giovedì, settembre 27, 2007

QUINTA GIORNATA: Barcelona-Zaragoza 4-1: Messi (B); Messi (B); Zapater (Z); Iniesta (B); Deco (B).

MostroBarça. Il Zaragoza è squadra ben più aperta del Sevilla di sabato, anzi diciamo pure che senza palla è un disastro: non pressa l’ avvio dell’ azione, copre male il campo (il centrocampo a rombo lascia i terzini in costante situazione di uno contro uno con Messi ed Iniesta) e lascia molti spazi fra difesa a centrocampo per gli inserimenti a piacere dei trequartisti blaugrana. Non si tratta quindi di un match di scacchi, si tratta solo di giocare a pallone, e lì se lo lasci fare il Barça è impareggiabile.
L’ illusione di una partita giocata alla pari dura giusto dieci minuti, quando gli ospiti rispondono all’ immediato vantaggio di un allucinante Messi prima con un bel palo di Diego Milito e poi con un ancor più bel gol di Zapater, destro dal limite dell’ area al termine di un’ ottima azione manovrata fra Juanfran, Oliveira ed Aimar. Ma immediatamente dopo ancora Messi fa il 2-1, e di lì in poi inizia lo show del Barça: quattro gol tutti in un primo tempo di calcio vertiginoso, e goleada storica scampata per miracolo dall’ impresentabile Zaragoza.
Il Barça di ieri sera ha ben poco a che spartire con quello irritante ed imbolsito dell’ anno scorso: un’ altra storia in termini di fame, spirito di sacrificio, intensità, e coesione. Aggiungendo poi una condizione atletica brillante ed una serata di assoluta ispirazione di tutti i maggiori talenti (pure Henry ha mostrato netti progressi, però il gol per lui sembra una maledizione), oltre alla tenerezza del Zaragoza, ne scaturisce un’ ondata che spazza via tutto. Sbalorditiva fluidità di gioco: azione che non ristagna mai, ma scorre da un giocatore all’ altro sempre con limpida precisione, coronata da incontrollabili accelerazioni negli ultimi metri.
Tutti si aiutano, tutti offrono l’ appoggio, e i costanti inserimenti sulla trequarti di Messi, Deco e Iniesta incendiano il Camp Nou: i conti vengono interamente sistemati nel primo tempo (da manuale il gol del 3-1 di Iniesta), facendo del secondo una mera passerella per i talenti locali: Messi (pallonetto alto di poco dopo triangolazione volante di gran classe con Deco) ed Iniesta (palo su rasoiata di controbalzo dalla lunga distanza) sfiorano un altro paio di golazos, ma forse non è il caso di infierire.
In chiusura, brutte notizie dall’ infermeria: per il Barça, con l’ infortunio muscolare a Zambrotta, ma molto di più per il Zaragoza, che rischia di dover fare a meno tutta la stagione di un giocatore come Matuzalem, importantissimo nel suo nuovo progetto.

I MIGLIORI: Di Messi ho già detto tutto quello che c’ era da dire, mi concentro quindi su un Iniesta in condizioni di forma stupefacenti: ha un cambio di ritmo devastante, e fa praticamente quello che vuole degli avversari. Sulla sinistra dell’ attacco, ha responsabilità quasi esclusivamente creative, può svariare col massimo profitto, ed in questo momento il confronto con Ronaldinho lo vede chiarissimo vincitore, come spunto, come mobilità e come ispirazione: deve giocare lui, l’ azione d’ attacco diventa nettamente più incisiva.
Splende anche l’ enciclopedico Deco, trascinatore a tutto campo: due assist ed una partecipazione decisiva nel 4-1 di Marquez, che ribatte a porta vuota una sua punizione deviata sul palo da César. Esemplare dello spirito ritrovato dal Barça la sua vicenda: discontinuo l’ anno scorso, relegato in panchina all’ inizio di questa stagione, si è riconquistato di forza il posto fra i titolari, tornando a palesare tutta la sua indispensabilità (il centrocampo è molto più quadrato con lui invece che con la coppia Xavi-Iniesta). Un altro giocatore tornato imprescindibile è Marquez, eccellente leader difensivo e pezzo unico nella rosa per la sua capacità di impostare l’ azione dalle retrovie, qualità fatta valere anche ieri sera.
I PEGGIORI: Quello del Zaragoza è un naufragio collettivo, difficile individuare responsabili principali.

