lunedì, aprile 21, 2008

TRENTATREESIMA GIORNATA: Athletic Bilbao-Valencia 5-1: autorete Albiol (A); Llorente (A); Llorente (A); Villa (V); Iraola (A); Aduriz (A).

Disfatta, massacro, “Koemanicidio”. Sfida senza storia, inevitabile quando si affrontano un morto che cammina, il Valencia, e una squadra che scoppia di salute, ovvero l’ Athletic che, tentativo dopo tentativo, Joaquín Caparros è riuscito a traghettare, finalmente e definitivamente, oltre le miserie degli ultimi due anni.
I Leoni ora sono compatti, ben organizzati, convinti e reattivi, non ammucchiano più gli uomini davanti al portiere ma dispongono ordinati e solidali dietro la linea della palla, e quando ribaltano l’ azione cominciano a ricordare sempre di più il vecchio Sevilla di Caparros per la verticalità e la scioltezza delle transizioni offensive, in alcuni momenti sviluppando persino un calcio gradevole.
Sul Valencia, diciamo che il rischio-retrocessione è ora serissimo: credevo che la depressione del Zaragoza potesse servire a mantenere un buon margine di sicurezza, ma ora gli aragonesi, rinfrancati dalla vittoria sul Recre, sono a soli due punti, anche il Recre è lì e il calendario recita tappe assai complicate da qui alla fine: prima l’ Osasuna al Mestalla, che sta un punto sopra e che fuori casa è noto per la spigolosissima condotta di puro ostruzionismo (speculerà sul pareggio, giocherà col tempo e con i nervi del Mestalla: saranno novanta minuti lunghi una vita), poi ci sarà anche il Barça al Camp Nou. Su Koeman non ci sono più commenti: sembra che ogni sua mossa sia sempre la peggiore per la squadra, raramente si è visto un tecnico capirci così poco. Onestamente dovrebbe essere lui per primo a fare un passo indietro, la situazione non può invitare ad altre conclusioni.

Indigeribile 4-1-4-1 (o 4-3-3 fasullo, come preferite) per il Valencia, confermata la coppia atipica della mediana bilbaina Javi Martinez-Yeste (un cursore+un fantasista), la soluzione migliore dopo l’ infortunio di Orbaiz fino a fine stagione e in attesa del grande ritorno dalla squalifica di Gurpegi, fissato per la prossima sfida del Bernabeu (Caparros ha già annunciato che partirà titolare).
Il primo quarto d’ora è di paralisi, l’ azione ristagna a centrocampo senza sortite significative e accelerazioni delle due squadre. All’ Athletic tutto gira bene però di questi tempi, e così l’ episodio che sblocca la contesa, al 18’, capita proprio ai padroni di casa: Llorente, appena dentro l’ area e spalle alla porta, scarica sull’ accorrente Javi Martinez, la cui non irresistibile conclusione trova la provvidenziale deviazione di Albiol, che spiazza in pieno Mora, stranamente titolare al posto di Hildebrand.
Da qui in poi gara in discesa per l’ Athletic, che la controlla tranquillamente nella sua metacampo per poi lanciare ficcanti contropiedi condotti soprattutto da Etxeberria. Il Valencia è sconsolante, e la formazione scelta da Koeman è francamente una violenza alla logica: con un attaccante della tipologia di Villa abbandonato davanti e aggiungendo pure l’ assenza di Silva, non si capisce proprio come Koeman possa relegare in panchina Banega e consegnare il centrocampo al piattume del trio Maduro-Marchena-Baraja, incapace di creare discontinuità sulla trequarti, di allacciarsi con l’ attacco e di uscire dalla logica inconcludente del passaggio orizzontale o del lancio lungo a mo’ di preghiera verso gli attaccanti (gli attaccanti? Villa in cella d’ isolamento…). Vedere il Valencia giocare un pallone pericoloso nei pressi dell’ area avversaria ha il sapore del miracolo, perché la verità è che gli ospiti molto semplicemente NON SANNO AVANZARE.
Praticamente un tempo buttato via senza nemmeno giocare per l’ inettitudine del proprio tecnico, e questa mia pesante opinione la conferma lo stesso Koeman, che nel secondo tempo rivede tutto e opera le correzioni più logiche, togliendo il centrocampista di troppo, Maduro, e il più scarso dei ventidue in campo, Arizmendi, inserendo Joaquin e affiancando Morientes a Villa.
Non si ha però il tempo di valutare gli effetti di questi cambi, perché appena iniziata la ripresa l’ Athletic raddoppia, con Llorente che brucia il difensore avversario deviando in spaccata un servizio rasoterra di Etxeberria. Solo fra il 2-0 e il 3-0 il Valencia ha qualche accenno di forcing, ma il terzo gol, ancora di Llorente (in due riprese) apre la strada allo show zurigorri. Solo la punizione di Villa per il 3-1 (con deviazione decisiva della barriera) lo inframmezza, poi chiudono la mattanza Iraola (soddisfazione meritata) e il subentrato Aduriz nel recupero.

