriamo di poterli valutare meglio nel prossimo Mondiale, magari vedendoli insieme nell’undici titolare.
Sugli esterni, Kevin del Zaragoza a destra e il madridista Sarabia a sinistra. Kevin ha buona tecnica, gioco di gambe rapido e una discreta progressione. Più fumo che arrosto però, come molti suoi compagni, e la tendenza ad accentrarsi molto più che cercare il fondo. Anche Sarabia sembra più una mezzapunta che un esterno di ruolo: uno dei più reclamizzati il madridista, ha inciso poco pur lasciando intravedere potenzialità di tutto rispetto.Elegante, buon spunto sul breve, fa tutto col sinistro (ben calibrato nei cross e nelle punizioni). Anche lui deve irrobustirsi, nelle movenze ricorda un po’ Reyes. A destra, Cifo (Valencia) è stato il rimpiazzo di Kevin a partita in corso, più portato ad allargarsi, a cercare l’uno contro uno e a dettare il passaggio in profondità come un’ala.

Europeo amaro per Borja González (Atlético Madrid), arrivato con la qualifica di superbomber, più gol che partite con l’Under 17, ma rimasto a secco, non solo per colpa sua data la scarsa assistenza. Centravanti non raffinatissimo, conosce però il mestiere, è un lottatore che sa sgomitare e usare il corpo per conquistarsi lo spazio per il tiro, con un buon istinto negli ultimi metri. Suo concorrente, utilizzato in corsa nelle tre gare, Sobrino (Real Madrid), con caratteristiche più da seconda punta, più portato alla manovra, un interessante connubio di tecnica e fisico che merita un’altra occhiata nelle prossime occasioni.

Formazione tipo (4-2-3-1): Edgar; Dalmau, Sergi Gómez, Blázquez; Koke, Alex; Kevin (Cifo), Isco (Muniain), Sarabia; Borja González (Sobrino).

Non utilizzati Yeray (p, CD San Francisco); Saborit (d, Athletic Bilbao); Albert (d, Espanyol).

Etichette: ,

2 Comments:

Blogger Carlo Pizzigoni said...

Sono rimasto un po' deluso dalla Spagna. tra l'altro hai quella sensazione della squadra non allenata. Vero che sono giovani ma l'idea di gioco di squadra deve esserci all'alba del 2009: vedi la germania, ma anche l'Italia, per fare un esempio. Nella Spagna al di là degli 1vs1 e di qualche uno-due, io ho notato poco: ad esempio, sulle corsie laterali cosa volevano fare? D'accordo nel sottolineare le prove di Muniesa, anche a me è piaciuto molto

3:17 PM  
Blogger valentino tola said...

Sì, la sensazione purtroppo era quella della squadra di calciobalilla.

Muniesa credo sia stato il migliore in assoluto, però io al di là delle prestazioni di quest'Europeo vedo un grosso potenziale anche in Koke.
Comunque in generale credo che il potenziale di questa Under 17 sia molto buono: qualcosa di più dal Mondiale dovrebbe venire fuori, per forza.

10:05 PM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home