AZIONI SALIENTI

Barcelona (4-3-3): Valdés 6; Zambrotta s.v. (Oleguer 6, min. 21), Márquez 7, Gabi Milito 6,5, Abidal 6,5; Xavi 6, Touré 6,5, Deco 8 (Giovani s.v., min. 73); Messi 8 (Bojan s.v., min. 83), Henry 6, Iniesta 8.
In panchina: Jorquera, Sylvinho, Thuram, Ezquerro.
Zaragoza (4-3-1-2): César 6,5; Diogo 5, Sergio 5, Pavón 5, Juanfran 5,5; Zapater 6, Luccin 5 (Gabi 5, min. 46), Matuzalem 5 (Chus Herrero s.v., min 54); Aimar 5,5; Oliveira 5, Diego Milito 5,5 (Sergio García, min. 58).
In panchina: Lopez Vallejo, Paredes, Celades, D’ Alessandro.

Árbitro: Velasco Carballo (comité madrileño). Amonestó con cartulina amarilla a Touré (min. 50), Márquez (min. 58), Diogo (min. 63), Chus Herrero (min. 68) y Gabi (min. 73).
Goles: 1-0, min. 5: Messi. 1-1, min. 10: Zapater. 2-1, min. 11: Messi. 3-1, min. 22: Iniesta. 4-1, min. 46: Márquez.
Incidencias: partido correspondiente a la quinta jornada de Liga, disputado en el Camp Nou de Barcelona ante 70.676 espectadores

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18 Comments:

Blogger Kerzhakov 91 said...

Ho visto l'intera partita eccetto il primo quarto d'ora, Barça davvero strepitoso, quando gioca così è troppo forte per qualunque squadra.
Su Messi la penso esattamente come te, lo considero già il giocatore più forte del mondo, così come l'attuale Iniesta non è neanche paragonabile a Ronaldinho, un giocatore che da un anno a questa parte non fa altro che trotterellare per il campo, segnando solo su calcio piazzato e regalando qualche assist una volta ogni tanto.
Un altro giocatore che sta impressionando notevolmente è Abidal, probabilmente il miglior terzino sinistro che ci sia in circolazione.

Chiudo con il rammarico per il brutto infortunio subito da Matuzalem (che brutta entrata di Yaya Touré però...), un mio pupillo, davvero un peccato. Chi lo sa, forse è la "punizione divina" per essere scappato da Donetsk...

2:41 PM  
Blogger valentino tola said...

Brutta entrata, certamente: forse più per foga che per cattiveria, ma sempre brutta resta.

Con Iniesta al posto di Ronaldinho l' attacco ha più mobilità e ha il cambio di ritmo sulla trequarti. Ora voglio verificare quanta profondità avrà il Barça nella partita col Levante, che dovrebbe giocare molto abbottonato.
Abidal è portentoso, Messi, beh, Messi... Il confronto con Kakà lo faccio su questo piano: i gol che Kakà fa in azione individuale li fa a campo aperto e in contropiede (contro Fenerbahce e Celtic), quelli di Messi invece, vedi Getafe e non solo, sono con la difesa avversari schierata! Mi sembra un' aspetto importante da sottolineare.

3:20 PM  
Anonymous Anonimo said...

sul Barça ogni parola è superflua, e hai ragione: Yaya è entrato male male male...

ps. ma Vukic sta ancora a Donetsk?

marco

3:24 PM  
Blogger valentino tola said...

Sì, è ancora allo Shakhtar.

3:36 PM  
Anonymous Edo14 said...

Kakà e Messi non mi sembrano giocatori paragonabili, hanno caratteristiche completamente diverse. E poi Messi è più attaccante, Kakà più trequartista, un confornto tra di loro mi sembra quasi ingiusto.

Touré ha fatto un'entrata da assassino, dovrebbe vergognarsi. E il fatto che non abbia preso il rosso la dice lunga sugli arbitraggi in Spagna.

Comunque ieri grandissimi gol in Liga: il Kun, Forlan, Rossi, Messi, Zapater...