I MIGLIORI: Llorente è cresciuto: rapporto orrendo con Clemente, anonimato con Mané, il suo incrocio con Caparros ha confermato tutta l’ abilità del tecnico utrerano nello svezzare i giovani talenti. Con lui Llorente sembra finalmente un punto di riferimento, bravissimo a controllare il pallone spalle alla porta, e anche più incisivo sotto porta (9 gol finora). Ricordo sempre che gli arieti spagnoli di livello non sono tanti (ed è una variante che manca al gioco della Seleccion): magari adesso è presto, ma per Sudafrica 2010…
Grande prestazione di Etxeberria, dà l’ assist in tre dei cinque gol: io l’ ho sempre preferito come seconda punta con libertà d’ azione dietro il centravanti più che da ala, è sempre molto mobile e vivace, svaria su tutto il fronte d’ attacco ed è incisivo nelle sue percussioni.
Gravissima irregolarità non riscontrata dall’ arbitro: la partita andava annullata, perché l’ Athletic in realtà giocava in dodici. Javi Martinez infatti vale per due: dappertutto, divora da solo la metacampo questo mediano dalle risorse atletiche sbalorditive, altro giocatore che in questa stagione sta esplodendo in tutta la sua personalità.
I PEGGIORI: Non credo sia tanto il caso di fare il nome di questo o quello…

Athletic (4-4-1-1): Armando 6; Iraola 7, Ustaritz 6,5, Amorebieta 6, Koikili 6; Susaeta 6,5, J. Martínez 7, Yeste 6 (46'), Gabilondo 6 (84'); Etxeberria 7, Llorente 7 (72').
In panchina: Aranzubia, Expósito, Prieto, Murillo, Garmendia 6,5 (46'), D. López s.v. (84'), Aduriz 6,5 (72')
Valencia (4-1-4-1): Mora 6; Miguel 6, Albiol 4,5, Alexis 5, Caneira 5,5; Arizmendi 5 (46'), Maduro 4,5 (46'), Marchena 5, Baraja 4,5, Mata 5,5 (70'), Villa 6.
In panchina: Guaita, Sunny, Edu s.v. (70'), Joaquín 5,5 (46'), Banega, Morientes 5,5 (46'), Zigic.

Goles 1-0 (18'): Albiol desvía un remate de Javi Martínez. 2-0 (48'): Llorente; 3-0 (65'): Llorente. 3-1 (74'): Villa, en golpe franco que toca Amorebieta. 4-1 (84'): Iraola. 5-1 (92'): Aduriz.
Árbitro: Rubinos Pérez. Colegio Madrileño. Amonestó a Susaeta (45'), Caneira (46') y Marchena (67').
Incidencias: San Mamés. 36.000 esp.


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3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Purtroppo, Valentino, ci avevamo visto giusto nel manifestare una certa perplessità rispetto alla scelta di Koema da parte del Valencia...
Spero che la Copa del Rey non basti a giustificare la conferma di un allenatore che non ha mai dato l'impressione di aver capito il materiale umano a disposizione e confermato enormi limiti nel gestire tatticamente la squadre e soprattutto le situazioni psico-fisiche difficili (memorabile lo scudetto quasi perso con il PSV la scorsa stagione).
Chiaro che uno come Mourinho sembra destinato a rimanere un sogno (e Lippi secondo me non sarebbe adatto all'ambiente e alla mentalità del club), ma è indubbio che al Valencia serve un allenatore vero e importante.
Tu per chi propenderesti? Un emergente stile Marcelino o Laudrup oppure un tecnico proveniente dai campionati esteri? Un amico di Manchester mi ha parlato di contatti certi con Queiroz, ma mi sembra una bufala colossale. Marcello

