domenica, dicembre 10, 2006

QUATTORDICESIMA GIORNATA: Barcelona-Real Sociedad 1-0: Ronaldinho.

Sonnecchiante e pure un pochino risicata vittoria per il Barça, come potevano d’altro canto suggerire certi indizi della vigilia, con Rijkaard che invita addirittura i suoi a pensare anche al Mondiale per Club della prossima settimana e con una Real Sociedad ancora senza vittorie, penultima in classifica e quindi affrontata col classico spirito con cui la può affrontare una capolista, impegnata per giunta su più fronti. Risparmia qua, amministra là, alla fine i tre punti sono stati salvati da una grande parata di Valdes, che con il suo intervento allo scadere ha tolto dall’incrocio un colpo di testa di un giocatore basco (in diretta non l’ho riconosciuto).
Lotina, afflitto dal pesante infortunio che terrà fuori per i prossimi due mesi Diaz de Cerio (che ultimamente si stava segnalando come l’unico valore in rialzo dell’imbalsamato attacco della Real), cambia un po’ a sorpresa la formazione rispetto alle indicazioni della vigilia. Lo fa con l’intenzione di dare maggior qualità e intraprendenza offensiva, soluzione auspicata da molti di fronte alla sterilità di una squadra ancor più povera di idee se affidata, in fase di creazione del gioco, a due mediocri interditori come Garitano e Juanito.
Quindi stavolta Juanito arretra in difesa, Garitano parte dalla panchina, viene rispolverato fra i titolari Diego Rivas e Aranburu si sposta dalla fascia sinistra al centro, con Gari Uranga che prende il suo posto come esterno, componendo con Jesuli e Xabi Prieto il trio di mezzepunte che supporta Kovacevic.
La Real se la gioca, senza complessi dato che non ha nulla da perdere, ma anche senza creare pericoli di sorta al Barça, data la scarsissima qualità della sua manovra. Il Barça sta al gioco, vede che ha campo e, giocando a passo d’uomo, prova a ottenere in contropiede il massimo risultato col minimo sforzo, facendo affidamento sugli spazi che trova soprattutto un incustodito Giuly sulla fascia destra, il quale filtra con relativa facilità attraverso l’arrischiata difesa alta della Real. Deco e Xavi hanno spazio e tempo per mettere la palla dove vogliono e si tratta soltanto di attendere stancamente il gol della sicurezza, che arriva nel secondo tempo in un azione che mette compiutamente a nudo le debolezze della difesa ospite. Giuly sfonda ancora sulla destra, pase de la muerte all’ indietro verso il centro dell’area, dove Ronaldinho, dimenticato da Gerardo e dai centrali, non deve fare altro che spingere in rete. Poi si vedono i soliti cambi di Rijkaard, il solito torello a centrocampo, fino a un finale dove il Barça scherza un po’ troppo col fuoco, con l’espulsione di Sylvinho prima e l’intervento decisivo di Valdes poi.

I MIGLIORI: Non c’è niente da fare, Valdes è proprio un portiere forte, nonostante il luogo comune voglia che in queste squadre-spettacolo il portiere sia sempre quello scarso. Chiamato in causa una sola volta, risponde al meglio, come da manuale del portiere delle squadre forti. Deco diverte, con spazi per sfondare sulla trequarti regala dribbling a sensazione e suggerimenti raffinati.
Mai così prolifico Ronaldinho: 11 gol totali finora, capocannoniere della Liga, in una stagione che per lui era cominciata male e che sta proseguendo in un crescendo di esaltazione e di euforia (sfiorato un gol in mezza rovesciata che sarebbe stato anche più bello di quello col Villarreal). Sempre sicuro ed elegante Thuram. Nella Real Sociedad, il mio preferito è quasi sempre l’onesto Aranburu.
I PEGGIORI: Lopez Rekarte gioca una partita difensivamente sciagurata su Giuly: totale disinteresse nei confronti dei devastanti movimenti del francese e mollezza deplorevole nell’affrontarlo in uno contro uno. Davvero lontanissimo il ricordo di quell’ottimo terzino destro che fino a due anni fa era forse il migliore esponente spagnolo del ruolo, tanto più che adesso gioca pure sulla fascia sbagliata. Sul gol di Ronaldinho, è sbagliata la condotta di tutta la difesa realista: a parte Rekarte, i due centrali Juanito e Mikel Gonzalez stanno troppo attaccati a Bravo e non seguono Ronaldinho, così come il terzino destro Gerardo.
Sto pensando di assegnare a Xabi Prieto il premio di “mezzo giocatore della Liga”, esempio quanto mai irritante di talento annegato nel mare dell’infingardaggine e della codardìa. Jesuli può essere un giocatore importante per questa Real, ma pare che, nei due anni persi a Siviglia, abbia perso parecchia della magia che animava quel dribblomane che era ai tempi del Celta. Gli va dato tempo per recuperare.


Barcelona (4-3-3): Valdes 7; Belletti 6, Thuram 6,5, Puyol s.v. (dal 26’p.t. Oleguer 6), Sylvinho 5,5; Deco 7 (dal 20’s.t. Iniesta 6,5), Edmilson 6,5, Xavi 6,5; Giuly 6,5, Gudjohnsen 6 (dal 33’s.t Ezquerro s.v.), Ronaldinho 7.
In panchina:
Real Sociedad (4-2-3-1): Bravo 6,5; Gerardo 5,5, Juanito 5,5, Mikel Gonzalez 5,5, Lopez Rekarte 5; Diego Rivas 5,5 (dal 22’s.t. Garitano s.v.), Aranburu 6; Xabi Prieto 5, Jesuli 5,5 (dal 33’s.t. Agirretxe s.v.), Gari Uranga 5,5 (dal 28’s.t. Garrido s.v.); Kovacevic 5,5.
In panchina:

Gol: Ronaldinho 59’.
Arbitro: . Ammoniti: Claudio Bravo (R), Gerardo (R), Rivas (R), Gari Uranga (R). Espulso: Sylvinho (B, doppia ammonizione).

P.S.: Da domani, per tutta la prossima settimana, seguiremo su questo blog il Mondiale per Club.

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