4:54 PM  
Blogger valentino tola said...

Il confronto lo propone il Pallone d' Oro, poi insomma hanno caratteristiche diverse ma non è che giochino in zone di campo così tanto distinte: Messi qualche metro più avanti, va bene (anche se può giocare pure dietro due punte), ma tutti e due son comunque giocatori che hanno il compito di creare la superiorità numerica sulla trequarti (e tra l' altro hanno in comune il fatto di non essere eccezionali come rifinitori). Per me Messi è più bravo a crearla, tutto qui.

5:09 PM  
Anonymous Anonimo said...

MESSI DA PALLONE D'ORO ..........SENZA DUBBIO .


HALA MADRID !!!!!!!

criiiiiiiii

6:34 PM  
Anonymous Anonimo said...

la differenza tra Messi e Kakà secondo me è soprattutto tattica;
Kakà parte quasi sempre centrale o largo a sinistra, ed è molto più contropiedista; in più, può dialogare poco sulla trequarti: ok con Seedorf, ma Pirlo rimane sempre trenta metri dietro e gli attaccanti (Inzaghi e Gilardino) non sono granchè in questo;

Messi parte nel 90% dei casi largo a destra, e ha la "fortuna" di scambiare palla al limite dell'area con Henry, Ronaldinho, Iniesta e Deco....

ps. insomma un bel 4-3-3 con loro due ai lati, centravanti può giocarci anche Aristoteles

marco

12:24 AM  
Blogger valentino tola said...

Ma guarda che Aristoteles era fortissimo: te li ricordi i due gol-salvezza che faceva all' Atalanta, e la punizione sul campo della Roma alla prima giornata (poi la Roma aveva vinto 5-1, ma non era certo colpa di Aristoteles). Insomma, altro che Henry, già ce lo vorrei al Barça...

Comunque, è importante quello che dici giustamente di Kakà: "è più contropiedista". Ecco, io avrò sempre una preferenza per quelli che dribblano in spazi stretti, perchè le grandissime squadre son quelle che trovano sempre squadre molto chiuse, e i grandissimi giocatori son quelli che scardinano le difese chiuse. Messi è di gran lunga il migliore del mondo in questo aspetto, in un fazzoletto ti fa cose incredibili. E' il giocatore più decisivo al mondo, quello che veramente in qualunque momento ti può risolvere la partita. Kakà è fenomenale, intendiamoci, ma per lui valgono dei distinguo che per Messi non valgono.
E' vero che Kakà è più trequartista, però per restare in un ambito familiare ad Edo, non è come confrontare Yeste con Aduriz o Guerrero e Urzaiz, Kakà e Messi son giocatori che coprono zone diverse ma che hanno molte funzioni in comune.
In queste funzioni, cioè creare superiorità numerica sulla trequarti e inventare le giocate decisive per la loro squadra, il confronto può essere posto, e per me vede Messi superiore.

12:48 AM  
Anonymous Anonimo said...

d'accordo con te praticamente su tutto;
Messi sullo stretto, sul "breve", è il n.1 al mondo, come lo è altrettanto Kakà sul "lungo";
aggiungo che il brasiliano paga una struttura di squadra meno esaltante (come filosofia) di Messi:
il Milan in vantaggio gestisce la palla piuttosto basso, rallenta spesso il ritmo (con la coppia Ambrosini-Gattuso che vuoi costruire?), e lo lascia isolato in avanti, insomma ti schiaccia raramente;

il Barça con in mezzo due tra Xavi, Iniesta e Deco giostra lunghi tratti della partita al limite dell'area avversaria, e lì Messi asfalta tutti a occhi chiusi

marco

1:10 AM  
Blogger valentino tola said...

Certo, conta anche il contesto di squadra.

1:14 AM  
Anonymous Anonimo said...

in campionato il Milan fa giocare spesso Kalac, Cafu, Favalli, Brocchi, Gourcuff..
insomma decine di riserve davvero mediocri, "tanto poi sulla trequarti ci pensa Kakà ad inventare qualcosa"

il Barça è cento volte più organizzato in funzione spettacolare

marco

1:34 AM  
Blogger valentino tola said...

