lunedì, dicembre 11, 2006

QUATTORDICESIMA GIORNATA: Valencia-Deportivo 4-0: Angulo; Villa, rig.; Villa; Vicente.

L’incontro fra le due grandi malate della Liga lascia il solo Deportivo nel fango. Ben lontani i prematuri entusiasmi di inizio stagione. Le dichiarazioni di Caparros, che individua l’obiettivo del Depor in un ambiziosissimo “piazzarsi fra le prime diciassette” non sono dettate da eccessiva prudenza, ma da un’analisi obiettiva. La cosa che preoccupa è che ora i galiziani oltre ad accusare la consueta inconsistenza offensiva, cominciano pure a perdere la serietà e l’organizzazione in fase difensiva, cioè le fondamenta sulle quali Caparros ha costruito la sua squadra.
Si risolleva pienamente il Valencia, e lo fa con una prestazione davvero completa, aggressiva e continua nel pressing in fase di non possesso, piacevole e fluida in fase di possesso, con quelle transizioni veloci e in pochi tocchi che caratterizzano da anni le migliori versioni della squadra del Mestalla. Ottenere tutto ciò poi è molto più facile, quando puoi finalmente tornare a schierare assieme due colonne come Albelda e Baraja a centrocampo.
Strada subito in discesa, col gol di Angulo che punisce subito un errore di piazzamento della difesa del Depor, con Arbeloa che abbandona Vicente, Lopo fuori posizione e Juanma costretto ad allargarsi sulla fascia e lasciare spazio ad Angulo (celebrato un minuto di silenzio per la morte di sua madre) al centro dell’area , il quale sigla l’1-0 sull’invito di Vicente. Belle sensazioni dal Valencia, quando poi Villa ottiene un calcio di rigore, provoca (con una simulazione, maledetto) la seconda ammonizione di Juanma e segna dagli undici metri il 2-0, la partita è da considerarsi definitivamente chiusa.
Secondo tempo in scioltezza, con spazio per la doppietta di Villa, le giocate sontuose di Joaquin e il sigillo finale di Vicente. Mi son divertito.

I MIGLIORI: Quanto è pesata l’assenza di uno come Albelda! E’appena tornato da un infortunio di due mesi, ma gioca tutti i 90 minuti sui suoi ritmi, feroce nello sradicare i palloni e tatticamente fondamentale.
Quanto è importante il ritorno di Baraja! Geometrie, idee chiare, palla giocata di prima sugli esterni e splendido assist in profondità (“alla Baraja”) per il 3-0 di Villa. Il “Guaje”, molto disonesto nei confronti del collega Juanma nella simulazione del 2-0, torna finalmente al gol e fa la sua solita partita, ricca di guizzi su tutto il fronte d’attacco (ogni tanto si atteggia un po’ ad Henry della situazione), ribadendo le sue straordinarie qualità, non solo bomber dal grande fiuto, ma pure squisito attaccante di manovra (eccellente il lancio per Vicente che avvia l’azione dell’1-0 di Angulo) e grande trascinatore. Ficcante Vicente, manda in solluchero noi tutti la mezz’oretta disputata da Joaquin: va bene che la partita era già chiusa e in discesa, ma abbiamo visto di tutto, dai dribbling sul fondo ai lanci d’esterno, dallo stop volante raffinatissimo sempre con l’esterno del piede alle travolgenti percussioni palla al piede con cambio di ritmo devastante e avversari saltati come birilli. Peccato che di fronte a cotanto splendore la prima domanda che viene da farsi sia: ma fra quanti anni lo rivedremo giocare così?
Nel Deportivo, è piaciuto l’ingresso di Verdù (che ha perso il posto dopo essersi spento nelle ultime partite), che sa giocare a calcio eccome, lo dimostrano le ottime intuizioni in rifinitura.
I PEGGIORI: Malissimo tutto il Depor: in difesa Arbeloa, una delle rivelazioni in quest’inizio di stagione, frana sulla fascia destra, colpevole sul primo gol, dove Lopo si fa risucchiare da Villa. Lopo inoltre subisce anche un infortunio che a prima vista è parso abbastanza serio. Serataccia anche per Juanma, espulso per doppia ammonizione: il primo intervento su Silva è da delinquente, ma il secondo su Villa è sul pallone, e non c’erano né rigore né espulsione.
Disastroso il centrocampo, sopraffatto dalla prepotenza di Albelda e Baraja e gravemente deficitario nella costruzione del gioco: Coloccini non funziona più da mediano come ad inizio stagione, Sergio non mostra né dinamismo né idee.
Uno come Juan Rodriguez deve correre e basta, altro che giocare sulla trequarti.