12:25 PM  
Anonymous Anonimo said...

grande javi martinez. lo voglio a madrid (sponda rojoblanca). Con raul garcia farebbe una bella coppia, fisica e abbastanza tecnica, un po' alla sivilla. Scandalo poi che aragones onon li guardi nemmeno questi due, secondo me tra i migliori del campionato (almeno tra i più continui, da quanto leggo).
cespo

2:54 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Marcello
A me basta che sia bravo :)

Non so se Lippi non sia adatto, in realtà il Valencia è il club che storicamente ha il rapporto più consolidato col calcio italiano. Poi Lippi ha il pregio (come pochi altrio tecnici a livello mondiale)dell' intelligenza, della flessibilità e della capacità di adattarsi alle situazioni: non è dogmatico, e propone un calcio per me molto più digeribile di quello di un Capello (tanto per fare un nome). Va bene, non è simpaticissimo (quanti nanosecondi ci metterebbe a mandare a quel paese il primo giornalista locale?), però se l' ipotesi fosse seria ci metterei la firma, come no!

Queiroz è un' incognità: al Real Madrid gli avevano consegnato una squadra illogica e squilibrata, e per forza di cose era una marionetta nelle mani di Florentino (considerando le modalità della cacciata di Del Bosque e la decisa sterzata che l' allora presidente madridista impose con la campagna acquisti di quell' estatte), però Ferguson nutre grande stima nei suoi confronti, lo considera tecnico di grande competenza.

Marcelino riporterebbe ai sani principi del 4-4-2 ormai impresso nel patrimonio genetico del Valencia (da qui anche le resistenze dei giocatori al 4-5-1 di Koeman), bisognerebbe vedere solo se con una tendenza più marcatamente difensivista come quella di Quique o tornando più al gioco di Benitez (ricordo che il Valencia di Benitez era diverso dal Liverpool di Benitez, più offensivo).
Somiglia al modulo del Valencia di Benitez, ma con il baricentro ancora più avanzato (e un pressing estremamente aggressivo sulla trequarti avversaria: il Valladolid e l' Almeria son le squadre che più si caratterizzano in questo senso nella Liga), anche il 4-2-3-1 di Mendillibar nel Valladolid: sotto il profilo tattico la squadra bianco-viola sta facendo un campionato notevole, occupa il campo molto bene e con personalità, però gli manca la qualità per fare la differenza.
Mendillibar è un altro da tenere d' occhio, per via dei risultati se ne parla meno rispetto a Marcelino, Emery o Laudrup, ma è uno valido, che fa della cultura del collettivo la sua bandiera.

Insomma, i nomi ci sarebbero (io prevedo più un allenatore emergente che un grande nome, perchè non credo che la società abbia più tanto denaro da spendere), basta che si abbandoni l' improvvisazione e lo spreco che hanno portato il Valencia dove si trova attualmente.

@ Cespo
Non sarebbe male una coppia Javi Martinez-Raul Garcia. Son giocatori che prima o poi ci finiranno in nazionale, qui onestamente bisogna dire che la concorrenza è ampia.

Manca uno con le caratteristiche di Javi Martinez, un cursore potente capace di spezzare le transizioni avversarie e ribaltare con percussioni palla al piede l' azione. Il centrocampo della Seleccion ha molta qualità ma è al momento troppo monocorde, composto praticamente solo da palleggiatori che (a parte Iniesta) palla al piede non possono dare il cambio di ritmo, e inoltre è molto debole in interdizione: il centrocampo a 5 attualmente schierato da Aragones è dettato non solo dalla volontà di associare i palleggiatori più abili, ma anche dall' esigenza di fare numero e densità perlimitare gli effetti delle scarse risorse atltiche della maggior parte dei centrocampisti. Se ad esempio infatte giocasse solo un doble pivote Xavi-Xabi Alonso o Xavi-Cesc, gli avversari arriverebbero una volta sì e l' altra pure al limite dell' area di Casillas. Non c'è dubbio che un Javi Martinez aggiungerebbe dinamismo, polmoni e nerbo al centrocampo, potrebbe fare il Flamini della situazione in una coppia con Cesc.

6:26 PM  

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