Il Barça storicamente è una delle poche squadre che gioca sempre nella stessa maniera, qualunque sia l' avversario è il risultato. Normalmente chi va in vantaggio, anche squadre teoricamente offensive, preferisce arretrare un po' e cercare il contropiede, il Barça invece si difende col possesso-palla, al massimo rallenta i ritmi, ma per filosofia cerca di non cedere mai terreno e pallone agli avversari.

2:17 AM  
Anonymous CristianPulina said...

Bravissimo post amico.

é stata una bellissima partita,con un Barcellona che era quello che aspettabamo da anno e mezzo fa.

Una circolazione di palla molto veloce,grazie anche a un Saragossa che ci ha lasciato troppo spazi.

Strepitoso Messi,bravissimo Deco,fortissimo Toure(anche a me mi dispiace quella assurda punizione sopra matuzalem che lo é infortunato per due messi),spetacolare Iniesta che adesso si e giocando in una posizione che sempre ho detto che é la sua.

Adesso debbiamo lavorare cosí forte partita a partita,rispetando a tutte le squadre,e cercando di dare il massimo possibile in ogni partita.

Saluti Vale!!

3:31 AM  
Anonymous Anonimo said...

Messi è incredibile,che a 20 anni sia già così decisivo è spaventoso,io me ne ero innamorato al mondiale under20 e l'avevo pronosticato come miglior giocatore del mondo nel 2010(con i miei amici che si facevano beffe di me),beh mi sbagliavo alla grande,penso lo sia già adesso!
Poi mi fanno ridere certi commenti letti su alcuni forum,dove qualcuno lo considera il giocatore più sopravvalutato del mondo(probalminte un consumatore di allucinogeni) o che ancora credono alla favola che in italia non farebbe quelle cose e che se gli si mettesse un difensore fisico addosso(tipo materazzi) non toccherebbe palla,mah...

Vetriolo

10:33 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Cristian
Eh sì, ti va riconosciuto, tu hai sempre invocato per Iniesta questa posizione più avanzata. Sta dando una scossa eccezionale all' azione offensiva del Barça, gioca a ritmi molto più alti dell' ultimo Ronaldinho, negli ultimi metri imprime accelerazioni difficilmente controllabili, alternando scambi di prima ad azioni palla al piede (e qui, sembrerà strano, mostra più sicurezza e un miglior spunto nell' uno contro rispetto a Ronaldinho, spesso guadagna il fondo come un' ala pura).
Dell' ultima partita mi è piaciuto anche il movimento e il crescente affiatamento col resto della squadra di Henry. Comunque, vediamo ora col Levante, è molto più scarso del Zaragoza, ma dovrebbe lasciare meno spazi.

@ Vetriolo
Messi mi insospettì già nei suoi primi minuti nella Liga, a Montjuic nel derby con l' Espanyol: al primo pallone che tocca, ne evita un paio rientrando da destra verso il centro e mette un bel passaggio in profondità... poi come te sono impazzito al mondiale Under 20, dove lo seguii in tutte le partite. Già nella prima con gli U.S.A., dove Pancho Ferraro lo fece incredibilmente partire dalla panchina, giocò un secondo tempo sbalorditivo, tra l' altro nella posizione di trequartista in un 4-3-1-2 dietro Vitti ed Oberman. Tra l' altro ho un ricordo divertente di quel match: negli U.S.A c' era Adu, che il telecronista Savelli esaltava ad ogni controllo azzeccato. Quando poi entrò in scena Messi, a Savelli scappò questa frase: "molto interessante questo Messi, ricorda un po' Adu"...
Nelle partite successive giocò come seconda punta in un attacco atipico con Oberman nel 4-4-2. Vinse il mondiale quasi da solo (decisivo anche il contributo di Aguero in finale): determinante nel difficilissimo ottavo con l' ottima Colombia, impressionante nei quarti quando da solo liquidò una Spagna che era collettivamente superiore all' Argentina, ancora una volta decisivo nella semifinale classica col Brasile (un Brasile però abbastanza scialbo).
Curiosa questa storia che contro difese italiane non farebbe nulla: ma non era al Trofeo Gamper che al primo pallone toccato mandò al bar in un colpo solo Cannavaro e Birindelli? E non era lì che la grande stampa italiana "scoprì" il giocatore?
Queste favolette son divertenti ma alla lunga annoiano: ad esempio qualche poco tempo fa sentivo a "Mondo Gol" (che purtroppo devo guardare per i gol) i Due Incorreggibili riflettere sullo scambio di giocatori fra Spagna e Italia. Dicevano che mentre in Italia quasi tutti gli spagnoli avevano fallito (vero), in Spagna gli italiani andavano bene (non ci son solo Carboni, Moretti e Rossi: dovrebbero ricordarsi di Venturin, Coco, Fiore e Corradi o accorgersi delle prestazioni molto al di sotto delle attese dei campioni del mondo Cannavaro e Zambrotta) perchè era un campionato più facile e le squadre non pressano.
Ora, se dici che in Spagna non si pressa ad allenatori come Mendillibar, Emery, Marcelino o Caparros, tanto per fare alcuni nomi, credo che la loro reazione sia come minimo quella di mangiarti vivo! Il Valladolid domenica scorsa pressava poco in effetti...
La verità è che il livello tattico della Liga è altissimo: non lo confronto con gli altri campionati perchè non li seguo con uguale attenzione, però insomma il livello medio si evince anche dalla competititività delle squadre in Uefa.
Anzi, il rischio è quello di un tatticismo esasperato, come l' anno scorso, dove la qualità di gioco fu in generale molto bassa. Quest' anno, almeno viste le premesse di queste prime giornate, fortunatamente sembra che ci sia più voglia di giocare a calcio: potrebbe essere una Liga stupenda.

