domenica, ottobre 26, 2008

OTTAVA GIORNATA: Osasuna-Betis 0-2: Mehmet Aurelio; Pavone.

Un episodio (la punizione non irresistibile di Mehmet Aurelio che passa in mezzo alla barriera fra Sola e Nekounam), soltanto quello, sblocca uno strazio di partita.


Formazione-tipo per Chaparro (in attesa del pieno recupero fra i titolari di Edu, rientrato nello scorso turno dall’ infortunio), conferma da parte di Camacho del 4-4-2 di Gijon (l’unico cambio è Josetxo per lo squalificato Roversio al centro della difesa).

Il primo tempo è quasi insostenibile per lo spettatore: le due squadre sono sì ordinate ma estremamente prevedibili e incapaci di offrire spunti tecnici di rilievo. Il Betis mantiene le proprie posizioni senza mostrare nessuna fretta e accennando appena qualche affondo sulla sua fascia destra con Damià che attacca lo spazio e Nelson che si sovrappone, l’Osasuna ha la colpa di non saper imporre un proprio ritmo e di adeguarsi a questo tipo di partita che chiaramente va meglio alla squadra ospite. Quando devi fare i tre punti assolutamente, sei in casa, e non disponi nemmeno di qualità sovraumane, ti serve a poco ripiegare ordinatamente e recuperare palla nella tua metacampo per poi reiniziare l’ azione con l’ avversario schierato: non essendo squadra dalla manovra fluida e avvolgente, l’ Osasuna avrebbe dovuto obbligatoriamente puntare sull’ intensità, sul pressing nella metacampo avversaria. Non si è vista nemmeno l’ ombra di tutto questo, e così, ancorata la gara a ritmi bassi, si è vista tutta la difficoltà dei padroni nel costruire trame articolate. Rimane poi il problema tante volte rimarcato di un doble pivote nel quale Puñal e Nekounam hanno movimenti e caratteristiche troppo simili: ciò appiattisce eccessivamente la manovra e finisce col neutralizzare anche i possibili effetti positivi delle due punte tanto invocate dai tifosi, le quali entrano assai poco in contatto col pallone, dato che come al solito l’ elaborazione dell’Osasuna nelle zone interne è inesistente e l’ unico sfogo rimangono azioni dalle fasce facilmente difendibili dalla difesa schierata del Betis, per quanto individualmente Ezquerro (cui al 17’ viene annullato un gol che i giornali spagnoli dicono essere regolarissimo: parlo così perché nella trasmissione di Sky non si è potuto vedere nemmeno un replay dell’ azione) ci metta tutta la buona volontà di questo mondo.

Al 6’ della ripresa il gol di Mehmet Aurelio dà la scossa: incassato il colpo, l’ Osasuna prova ad arrivare con la grinta là dove non potranno mai arrivare le idee, oltre a Dady per Portillo mette anche Héctor Font per Puñal spezzando il monotematico doble pivote (ma data la situazione, Camacho potrebbe anche rischiare qualcosa in più inserendo un trequartista come Masoud), ma non smuove minimamente il placido controllo del vantaggio di un Betis che ha più spazi per percorrere la metacampo di rimessa e vuole correre meno rischi possibile inserendo Melli per Capi (adesso il doble pivote bloccato ce l’ hanno gli ospiti, avanzando Arzu a fianco di Mehmet Aurelio). Il finale segnala gli incomprensibili dodici minuti (più tre di recupero) concessi a Masoud, che serve una palla geniale sciupata di testa da Dady, e il gol che chiude la partita, nelle sue modalità immagine perfetta del tristissimo momento dell’ Osasuna: Ricardo sfarfalla su una punizione facile di Emana e, invocando poi un fallo del tutto inesistente, regala la comoda ribattuta a Pavone.


