lunedì, febbraio 05, 2007

VENTUNESIMA GIORNATA: Real Madrid-Levante 0-1: Salva.

Uno schifo simile è difficilmente concepibile anche nei peggiori incubi. Si è toccato il fondo, le bordate di fischi e lo sventolio di fazzoletti nel finale invitano il presidente Calderon a fare appello al proprio buonsenso e a dare le dimissioni. Calderon non ci pensa nemmeno a dare le dimissioni, perché pochi giorni fa una sentenza ha confermato la sua vittoria alle ultime elezioni, contestata dal ricorso dell’ altro candidato Villar Mir, e proprio adesso, penserà lui, viene il bello. Anche Capello le dimissioni non le darà, al massimo aspetta che lo licenzino perché così son costretti comunque a continuare a pagargli il suo lauto stipendio.
Attaccarsi al palo di Nieto, al rigore non fischiato a Van Nistelrooy oppure al fatto che il Madrid ha creato più del Levante e che gli ospiti hanno segnato nella loro unica occasione suonerebbe quantomeno ridicolo. Ci vuole davvero grande impegno per perdere al Bernabeu contro un rivale così modesto.
Okay, grande azione quella di Kapo nell’ occasione del rigore, ma il Levante non riesce a tenere il pallone più di due secondi e anche se pressa con generosità, la coordinazione fra i reparti lascia spesso a desiderare. Insomma gli spazi sulla trequarti si creano (l’unico che ne approfitta, fino a quando non si stufa anche lui, è Higuain), c’è tutto il tempo del mondo a partire dal gol di Salva, ma il Real Madrid fa tutto da solo, senza chiedere aiuto all’ avversario.
Le fasce non esistono, nessuno si assume la responsabilità di venire a prendersi il pallone ed impostare (Gago è assente, torna Guti assieme agli altri due “vecchi” Salgado e Raul, e gli effetti non tardano a farsi notare), tutti si allontanano da chi porta palla, così i accumulano lanci su lanci, si va sempre a sbattere al centro e le imprecisioni si sprecano da una parte e dall’ altra.
Nel secondo tempo il Madrid prova a metterci più grinta, solo quella però. Capello cerca di risolvere il problema delle fasce inserendo Robinho, ma il brasiliano (che prima di crossare deve sempre fare trecentomila finte inutili) non fa in tempo a guadagnarsi l’ ennesima insufficienza perché costretto da un infortunio ad uscire anticipatamente. Entra Nieto (richiamato in fretta e furia da Capello dalla trasferta col Castilla pur di non doversi portare in panchina Beckham) che va a destra e migliora le cose, anche solo per il semplice fatto di offrire un punto di riferimento effettivo a chi imposta l’ azione. Il canterano ha voglia e sa come muoversi, trova un bell’ inserimento ma la sua conclusione finisce sul palo. Sarebbe stato un premio meritato per Nieto, ma non sarebbe stato per nulla giusto mitigare con un punticino la realtà di un Real Madrid allo sbando, che da tempo andrebbe rifondato.