1:25 PM  
Anonymous Anonimo said...

Jacopo Savelli, noto incompetente...
quando fa la Liga su Sky è uno spasso involontario (urla come un pazzo ad ogni tiro in porta, bisogna abbassare il volume)

In effetti il livello tattico della Liga è molto alto, anche nelle squadre minori;
paradossalmente solo il Real Madrid non è granchè in questo aspetto, e tende spesso ad improvvisare.

In Italia non c'è più tatticismo: semmai c'è più paura di perdere; ormai in serie A le punte marcano a uomo i registi avversari,
in più non sforniamo più terzini (o esterni alti) in grado di arrivare sul fondo e crossare (tanto gli allenatori sulle fasce piazzano ex-stopper, bloccati là dietro).

La storia poi che "Materazzi non fa toccare palla a Messi" può essere solo una frottola per tenere buoni gli interisti; secondo me, al quinto dribbling stretto Materazzi ordina un Aulin...

marco

2:12 PM  
Blogger valentino tola said...

Però come terzini d' attacco l' Italia va molto meglio della Spagna: Zambrotta, Oddo, Grosso, la Spagna ha Sergio Ramos, che non è neanche uno specialista, poi i vari Angel, Capdevila, Pernia che non entusiasmano. In attesa di Del Horno, ci sarebbe a sinistra José Enrique, ma Aragones l' ha sempre ignorato, poi ora che è al Newcastle è ancora più difficile. Adesso stanno facendo bene Mané e Bruno dell' Almeria.

Comunque il punto è che in Italia non esistono più le ali, quindi il peso dell' azione offensiva nella maggior parte dei casi ricade sui terzini, vedi ad esempio Milan e Inter. In Spagna invece giocano quasi tutti col 4-4-2 o 4-2-3-1 e ci sono i vari Joaquin, Navas, Adriano, Simao etc.. Però proprio Zaragoza e Barça per le loro caratteristiche danno grande importanza alla spinta dei terzini, e il Barça, lo abbiamo detto tante volte, deve migliorare molto nel supportare Messi sulla destra. Ora torna Puyol, qualcuno parla addirittura di un suo ritorno al vecchio ruolo di terzino destro (visto l' affiatamento della coppia Marquez-Milito e l' infortunio di Zambrotta, un mese fuori): non credo che Carles adori il ruolo, però probabile che ci debba giocare qualche partita, perchè col solo Oleguer la vedo dura e perchè il turnover sarà importante quest' anno (però l' esigenza del turnover si blocca un po' quando ci si accorge che al momento attuale ci sono quattro giocatori difficilmente sostituibili, senza i quali il Barça perderebbe molta della sua solidità attuale, e cioè Deco, Marquez, Touré e Abidal).

3:30 PM  

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