I MIGLIORI: Si meritava la soddisfazione del gol Mehmet Aurelio, acquisto-chiave dell’ estate verdiblanca (assieme ad Emana): finalmente un giocatore di grande spessore a comandare davanti alla difesa, il “Marcos Senna turco” come già ho avuto modo di definirlo. Notevole prova di Nelson, terzino destro di talento mai compiutamente espresso finora: grande energia, sovrapposizioni continue e incisive ma anche buone qualità palla al piede, è uno dei principali sbocchi della manovra bética nel corso della serata.

Quindici minuti non sono certo attendibili per un giudizio, ma in quei quindici minuti Masoud da solo offre perlomeno quella vivacità mancata in tutto il resto della serata all’ Osasuna. L’iraniano è uno di quei classici giocatori che offre problemi di collocazione a molti allenatori: troppo “numero 10” sia per fare l’ attaccante che il centrocampista, molto disinteressato alla fase di non possesso, in pratica senza cittadinanza nel 4-4-2 puro che ha inizialmente scelto Camacho per questa sua nuova avventura. Ma credo che in situazioni come queste, di vera emergenza creativa e realizzativi per l’Osasuna, non si debba troppo sottilizzare: Masoud è il giocatore di maggior qualità della rosa, ha doti tecniche strepitose, è l’unico in grado di creare la superiorità numerica assieme a Juanfran, ergo deve giocare, senza tante storie come quelle che ne ritardano l’ ingresso oltre misura in questa partita.

Per il resto della gara l’ unico in grado di impegnare la difesa del Betis è Ezquerro, che nel primo tempo segna un gol fortemente sospettato di regolarità e impegna Casto con un tiro da fuori, e nella ripresa scucchiaia un pallone splendido per Sola che tristemente si pianta davanti al portiere avversario.

I PEGGIORI: Sotto più che mai ovvia accusa l’attacco dell’ Osasuna: la miseria di due gol all’ attivo finora è in buona parte dovuta a un impianto collettivo insoddisfacente, ma certo i delanteros fanno a gara a non vedere la porta: improponibile, è dire poco, il Sola di questo match; si fa vedere un po’ di più Portillo che però delude al momento di scegliere la giocata o è impreciso, e si muove come suo solito in zone perlopiù di scarsissimo pericolo per l’ avversario; ci mette del suo anche Dady, sciupando l’ unica seria occasione rojilla della serata, quella che Don Masoud gli pennella direttamente sul capoccione. Forse è il caso di provare Pandiani, anche ieri nemmeno convocato, nonostante abbia detto in settimana che Camacho è tutta un’altra cosa rispetto a Ziganda, che nemmeno lo calcolava.

In grossa difficoltà il canterano Oier Sanjurjo, che spesso soffre un due contro uno con Nelson e Damiá ma che evidenzia anche una certa scomodità nel ruolo di terzino sinistro, lui che di ruolo coprirebbe l’altra fascia.


Osasuna (4-4-2): Ricardo 5; Azpilicueta 6, M. Flaño 6, Josetxo 6, Oier 5; Juanfran 5,5, Puñal 5,5 (65'), Nekounam 5,5, Ezquerro 6,5; Sola 4,5 (77'), Portillo 5,5 (65').

In panchina: Roberto, Font s.v. (65'), Dady 5 (65'), Masoud 6 (77'), Delporte, Cruchaga, J. Flaño.

Betis (4-1-4-1): Casto 6; Nelson 7(89'), Arzu 6, Juanito 6, F. Vega 6; M. Aurelio 7; Damiá 6,5, Emaná 6,5 (87'), Capi 6 (70'), S. García 6; Pavone 6.

In panchina: Ricardo, Melli s.v. (70'), Rivas s.v. (87'), Juanma s.v. (89'), Monzón, Rivera, Edu.


Goles: 0-1 (51'): Mehmet Aurelio, lanza una falta. El balón se cuela por un hueco que deja la barrera y se introduce en la meta navarra. 0-2 (86'): Pavone rebaña un balón defectuosamente blocado por Ricardo tras el lanzamiento de una falta ejecutada por Emaná.

Árbitro Mateu Lahoz, colegio valenciano. No mostró tarjetas

Incidencias Reyno de Navarra. 17.175 espectadores.

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