Valencia (4-4-2): Cañizares 6; C. Torres 6,5, Albiol 6,5, D. Navarro 6, Cerra 6; Silva 6,5, Albelda 7, Baraja 7 (75'), Vicente 7; Angulo 6,5 (56'), Villa 7 (77').
In panchina: Butelle, Ayala, Joaquín 7 (56'), Tavano (77'), Viana 6 (75'), J. López, Pallardó
Deportivo (4-2-3-1): Aouate 6; Arbeloa 5, Lopo 5,5 (59'), Juanma 5, Capdevila 5,5; Sergio 5, Coloccini 5; Arizmendi 6 (68'), J. Rodríguez 5, Filipe 5,5; Riki 5 (51').
In panchina: Munúa, M. Pablo 5,5 (59'), Barragán, De Guzmán, Verdú 6,5 (51'), Adrián 6 (68')

Goles: 1-0 (9'): Angulo empuja un buen pase de Vicente; 2-0 (38'): Villa, de penalti; 3-0 (74'): Villa, regatea a Aouate tras pase de Baraja; 4-0 (90+'): Vicente, de tiro cruzado.
Árbitro: Delgado Ferreiro, del Col. Vasco. Expulsó a Juanma en el minuto 37. Amonestó a Lopo (32') y a Arbeloa (85').
Incidencias: Mestalla. 45.000 espectadores. Se guardó un minuto de silencio en memoria de la madre de Angulo, María Isabel Valderrey.

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6 Comments:

Anonymous Manuel said...

Vicente e Joaquin,se sono in forma e se infortuni e sfortune li lasciano in pace sono le due ali migliori d'europa insieme a cristiano ronaldo.
Vederli in ripresa è una ottima cosa per tutto il calcio,però questo joaquin,con tutto il rispetto per angulo non può fare panchina,deve essere inamovibile in qualunque squadra (vero,aragones???),questa deve essere la svolta,speriamo trovi continuità...

Il depor ormai non credo sia più da considerare un top club,i tempi dei 4-0 al milan e del calcio spettacolo hanno abbandonato La Coruna da parecchio tempo ormai,l'errore è stato,a mio avviso,non sfruttare quei 3/4 anni d'oro per investire seriamente,la squadra è progressivamente invecchiata e attaccanti come makaay o il miglior tristan non crescono certo sugli alberi...

Ciao.

8:35 PM  
Blogger valentino tola said...

Ciao Manuel,

Joaquin è un po' la mia disperazione: tecnicamente è uno dei giocatori che più mi esalta, ma troppo spesso gli mancano continuità e personalità (e Aragones, così come avviene con Reyes, non vede in lui un giocatore di cui fidarsi ciecamente).
L'esperienza al Valencia, anche se questa è la sua natura ed è difficile che cambi radicalmente attitudine, può servirgli parecchio, perchè probabilmente al Betis il fatto di essere il cocco di casa lo incentivava nella sua indolenza.
Comunque non ti preoccupare, quello di ieri era normale turnover: a destra non ha giocato Angulo (che ha fatto la punta) ma Silva, soluzione molto interessante quando si può accentrare col suo sinistro.
D'accordo con le tue preferenze sulle ali, però non dimenticherei Robben e, fra i nomi nuovi, Lennon del Tottenham (un razzo!) e Jesus Navas del Sevilla.