I MIGLIORI: Kapo è decisivo nell’ azione del rigore, l’ unico che spicca per classe in questo poverissimo Levante. Trattiene palla fino all’ ultimo, come fanno i giocatori bravi, quelli che sanno tenere sulla corda i difensori avversari, dal fondo serve l’ inserimento di Tommasi, fallo di Diarra e calcio di rigore. Rigore con cui Salva inaugura al meglio la sua nuova avventura nel Levante. Inutile dire che dalle performances realizzative dell’ ex Malaga dipenderà una buonissima parte delle chances di salvezza del Levante. Camacho è il punto di riferimento a centrocampo, il giocatore più continuo quest’ anno del secondo club di Valencia. Ottimo in interdizione, molto intelligente e sempre presente nel cuore dell’ azione: ingiustamente quest’estate volevano scaricarlo. Accanto a lui Tommasi, col dinamismo che tutti conosciamo. Procura il calcio di rigore, non era considerato molto da Lopez Caro, mentre con Abel Resino è diventato da subito titolare fisso.
Fra i meno peggio del Madrid ci sono Helguera e Sergio Ramos, che sono fra i pochi in generale a salvarsi in questa stagione. Anche Nieto perlomeno porta un po’ di freschezza, privo di quei condizionamenti psicologici che attanagliano molti dei suoi compagni. Higuain dura solo per il primo tempo, ma è l’ unica risorsa del Madrid coi suoi controlli a seguire, il suo gioco veloce, elegante e pungente alle spalle dell’ unica punta. Crea un azione sulla quale Raul manca il tap-in, salta l’ uomo e si offre tagliando alle spalle dei difensori del Levante, ma progressivamente si spegne e si adegua all’ andazzo generale, ancora di più quando nel finale va a fare l’ esterno sinistro.
I PEGGIORI: Indecente Guti, non era opprortuno ovviamente che Calderon facesse quelle dichiarazioni, ma “promessa di 31 anni” è una definizione indiscutibilmente calzante. Se facciamo un confronto con l’ attitudine di Gago, viene da mettersi le mani nei capelli. L’ argentino potrà anche sbagliare, ma sin da subito si è assunto le sue responsabilità, viene a prendersi il pallone, si offre ai difensori, cerca di dare un ritmo e un’ impronta al gioco. Guti si assenta, compie errori di deconcentrazione e tira sempre indietro la gamba. Obbliga i difensori al lancio lungo e abbandona a sé stesso Diarra. Il maliano compie un fallo vistosissimo sul rigore e, costretto ad impostare, sbaglia tutto quello che può.
Raul mette tristezza, ancora di più quando è uno dei pochi a non tirarsi mai indietro. Quel suo inseguire il pallone ovunque, in sé ammirevole, sottolinea ancora di più la sua condizione attuale di mediocrità. Parte da esterno, non incide da nessuna parte. Porta troppo palla, la controlla in modo approssimativo, quasi sempre impreciso. Non si merita tutto questo. Van Nistelrooy nel secondo tempo prova ad allargarsi sulla fascia destra, perché non ci sono altri a farlo al suo posto, si procurerebbe anche un rigore, ma è un periodo in cui non solo non vede la porta, ma in cui fatica anche a costruirsi occasioni chiare. Reyes infine, lo nomino e basta, non c'è altro da aggiungere.

AZIONI SALIENTI

Real Madrid (4-4-2): Casillas 6; Salgado 5,5, Helguera 6, Sergio Ramos 6, Torres 5,5; Raul 5,5, Diarra 5, Guti 4,5, Reyes 4,5 (1’ s.t. Robinho s.v.; 26’ s.t. Nieto 6,5); Higuain 6,5, Van Nistelrooy 5,5.
In panchina: Diego Lopez, Minambres, Pavon Mejia, Emerson.
Levante (4-4-1-1): Molina 6,5; Manolo 6, Dehu 6, Alexis 6,5, Rubiales 5,5; Riga 6,5, Tommasi 6,5, Camacho 6,5, Robert 6 (21’ s.t. Ettien 6); Kapo 7 (36’ s.t. Berson s.v.); Salva 6,5 (42’ s.t. Reggi s.v.).
In panchina: Cavallero, Descarga, José Serrano, Nino.

Gol: Salva, rig. 10’.
Arbitro: Alvarez Izquierdo. Ammoniti: Sergio Ramos, Torres, Diarra per il Real Madrid; Molina, Manolo, Tommasi ed Ettien per il Levante.

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1 Comments:

Anonymous Manuel said...

Ormai mi passa pure la felicità di commentare le disfatte di questo set pubblicitario chiamato real madrid...dico davvero,ormai non so più che dire,come infierire,quale errore criticare per non essere ripetitivo.
Capello stavolta andrà incontro alla dimostrazione di quanto sia sopravvalutato come allenatore,almeno questa me la godrò appieno.

10:38 PM  

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