Il Deportivo dall'anno scorso ha iniziato un'operazione di risanamento radicale, per cause di forza maggiore. Per allestire quella grande squadra che tu hai evocato (paradossalmente dopo il 4-0 al Milan io ebbi già un po' la sensazione che si trattasse del canto del cigno, dell'ultima grande recita con cui si chiudeva un ciclo) il presidente Lendoiro aveva letteralmente dissanguato le casse societarie e per porre rimedio ha cominciato ad acquistare sempre meno giocatori e a cedere prima Makaay e poi successivamente tutti i veterani (restano solo l'infortunato Valeron, Sergio, Capdevila e Manuel Pablo che se ne voleva andare).
E' stato un ridimensionamento necessario e manifestamente affermato dalla società, che l'anno scorso ha ingaggiato uno specialista Caparros proprio per estrarre il massimo da una squadra dal potenziale ridotto e per lavorare su giocatori giovani e affamati. La passata stagione è stata di transizione, con gli ultimi gettoni dei vari Victor e Tristan, questo invece è il primo vero anno del nuovo progetto: tanti giocatori giovani, acquistati dalle filiali di Real Madrid e Barça o dalle serie inferiori, naturale una buona dose di inesperienza e discontinuità, ancora di più con una rosa di qualità non certo esaltante.
Il modello è quello del Sevilla: valorizzare i giocatori, rivenderli e crescere anno dopo anno (guarda che roba sabato: nel Real Madrid c'erano Reyes e Sergio Ramos, cessioni ricchissime che hanno contribuito a creare la squadra che ora guarda dall'alto le stelle di Capello).

9:19 PM  
Anonymous Manuel said...

Joaquin mi ricorda troppo Marcelo Gallardo,forse per questo ci sono così affezzionato...comunque al betis era discontinuo per demeriti altrui,quanto c'hanno messo per capire la bufala denilson?
Al valencia è un altra cosa,anche perchè non ha più 20 anni e rischia di finire fra i tanti "è bravo ma non si applica...".

Un altro esterno parecchio forte è Downing del middlesbrough,e tenere giù lui e lennon per far giocare beckham è la dimostrazione di come aragones non sia il solo bollito fra i vari ct...

Il Siviglia infatti sta facendo veramente bene,se pensiamo anche che fino a 4/5 anni fa lottavano per salvarsi si capisce che dietro c'è stata una programmazione e una gestione seria,mica come qualcun altro che si compra i giocatori che gli mancano per completare gli album di figurine...ecco perchè io quando il real perde non posso che esultare. :)

1:09 AM  
Blogger valentino tola said...

Sontuoso trequartista Gallardo,magari con una certa tendenza a deludere e sbracare sotto il profilo disciplinare nelle partite-chiave, tipo il Superclasico col Boca.
Però che classe, che assist! Se è stato poco in Europa è per colpa di quel mezzo allenatore che è Deschamps (pensa che Abramovich aveva il dubbio su chi prendere fra lui e Mourinho...): dopo il primo anno ottimo al Monaco (gran bella squadra con lui, Trezeguet e Giuly), è stato fatto fuori con l'arrivo dell'attuale allenatore della Juve: peccato, è un giocatore che ci potevamo godere molto di più in Europa.

Gran bel sinistro Downing, poi uno che a me piace moltissimo (dagli esordi nel Crystal Palace) è Routledge del Fulham, ma coll'infortunio dell'anno scorso, i cambi frequenti di squadra (prima Tottenham, poi Portsmouth e olra Fulham) si è un po' bloccato nella sua ascesa, e adesso al Craven Cottage è riserva.

P.S.: pARLANDO DI gALLARDO, mi ha fatto venire in mente un altro che ora se la passa male, coi problemi di alcool e il ritiro sempre più vicino, cioè il Burrito Ortega.
Detestabile individualismo, numerosi buchi nell'acqua nella sua carriera, però non ho mai visto una calciare la palla soavemente come fa lui.
Se vuoi, ti consiglio di cercare su Youtube il video "Top 10 del Burrito Ortega": io ancora devo capacitarmi di alcuni gol che gli ho visto fare...

1:31 AM  
Anonymous Manuel said...

Ortega,già alla Samp aveva dei colpi spettacolari,poi svaniva nel nulla e l'ho ritrovato durante olanda-argentina mentre piazzava una testata sul mento di van der sar.
La sua carriera si è chiusa lì purtroppo,da successore di maradona (aridajè,in argentina stanno fissati comunque),come dicevo prima,se nel calcio ci fosse qualcosa di simile a una giustizia divina nel calcio la sua fine sarebbe dovuta toccare a beckham,giocatore che personalmente detesto,invece il povero ariel,che le qualità le aveva eccome,s'è perduto in maniera tristissima...

"Deschamps"

Fortuna per abramovich che ha visto la finale di champions 2004 allora,dove mourinho gli ha letteralmente dato una lezione enorme,anche se poi da bravo francese ha cercato ogni scusa possibile e immaginabile...

10:01 AM  
Blogger valentino tola said...

No, per favore, non mi parlare di Beckham

11:10 AM  

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